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Marò oooo che figura da Paese delle Banane

castigoTanto per cambiare, nella vicenda Marò-India, l’Italia cala le braghe. Un po’ come i bambini che in un improvviso impeto di ribellione e affermazione rispondono male o alzano la voce e che, con uno scappellotto vengono rimessi a posto, ricordandogli come funzionano in realtà le gerarchie.

In quanto a gerarchie in Europa e nel resto del globo terraqueo la nostra nazione sembra in effetti godere di ben poca considerazione. Sarebbe da lasciar perdere la triste carrellata di esempi che in questi ultimi giorni sono stati sgranati come un rosario dalle principali emittenti, ma in fondo repetita iuvant. Partiamo quindi dalla tragedia di Ustica, passiamo per quella del Cermis, sorvoliamo su quella del terrorista Cesare Battisti e concludiamo con quella del tira e molla dei nostri due Marò con l’India.

Insomma, negli ultimi anni molti si sono spesso lamentati della caduta di credibilità internazionale del nostro paese imputandone la maggior colpa a Berlusconi. Purtroppo, senza nulla togliere all’impegno del Cavaliere, penso che la situazione fosse già pesantemente compromessa da tempo. Se al posto dei nostri due Marò ci fossero state analoghe figure statunitensi, inglesi o francesi, la pantomima si sarebbe già risolta da tempo.

Noi invece pasticciando come al solito ci siamo addirittura fatti sequestrare il console, accontentandoci di uno straccio di carta con condizioni che, viste le premesse possono essere disattese dall’India a suo capriccio.

Delle due l’una: se si è deciso di prendere la decisione di trattenere in Italia i due Marò ritenendola legittima lo si fa ad oltranza, altrimenti non si tira in ballo un casino inutile e dannoso.

Alla luce della conclusione della vicenda risuonano veramente patetici i titoloni dei giornali e dei media che descrivevano con dovizia di particolari, come si fosse prontamente attivata la macchina giuridica italiana per giudicare l’operato dei due militari, sancendo ufficialmente la presa in carico della vicenda da parte del nostro paese.

Pensiamo solamente all’analogia con la tragedia del Cermis dove il pilota esaltato di un caccia americano, per quello che alla fine è risultato essere un gioco di abilità nella conduzione dell’aereo, ha tranciato un cavo della funivia uccidendo 20 persone. PER LA MISERIA 20 PERSONE NON 2. E noi cosa abbiamo fatto? Per l’amor del cielo se dicono gli americani che è competenza loro giudicare il pilota, chi siamo noi per affermare il contrario????

Ma per favore.

Lasciamo inoltre perdere che nella vicenda indiana l’Europa non ha alzato un dito, mentre si è sentita in dovere di intervenire nella questione della rimozione del crocefisso nelle aule scolastiche, per dar seguito ai pruriti di una sconosciuta finlandese.

Insomma, continuo a sentirmi cittadino del Paese delle Banane. Inutile menarla sull’orgoglio di essere Italiani, rifarsi a una storia eroica sempre più remota o a pochi sporadici episodi. Per quel che mi sento al momento siamo gli zimbelli e i lacchè tanto del resto d’Europa che del resto del Globo. Il paese degli Schettino e dei pasticcioni della diplomazia. In questo momento la credibilità del nostro paese vale quanto la carta straccia sulla quale gli indiani hanno espresso i propri impegni nei confronti dei nostri militari.

Che amarezza.

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