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Dignità italiana…ci risiamo

Purtroppo non ho fatto tempo ad esprimere alcuni dubbi su come ultimamente l’Italia viene considerata all’estero (QUI) che vi si è aggiunto il ulteriore e tristissimo episodio del blitz di ieri a Sokoto, costato la vita ai due ostaggi, un britannico e l’italiano Franco Lamolinara.

Insomma, da una parte gli inglesi che sostengono di aver regolarmente avvisato la Farnesina, dall’altra l’attuale Ministro degli Esteri italiano che dichiara di non aver ricevuto alcuna comunicazione.

A parte il sospetto che gli inglesi avessero ancora in memoria il numero dell’ex Ministro degli Esteri Franco Frattini resta molta perplessità su tutta la questione in generale. Possibile che in un’operazione che per il 50% (due erano gli ostaggi da liberare) coinvolgeva l’Italia si sia deciso di agire senza l’Ok del nostro ministero?

Come ha dichiarato recentemente l’Ex. Ministro degli Esteri Franco Frattini: “Io ricordo,  durante la mia esperienza ministeriale, almeno 3 casi in cui si programmavano dei blitz e noi fummo, non solo avvertiti preventivamente, ma il Presidente del Consiglio ed io fummo chiamati, in sostanza, a dare un via libera.”.

Insomma, la situazione in questo caso, come quella dei due Marò trattenuti in ostaggio in India, peggiora di minuto in minuto. Gli inglesi infatti, non solo hanno fatto ammazzare un nostro connazionale coinvolgendo solamente le forze nigeriane, ma ci stanno dando chiaramente dei pallisti.

Insomma, come concludevo nel post precedente e come hanno confermato oggi vari esponenti politici è quanto mai necessario uno scatto d’orgoglio.

Vero anche che probabilmente alcuni meccanismi propri della politica e di un Ministero delicato come lo è quello degli esteri, possano ancora risultare poco chiari a dei semplici tecnici.

Insomma, probabilmente alcuni settori dove le decisioni devono basarsi su concetti prettamente tecnici l’eccessiva cautela della politica può rivelarsi controproducente, mentre in altri ambiti dove il tutto si gioca sul filo di segnali più ‘umurali’ e con linguaggi più simbolici, i tecnici possono trovarsi in difficoltà.

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