PARTITO DEMOCRATICO

PdCI

  • 15 October 2015 10:41:04: "LAUDATO SI" - PADERNODUGNANO PCdI
    LAUDATO SI’. L’ECOLOGIA TOTALE DI PAPA FRANCESCO.

    “La tradizione cristiana non ha mai riconosciuto come assoluto o intoccabile il diritto alla proprietà privata, e ha messo in risalto la funzione sociale di qualunque forma di proprietà privata”             Papa Francesco “Laudato sì”                                                                          
     di Anna Migliaccio


     L'Enciclica di Papa Francesco “Laudato Sì” sulla “cura della casa comune” è ormai apparsa in tutte le librerie. Si presenta a prima vista come un manifesto per la salvezza del creato, da cui l’uomo dipende.  Ma non è un testo “ambientalista”.
    Ad una lettura più approfondita è qualcosa di ben più rivoluzionario. E’ una condanna esplicita dell’economia e del modo di produrre capitalista. Una novità assoluta nella storia del magistero della Chiesa cattolica.
    Eppure a leggerla tutta, l’enciclica di Papa Francesco, dalla prima all’ultima pagina, noteremo l’assenza di due parole chiave. Qualche volta ne siamo rimasti sorpresi come se l’impresa di sostituirle sempre e comunque con eufemismi  o differenti articolazioni fosse impresa impossibile.  Due parole: una è “capitalismo” l’altra è “imperialismo”. Queste due parole, proprie del nostro linguaggio marxista leninista, non compaiono mai, dalla prima all’ultima riga. In compenso il Santo Padre ne utilizza diverse altre dal significato inequivocabile. Vi si trovano infatti, e in abbondanza, espressioni come “economia di mercato” “profitto” “bene comune” “bolla finanziaria” . Vi si trovano, e in abbondanza,  parole chiare e inequivocabili sul concetto di eguaglianza e diseguaglianza. Ecco, l’eguaglianza appunto. Cioè il nocciolo del nostro modello di società.   L’Enciclica di Papa Francesco non è, come molti vorranno comodamente pensare, un’esortazione ecologista, ambientalista “verde”. Anzi, sopra un certo ecologismo di maniera, politicamente inefficace se non complice dell’economia di mercato, il Papa non si astiene dalla critica feroce e pungente.  Quelle due parole, capitalismo e imperialismo, pur non pronunciate apertamente, soggiacciono dell’argomentazione dell’enciclica.  Molti autori del novecento hanno posto la questione chiave: è possibile parlare di ambiente e natura senza mettere in discussione il modello di produzione e la gestione politica delle risorse? Evidentemente no. Alcuni autori latinoamericani hanno distinto un’ecologia del benessere dall’ecologia dei poveri. Il Papa prende la seconda via. Un’ecologia integrale non può esimersi dal discutere sulla proprietà delle risorse e dei mezzi produzione e sui modelli produttivi. L’Enciclica è  una proposta di ecologia integrale che presuppone il ripensamento di tutti i rapporti sociali e politici in una direzione che non serve affatto sia dichiaratamente orientata al modello socialista perché ci sia profondamente vicina.  Il percorso dell’argomentazione del pontefice è saldamente ancorato al magistero dei Papi che lo hanno preceduto, alle Sacre Scritture, a testi dei vescovi latinoamericani sul tema dell’ambiente e dello sviluppo economico, ai documenti del Concilio vaticano II. Un ancoraggio saldo che tacita sul nascere ogni possibile bolla di eresia. Solo tre sono gli autori citati nelle note dal Pontefice (non Papi, Vescovi o autorità di altre religioni): Paul Ricoeur, Teillard de Chardin (gesuita come Papa Francesco, e nel passato considerato un autore “eretico”) e Romano Guardini. Tre autori che hanno posto il problema della natura ma non certo nell’ottica di un ambientalismo, di un ecologismo, opportunisticamente disimpegnato.    Resta il dato certo che per la prima volta nella storia del magistero ecclesiale il capitalismo e l’imperialismo, un sistema economico non pianificato, posto nelle mani di pochi e che ha di mira il profitto, un sistema economico fondato sul consumo e sullo spreco per pochi e non per tutti, foriero di diseguaglianze, povertà miseria, fame, guerre, possono essere visti  come un peccato capitale che distrugge l’uomo, gli animali, il pianeta.  