Il 10 marzo 2012 ricorre il dodicesimo anniversario della legge n. 62/2000, relativa alle “Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all’istruzione”.
Una legge che ha avuto un travagliato ed aspro iter parlamentare, che è frutto di una logorante mediazione politica tendente al ribasso, ma che ha il merito di aver scavalcato un tabù che sembrava insormontabile e che ha stabilito inoppugnabilmente alcuni importanti principi, tra questi: che la scuola paritaria è parte costitutiva ed integrante dell’unico sistema educativo nazionale formato dalle scuole statali e dalle scuole paritarie; che svolge un servizio pubblico nell’interesse del bene comune; che il suo finanziamento da parte dello Stato è costituzionalmente legittimo e legittimato
Va dato merito alla forte determinazione e capacità politica dell’allora Ministro dell’Istruzione del Governo Prodi, l’on Luigi Berlinguer, se questi risultati sono stati possibili. Leggere ancora oggi gli atti parlamentari di Camera e Senato, relativi alla discussione della legge 62/2000, come pure negli stessi anni, quelli relativi alla modifica della composizione delle Commissioni degli Esami di Maturità nella scuola paritaria, si rimane stupiti come sia stato possibile raggiungere certi risultati (che qualcuno, oggi, a prescindere da quel particolare contesto potrebbe giudicare scontati e minimali) nonostante la fortissima opposizione parlamentare all’interno della stessa Maggioranza di Governo e l’altrettanta fortissima opposizione della piazza, che raccoglieva le sigle sindacali di ogni colore e le frange più estreme e radicali dei movimenti studenteschi e dei centri sociali.
Ma nonostante tutto ciò, un certo successo è stato raggiunto nel nome di un diritto: quello della libertà di scelta educativa, dell’eguaglianza dei cittadini, del pluralismo e della democrazia, e all’insegna del perseguimento di un sistema scolastico nazionale più flessibile, più diversificato, più efficiente, più efficace, più di qualità.
Ma riprendiamo ed argomentiamo alcune di queste affermazioni per cogliere meglio la filosofia che sottende la legge 62/2000 e la sua applicazione (o disapplicazione) fatta dai Governi che si sono succeduti fino ad oggi. [LEGGI TUTTO]