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Promossi e … trombati ;-)

promossi e bocciatiLa prima tornata di elezioni amministrative ha fornito, come del resto molti auspicavano, interessanti riscontri. Per prima cosa, il PD ha tirato un sospiro di sollievo avendo scansato la temuta debacle legata alle vicissitudini delle recenti politiche che ne stanno mettendo a dura prova la tenuta. Il risultato tutto sommato non dovrebbe sorprendere in quanto, tranne alcuni delusi dal recente armistizio tra PD e PDL legati a un passato e a filosofie che oggi non hanno più ragion d’essere e che probabilmente si sono astenuti, buona parte dei ‘diffidenti’ dell’area di centrosinistra, in attesa di vedere cosa uscirà dal congresso prossimo venturo e per non rinunciare al diritto dovere di dire la propria, ha fatto confluire i voti in Sel che guarda caso, era presente e in coalizione con il PD in praticamente tutti i comuni.

Insomma, come recita il proverbio, chi nasce tondo non può morire quadrato e quindi, come ho scritto in un precedente post, Sel rappresenta al momento l’unico accettabile compromesso per i ‘confusi’ del PD. Ovvio quindi che sostanzialmente gli equilibri non siano cambiati. Da qui agli slogan di rinascita e riscossa ci andrei cauto. Il colpo è stato forte e i conti non sono chiusi. E’ comunque un buon indicatore, il popolo di sinistra c’è e non si è disperso in modo significativo. Le alleanze dei protagonisti del centrosinistra sono quindi in grado di mantenere le posizioni ed è un buon punto di partenza, anche in vista del già citato congresso. Molto probabilmente inoltre, buona parte dei militanti democratici ha compreso che era giunto il momento di pensare prevalentemente al bene del paese e che quindi, la ‘Grande Alleanza’ costituiva, pur tappandosi il naso,  l’unica scelta possibile.

Diverso il discorso per il Movimento 5 Stelle dove, pur di non tapparsi il naso hanno deciso di mantenere la facciata dei ‘Duri e puri’ bocciando di volta in volta nelle recenti politiche, le stesse scelte che tutto sommato condividevano e che gli avrebbero consentito di fare effettivamente la differenza. Personalmente sono infatti rimasto abbastanza perplesso dal fatto che inizialmente fosse stato proprio Grillo a sollecitare l’alleanza PD e PDL riservandosi di porsi a giudice esterno,  appoggiando di volta in volta solo le decisioni condivise e comprese nel DNA del Movimento. Nel momento in cui tale alleanza si è concretizzata lo stesso Grillo l’ha avversata e si è messo a gridare al colpo di stato. Nel frattempo la coerenza era andata in vacanza?

Stessa cosa in occasione dell’elezione del Capo dello Stato, dove avrebbe potuto convergere sul nome di Prodi che tutto sommato era uno dei papabili uscito dalle indicazioni dei militanti (o se vogliamo dalla cosìdetta rete). Anche qui  una piccola forzatura, senza seguire rigorosamente l’ordine delle preferenze ma attenendosi comunque alle indicazioni ricevute e convergendo su Prodi, avrebbe potuto fare la differenza (P.S. in questo caso personalmente sono contento non l’abbia fatto e spero che Prodi decida di andare a godersi la pensione 😉 Insomma, era abbastanza ovvio che a lungo andare i simpatizzanti e i supporter del Movimento 5Stelle iniziassero a domandarsi per quale motivo continuassero a fornire il proprio voto e il proprio appoggio per poi lasciarlo inutilizzato senza capitalizzarlo. E’ ovvio in tutti i casi appena menzionati che unico obiettivo di Grillo è quello di governare in proprio, in assoluta solitudine e dopo ‘averli mandati tutti a casa’. Obiettivo un po’ ambizioso per un Movimento che si affida a canali non proprio alla portata di tutti e che, nel momento in cui i bistrattati media, giornali e giornalisti decidessero di non menzionarlo più spontaneamente, sparirebbe de facto. Insomma, le ultime amministrative hanno mostrato che il meccanismo ideato dalla coppia Grillo/Casaleggio si è inceppato e forse sarebbe finalmente arrivato il momento di ascoltare anche i brontolii che stanno salendo dalla pancia del movimento. Abbiamo capito e l’hanno abbondantemente dimostrato che sanno dire di NO. Adesso passino al livello successivo, magari gradatamente, inizino con qualche timido SI e stiano a vedere se i risultati migliorano 😉

Per quanto riguarda il cosidetto centrodestra,  i risultati ottenuti, così a caldo sembrano aver subito l’influenza di una numerosa serie di fattori e probabilmente, una buona percentuale degli astenuti appartiene alle fila del PDL e della Lega. Diciamo che per il momento in molti ‘stanno a guardare’.  In particolare i risultati hanno mostrato una generale sofferenza della Lega che sicuramente ha influito sui risultati complessivi delle coalizioni nelle quali ha partecipato. Infine, dopo il lungo periodo di transizione dall’epoca bossiana e la conquista della regione Lombardia, il movimento sembra essere tornato alle origini arroccandosi su poche posizioni e forse trascurando eccessivamente il resto. Forse stanno anche pagando l’indecisione mostrata al governo dove alla fine hanno deciso di porsi all’opposizione ‘con riserva’. Insomma, sembrano un po’ frastornati e probabilmente questo non è sfuggito a molti simpatizzanti del partito che appunto, vogliono vedere come deciderà infine di muoversi.

Sicuramente, l’altro risultato significativo emerso dalle ultime elezioni ed evidenziato dai più, è l’ampia ‘zona grigia’ costituita dagli astenuti.  Considerata la percentuale si tratta effettivamente del reale vincitore assoluto della tornata elettorale. A dare vita a questo interprete silenzioso sono sicuramente i numerosi elettori dei partiti ‘ caduti sul campo’ delle recenti elezioni politiche (IDV, UDC, FLI), alcuni disillusi del PD, gli indecisi ancora non convinti da PDL e Lega e quelli che almeno per il momento hanno deciso di non sprecare inutilmente il proprio appoggio al ‘meno peggio’. Insomma, un serbatoio non indifferente di voti in attesa di essere convinti e chi riuscirà nell’impresa, sarà effettivamente in grado di fare la differenza.

Di questo bisogna tenere conto anche a livello locale in vista delle elezioni comunali del 2014. Certo è che non si può più sperare di pescare in questa riserva utilizzando le vecchie  e usurate esche alle quali ormai questi possibili elettori si sono assuefatti. Si deve proporre qualcosa di veramente nuovo, con convinzione, trasparenza e sincerità. Bisogna saper coinvolgere e dare modo di partecipare, di poter fare la differenza. Non vale più nemmeno lo slogan grillino di uno vale uno. E’ la somma che fa la differenza ma nessuno può contare 0. Ci sarà chi per conoscenze, impegno e disponibilità varrà per 6, chi potrà solo per 1 e chi nel mezzo per 3, ma il risultato sarà 10 e solo quello conterà come unico punto di riferimento, senza chiedersi dalla somma di quali valori è scaturito. Spero di ‘ essermi capito’ se così non fosse mi scuso e ci sarà tempo per gli approfondimenti.

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