Un peccato contro Dio e il creato, diremmo forse un’interpretazione autentica del “peccato originale” raccontato in forma mitica nella Genesi. Per la prima volta un pontefice analizza la povertà e la divisione del pianeta in paesi ricchi e poveri, in sfruttatori e sfruttati, come conseguenza diretta e inevitabile di un sistema economico con quelle caratteristiche. Non come un fatto rimediabile restando all’interno di quel sistema economico, o cercando di lenire la condizione degli sfruttati e degli oppressi con le limosine.     Il termine “Ecologia” è la composizione di due vocaboli greci: Οικοσ + λογοσ Letteralmente significa discorso sulla casa, o studio sulla casa, gestione della casa.  Possiamo quindi affermare che il ragionamento di Papa Francesco è simile a quello che fa Aristotele nella Politica. La politica, per Aristotele, è prima di tutto gestione della propria casa e famiglia, e poi, sullo stesso modello, quello del buon padre di famiglia, gestione dello Stato coi medesimi criteri. L’ecologia, dal punto di vista epistemologico, e dunque sostanziale,  non è affatto l’equivalente dell’ambientalismo, non è un discorso sulla natura e non è un artificioso conflitto tra uomo e natura.  Lo stato pietoso e allarmante dell’ambiente naturale è sì un punto di partenza, ma in un approccio, per così dire, fenomenologico, che si sostanzia nell’osservare il dato di realtà. C’è un fatto. Un fatto che nessuno può negare. Il comportamento economico dell’umanità così come si configura attualmente sta distruggendo il pianeta e distruggerà così l’uomo stesso. L’economia capitalista (o come dice il Papa basata sul consumismo e sul profitto) non è solo fonte di ingiustizia e diseguaglianza. E’ la morte.  L’uomo, per salvare sé stesso e l’insieme degli organismi viventi da cui egli stesso dipende, deve cambiare modello di economia.   Leggiamo insieme alcuni stralci di questa Enciclica:   La politica non deve sottomettersi all’economia e questa non deve sottomettersi ai detta-mi e al paradigma efficientista della tecnocrazia. Oggi, pensando al bene comune, abbiamo bisogno in modo ineludibile che la politica e l’economia, in dialogo, si pongano decisamente al ser-vizio della vita, specialmente della vita umana. Il salvataggio ad ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l’intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza che non ha futuro e che potrà solo generare nuove crisi dopo una lunga, costosa e apparente cura. La crisi finanziaria del 2007-2008 era l’occasione per sviluppare una nuova economia più attenta ai principi etici, e per una nuova regolamentazione dell’attività finanziaria speculativa e della ricchezza virtuale. Ma non c’è stata una reazione che abbia portato a ripensare i criteri obsoleti che continuano a governare il mondo. La produzione non è sempre razionale, e spesso è legata a varia-bili economiche che attribuiscono ai prodotti un valore che non corrisponde al loro valore reale. Questo determina molte volte una sovrapproduzione di alcune merci, con un impatto ambientale non necessario, che al tempo stesso danneggia molte economie regionali.regionali La bolla finanziaria di solito è anche una bolla produttiva. In definitiva, ciò che non si affronta con decisione è il problema dell’economia reale, la quale rende possibile che si diversifichi e si migliori la produzione, che le imprese funzionino adeguatamente, che le piccole e medie imprese si sviluppino e creino occupazione, e così via.  Altrove il Papa discute di Lavoro. Contesta apertamente che la sostituzione dell’uomo alla macchina venga fatta senza preoccuparsi di creare disoccupazione e miseria. Non crediamo che il Papa sia ingenuamente luddista. Il punto è chi governa i processi. Noi marxisti diremmo “chi possiede i mezzi di produzione” e dunque redistribuisce la ricchezza prodotta. Discute apertamente, il Papa, di energie rinnovabili e non rinnovabili, di produzione necessaria e non necessaria, di progetto della città, di diritto alla casa, all’acqua, al cibo, e alla bellezza dell’ambiente in cui si vive. Perché i poveri sono relegati alla periferia delle città, alla periferia del mondo, e la periferia è la discarica ove si getta lo scarto.   L’uomo figlio di Dio ha ragione  di volere il pane e anche le rose. Di volere una vita dignitosa e felice. Il figlio di Dio ha diritto alla felicità. Del resto l’iniziale citazione dell’Enciclica che abbiamo posto ad incipit diceva già tutto.■

