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Ikea, considerazioni di un cittadino

Un concittadino ha risposto recentemente con un commento in un precedente post dedicato alla vicenda Ikea. Attualmente la situazione è in fase di stallo ma continua il tiro alla fune tra Cormano e Paderno Dugnano. In particolare, nel suo commento Andrea C. si riallaccia all’ultima proposta del ostro primo cittadino di offrire al colosso Svedese/Olandese l’area ex. Tonolli. Personalmente, per le perplessità che nutrivo verso il progetto preliminare, la proposta di Alparone sembra migliorativa e risolve alcune delle criticità che avevo espresso. Non è la soluzione ideale ma è comunque una soluzione migliore.

Andrea C. non sembra comunque d’accordo ed avanza una serie di perplessità alle quali mi è sembrato giusto dare l’evidenza di un post dedicato. Lascio quindi volentieri la parola ad Andrea.

QUI il post al quale si riferisce e dove è possibile leggere il messaggio al quale Andrea risponde:

Per il Sig. Alberto di Via Battisti; mi scuso del ritardo nella risposta perchè ho letto solo ultimamente i suoi post. Spero abbia occasione di leggere la mia risposta. Nessuno sta discutendo il marchio Ikea, se piace o non piace, se funziona o non funziona, il problema è un nuovo centro commerciale a Paderno (al confine con Cormano, per giunta di fianco alle giraffe, un multisala già di notevole richiamo per le auto, o nell’area ex tonolli come riportato ultimamente da un giornale, poco importa).

Il problema è che a Paderno ci sono già Carrefour, Gran Casa, Leroy Merlin e Giraffe. Tutti sono dei calamita auto. E sono quattro. Non uno o due. La viabilità è abbastanza critica per via delle molte superstrade/strade provinciali, che letteralmente circondano la nostra cittadina, da nord a sud, da est ad ovest. Mi-meda, Rho-monza, Comasina, Vecchia valassina e (poco più sotto) Saronno-monza.

Che tra l’altro contribuiscono anche a convogliare ed alimentare il traffico verso gli shopping center. La situazione, come traffico,inquinamento, smog, non è il massimo. Anzi, non va per niente bene. Trovo molto semplicistiche e sbrigative le sue considerazioni sul fatto che l’insediamento di Ikea non faccia peggiorare significativamente l’inquinamento.

Anche perché non capisco come faccia a calcolare che il peggioramento non sarà significativo. E non capisco l’affermazione sull’inquinamento viaggi per Km al fine di cercare di dimostrare l’ineluttabilità della nostra condizione. E forse per giustificare gli immobilisti. Certamente, stiamo parlando di particelle fini e finissime, e quindi l’effetto del vento c’è, ma non è semplicemente quello di uno spostamento tel quel, come se si trattasse di una mongolfiera, ma si tratta di dispersione e di diluizione. Ha mai sentito parlare di traffico di prossimità? Ha mai sentito parlare di esposizione agli agenti inquinanti?

Abitare in prossimità di arterie stradali ad alto traffico, incroci congestionati e centri commerciali (che di norma si appoggiano, sfruttandolo, ad arterie stradali di grande flusso e passaggio) non causano la stessa esposizione che abitare a debita distanza di 1 km, 2km etc., ma molto superiore. Afferma un ricercatore di un centro di ricerca ambientale: “Le polveri che costituiscono il PM10 possono anche in parte arrivare da lontano, ma l’esperienza ci insegna che alti livelli di PM10 si verificano durante i periodi di alta pressione in assenza o quasi di vento, dunque polveri prodotte “in casa” ” Gli esperti, i medici, i centri di ricerca tendono a fissare fino a 500 metri (ovviamente dipende dal volume di traffico)la distanza entro la quale l’esposizione è significativa.

1 anno fa circa, durante un incontro pubblico organizzato dal CCIRM (Comitato per l’interramento), presso l’oratorio di Paderno, tra gli altri fu invitato uno specialista dell’Istituto dei Tumori per parlare del rischio malattie connesso alla vicinanza ad un’arteria stradale trafficata, il quale disse che l’esposizione massima verso gli agenti inquinanti emessi dai gas di scarico si aveva nel raggio di 250 metri. Quindi c’è un legame tra distanza ed esposizione. Eccome. E’ chiaro che poi oltre all’inquinamento di prossimità, ci sia quello a lunga distanza (determinato da fabbriche, scarichi nell’atmosfera ed una quota parte, perchè diluito, di inquinamenti di altre prossimità).

Sul secondo è difficile che un Comune possa incidere, certamente che, se quando il Comune di Milano e altri Comuni limitrofi fanno il blocco, e noi no, la sinergia non è delle migliori. Può e deve intervenire il nostro Comune per mitigare il primo livello, quello di prossimità, per esempio evitando di cronicizzare ulteriormente il traffico e quindi l’inquinamento in una cittadina qual’è Paderno. Desidero ricordarle, se ce ne fosse bisogno, che nel nostro organismo cè un effetto accumulo delle sostanze inquinanti. E che nel Comune di Cusano si è costituito un movimento per contrastare l’arrivo di Esselunga, nonostante a Cusano non vi siano già come da noi Carrefour, Gran casa, Leroy Merlin e Le Giraffe.

