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E’ iniziato l’assedio al Villaggio?

Tutto ruota intorno alla Rho-Monza e al Villaggio Ambrosiano. Stiamo parlando come già molte altre volte anticipato dello spauracchio IKEA, dell’inceneritore e dell’azienda per il trattamento per fini edilizi delle scorie prodotte dall’incenerimento dei rifiuti (notare il trittico di cerchi rossi amorevolmente accarezzati da una tratta viaria ancora piccolina ma che … crescerà).

Partiamo quindi subito dall’impianto di trattamento per il recupero e riutilizzo delle scorie prodotte dall’incenerimento di rifiuti solidi urbani, che in Data: 16/07/2010 sembra aver ottenuto il via a procedere. La pratica SILVA che la Leganti Naturali Srl aveva aveva depositato in data 02/07/2009 e che aveva già acceso alcune discussioni locali, sembra infatti essere stata chiusa a livello regionale in  data 02/08/2011 (chissà come mai tutte queste cose vengono decise in date ‘strategiche’) con esito Positivo.

Cosa ancora più curiosa è che la pratica di verifica di assoggettabilità a VIA (Verifica Impatto Ambientale) si conclude testualmente con il seguente verdetto: “…per la realizzazione del progetto e per l’autorizzazione all’esercizio dell’impianto in oggetto non è necessario l’espletamento della procedura di V.I.A. regionale.”

Come dire: pronti e … VIA 😀

Ma un’altra cosa ancor più curiosa è che nella sintesi non tecnica allegata alla pratica viene dichiarato che: l’impianto in oggetto dista circa 1000 m da beni di interesse artistico e storico.

Peccato che a spanne, come riportato dalla mappa qui a fianco, sembra che la distanza dell’impianto da un edificio di elevato interesse artistico e storico quale è ormai l’onnipresente Chiesetta del Pilastrello, sia circa la metà di quanto dichiarato (chi ha quindi controllato l’esattezza di quanto dichiarato nella relazione???). Vabbè. Speriamo che questo sia l’unico strafalcione in quanto ve ne fossero altri tra le seguenti caratteristiche dell’impianto saremmo sistemati per le feste:

– l’impianto è dimensionato per trattare 150.000 t/a di scorie in ingresso, operando su  250 gg/a, il carico medio giornaliero è pari a 600 t/g.

– l’impianto presenta le seguenti fonti di emissione:
emissioni in atmosfera;
emissioni sonore;
emissioni in acqua.

L’insediamento dista circa 850 m a est da ambito di cava parzialmente recuperabile (cosa vorranno dire o fare, cosa ci metteranno ???);
L’impianto darà origine a emissione di rumore e ricade in Classe acustica V;

Non si prevedono scarichi industriali salvo, in caso di piogge intense, le acque eccedenti che non trovano posto negli stoccaggi e che verranno laminate alla rete fognaria tramite apposita soglia tarata.

Insomma, un bel gioiellino e una bella manciata di camion con carico pericoloso avanti e indietro su una Rho-Monza che si troverebbe in difficoltà ad assorbirli nei momenti critici (ma tanto è questione di tempo no?). Questo primo tassello del grande puzzle che ruota intorno alla riqualificazione della Rho-Monza è quindi già al suo posto.

Ma da dove potrebbero prendere (in modo conveniente ed abbondante) la materia prima necessaria? Forse dall’altro cerchietto rosso sopra all’area dell’ex. Tonolli dove vorrebbero far sorgere l’inceneritore? Una pratica che poteva già essere chiusa con diritto in diverse occasioni ma che guarda caso continua ad essere rimandata ad oltranza. In attesa di cosa?

Un’altra manciata di camion che porta rifiuti pericolosi e la medesima manciata di camion con scorie pericolose che porta il tutto all’altro circolino rosso che le trasforma in tanti bei mattoncini (alla diosssina?).

Per quanto riguarda l’ipotesi Ikea, l’insistenza sull’alta possibilità di realizzazione del megastore con dovizia di particolari, continuamente avanzata da alcuni esponenti politici locali, sembra confermare quanto recentemente ipotizzato da Giampaolo Cerri, che sul numero di Italia Oggi del 21/5/2011 scriveva:

 “A Cormano, cintura milanese, la multinazionale non riesce a convincere il municipio di centrosinistra. E qui non c’è nemmeno un gran vincolo paesaggistico, perché l’area individuata è quella adiacente dell’esistente centro commerciale Le Giraffe, a due passi dalla trafficatissima Milano-Meda, in una delle zone più inquinate del Milanese.

Ma in giunta Cornelli ha Rifondazione, e per i post-bertinottiani il marchio giallo in campo blu dell’Ikea accende la mistica noglobal, quella dei chain workers, i lavoratori della grandi catene che si sentono più sfruttati di altri. Senza contare i grillini, che gli sono sempre col fiato sul collo.

Il via libera all’Ikea da parte sua, non sarebbe un sì qualsiasi. Al punto che, in due anni, non ha neppure risposto alle prime avances degli svedesi che, nel frattempo, devono fronteggiare anche un’impennata dei prezzi di terreni. Secondo alcuni blogger locali, stanca d’aspettare Cornelli, l’Ikea si starebbe accordando con la vicina Paderno Dugnano, governata dal centrodestra. Contrappasso clamoroso: si parla della stessa area, in cui i due comuni confinano, con l’identico portato di traffico per la vicina. Senza problemi per Cornelli ma senza i posti di lavoro per Cormano.”

Insomma, la nuova Rho-Monza farebbe contenti tutti (tranne i Padernesi ma di loro a chi importa?) e guarda caso alcuni tasselli di questo puzzle che si è iniziato a comporre tanto tempo fa hanno iniziato a collocarsi.

Ovviamente alle tante domande che ormai da troppo tempo ronzano nelle orecchie dei padernesi se ne aggiungono altre parecchio inquietanti. Come mai saltando il VIA e ad agosto la Leganti Naturali ha ottenuto l’OK? Come mai la Paderno Energia continua a investire fior di quattrini per eterne integrazioni e qualcuno la asseconda rimandando ad oltranza la decisione finale?

Quanto (e dove) i tre cerchietti rossi della mappa iniziale hanno sponsorizzato la riqualificazione di una struttura viaria fondamentale per i loro affari? Come dicevo, tutti contenti. Posti di lavoro, oneri di costruzione, chiusura dell’anello delle tangenziali per Expo. Ma cosa diavolo vogliono di più questi padernesi?

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