Lei ha detto che la situazione è tanto critica ormai che peggiorarla è difficile, o se succede la differenza è minima. Io considero questo un pensiero molto semplicistico e di notevole superficialità, visto che lei non è solo responsabile della sua vita, ma anche, soprattutto, di quella di sua moglie e dei suoi figli. Tra l’altro donne e bambini sono soggetti molto più a rischio perchè hanno un ritmo respiratorio più frequente (le donne inoltre hanno vie respiratorie più strette e i bambini sistema immunitario debole). Dobbiamo morire tutti, ma non per questo bisogna farlo il prima possibile….non crede?

Quando si prospetta un insediamento del genere, con un bacino di utenza potenziale di almeno un milione di clienti, con un parcheggio più grande di quello di Corsico, con diverse migliaia di macchine che visiteranno giornalmente il centro (6000/7000 sino a picchi di 10000 auto al giorno), senza considerare sabati, domeniche, orari serali e giorni festivi dove almeno oggi le vie principali della città (insieme alle arterie principali sopra citate) conoscono una tregua, non si può fare spallucce o fare gli indifferenti. E per avere una misura dell’impatto ambientale segnalo che il Villaggio ambrosiano ha meno abitanti del numero di auto che visiterebbero giornalmente Ikea sita al Villaggio.

Una città di auto che si muove dentro un quartiere. Paderno Dugnano nella sua interezza ospita circa 20 000 famiglie per un totale di 47 000 abitanti. Per vie principali della città intendo anche via cesare battisti che lei conosce benissimo, che viene notoriamente utilizzata dai locali oltre che dagli abitanti delle altre città come scorciatoia per raggiungere le loro mete. La lotta del Comitato per l’interramento ( e la lotta contro l’Inceneritore), che lei sostiene moralmente, è stata fatta proprio per salvaguardare il nostro territorio e la qualità della nostra aria da ULTERIORI compromissioni.

Non è un vezzo. Come ora, alla stessa stregua, si sta cercando di salvaguardare il territorio e le nostre case (ivi compresa la sua) dal problema che causerebbe l’apertura di un nuovo centro commerciale, a prescindere dall’insegna. Impatto sull’economia locale dell’insediamento: Ikea ha un posizionamento strategico molto particolare, può portare molti danni all’economia locale. La collocazione geografica a ridosso del distretto brianzolo non è assolutamente casuale e le dinamiche di acquisto delle fascie intermedie dei consumatori sono molto più elastiche di quanto non si creda. Ed Ikea questo lo sa. A maggior ragione durante una congiuntura economica sfavorevole. La fedeltà al punto vendita (store loyalty) non è imperitura, è un processo in divenire, una sfida continua. Per quanto riguarda il problema legato all’attraversamento che lei ha rilevato per l’eccessiva velocità, vorrei esprimere la mia opinione.

Sono daccordo con lei, è un problema. Come cè il problema che la rotonda di via C. Battisti, uno dei accessi strategici alla città, sia abbandonata a sé stessa e non curata con il dovuto modo (da alcuni mesi sono stati posti dei cartelli per la ricerca di sponsor, questo dopo mia esplicita lamentela all’assessore ed al presidente di quartiere, per la mancanza di attenzione). Come c’è il problema dei sanpietrini che, dove vengono via, vengono sostituiti con delle chiazze di catrame (se andrà a vedere l’edificio nuovo di fianco all’Antares vedrà che, nel marciapiede, le orribili chiazze sono state sostituite con i sanpietrini, dopo mia esplicita lamentela). Ci sono altri punti che malauguratamente presentano chiazze e sono da riportare alla normalità. Come cè il problema in via battisti della coda di macchine- a volte sino all’asilo- con motore acceso durante la sosta del passaggio a livello o come il problema dei tir, camion, autoarticolati, che passano nella stessa via.

Spero lei abbia segnalato all’amministrazione il problema che ha notato, come noi abbiamo provveduto a segnalare quanto da noi notato. Dircelo tra noi non serve, non crede? In linea di massima è vero, ci sono problemi grandi e altri sono più piccoli; fortunatamente un Comune è costituito da una squadra di assessori, ognuno con incarichi specificatamente diversi, più un sindaco ed un vicesindaco. Questo per garantire la continuità dei servizi e la risoluzione di problemi di natura differente. Persone specifiche per compiti specifici. Il fatto che ci siano problemi più di ampia portata non può esimere il comune da non affrontare quelli ordinari. O viceversa. E non può esimere nemmeno noi cittadini a preoccuparci solo della cosa piccola o solo della cosa grande, se entrambe sono una minaccia per la nostra casa e la nostra famiglia. Facendo altrimenti, imbocchiamo solo la più comoda delle scorciatoie, il pensare cioè che ci sia sempre un altro problema più meritevole della nostra attenzione; senza affrontare né l’uno, né l’altro. Si chiama benaltrismo.

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