RIFONDAZIONE PARTITO COMUNISTA

  • 7 November 2019 17:59:00: Centesimo Anniversario della Rivoluzione D'Ottobre - Rifonda anche tu!
    di Maurizio Acerbo
    Intervento del segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea al meeting internazionale per il centenario della Rivoluzione d’Ottobre tenutosi a San Pietroburgo il 2-3 novembre 2017.
    Cari compagni del Partito Comunista della Federazione Russa vi ringrazio a nome delle compagne e dei compagni del Partito della Rifondazione Comunista per l’invito, l’ospitalità e la perfetta organizzazione con cui ci avete accolto nella città che un tempo portava il nome di Lenin.
    Con grande emozione intervengo in una sala e in un edificio (il Palazzo di Tauride) che furono teatro di avvenimenti fondamentali nel corso della rivoluzione russa e in cui in storici momenti prese la parola Lenin.
    Siamo qui riuniti per celebrare il centesimo anniversario di una rivoluzione che secondo il grande storico Eric Hobsbawm ha avuto un impatto più profondo e vasto della stessa rivoluzione francese durante un secolo che è stato “il più rivoluzionario della storia”. Dovremmo accostarci a questa lunga vicenda storica con lo stesso spirito con cui Marx e Engels studiarono per tutta la vita proprio la rivoluzione francese, con la stessa profondità con cui Antonio Gramsci rinchiuso nelle carceri fasciste rifletteva sulla sconfitta della rivoluzione d’Occidente dopo aver profetizzato nel 1926 in una lettera al comitato centrale del partito comunista russo le conseguenze drammatiche della spaccatura del suo gruppo dirigente. Come ci hanno insegnato Marx e lo stesso Lenin non dobbiamo nasconderci problemi, difficoltà, errori, contraddizioni. Dobbiamo imparare dalle vittorie e dalle sconfitte.
    Comprendere i processi storici è fondamentale per rinnovare la teoria e la pratica.
    Come in altre epoche di restaurazione l’ideologia e la propaganda dominanti – che sono quelle delle classi dominanti come insegnava Marx – demonizzano la rivoluzione come il male assoluto. Non solo cercano di occultare le grandi conquiste dei movimenti socialisti e comunisti, ma a leggere le loro ricostruzioni sembra che la violenza sia stata introdotta nella storia dai rivoluzionari in un mondo in cui regnavano pace, giustizia e armonia.
    Presentano gli ideali socialisti e comunisti in quanto tali come portatori di guerra e repressione. Noi sappiamo che non è questa la verità storica, che la rivoluzione russa fu un prodotto della guerra mondiale scatenata dalle potenze imperialiste e di ingiustizie secolari divenute inaccettabili. I bolscevichi dovettero lottare contro nemici feroci appoggiati dalle potenze capitalistiche. Il contesto storico segnò i caratteri della rivoluzione ed è troppo facile esprimere giudizi a posteriori. Se i bolscevichi si affermarono rispetto ai loro concorrenti degli altri partiti socialisti fu perché riuscirono a interpretare e a dare voce ai bisogni e alle aspirazioni di enormi masse di soldati, operai, contadini. I bolscevichi seppero imparare dall’esperienza pratica delle masse, individuando le parole d’ordine e il programma capace di mobilitarle e indirizzarle. Se in Ottobre non avessero rovesciato il governo provvisorio non sta scritto da nessuna parte che la rivoluzione avrebbe avuto uno sviluppo pacifico e democratico. Assai più verosimile che qualche generale zarista reazionario l’avrebbe schiacciata.
    Il crollo dei regimi socialisti dell’Europa orientale e la disintegrazione dell’URSS non cancellano il valore storico della Rivoluzione del 1917 ne’ giustificano l’annuncio della fine o della morte del comunismo che tra il 1989 e il 1991 è diventato il ritornello ripetuto dalle classi dominanti e dai loro mass media.
    Da comunisti democratici e libertari non possiamo che rendere omaggio alle donne e agli uomini che furono protagonisti di un evento e di un processo rivoluzionario che fecero tremare le classi dominanti e ispirarono la lotta di liberazione di milioni di oppressi in tutto il mondo.
    La spinta della Rivoluzione d’Ottobre e la sfida rappresentata dall’esistenza dell’URSS costrinsero le classi dominanti capitalistiche progressivamente ad accettare il suffragio universale, lo sviluppo della democrazia, dello stato sociale e il riconoscimento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
    Il riferimento all’Ottobre fu fondamentale per l’antifascismo e la Resistenza antinazista che portarono dopo il 1945 all’approvazione di costituzioni democratiche assai avanzate come in Italia.
    E come dimenticare che la rivoluzione diede il via alle lotte che posero fine al colonialismo e resero inaccettabile il razzismo? La rivoluzione russa diceva ai popoli colonizzati che la loro rivolta non era condannata inevitabilmente alla sconfitta. Come non rendere omaggio a una rivoluzione che sancì l‘eguaglianza tra i sessi, mise in discussione la sottomissione delle donne, legalizzò il divorzio e l’aborto, abolì le leggi contro gli omosessuali, le discriminazioni contro gli ebrei, proclamò il diritto all’autodeterminazione dei popoli?
    Nel celebrare l’Ottobre non rimuoviamo le tragedie, le contraddizioni e il carattere autoritario che progressivamente assunse l’esperienza della costruzione del socialismo. Lenin in «Stato e rivoluzione» scriveva che lo «è un potere che sta al di sopra della società e che si estranea sempre più dalla società»,  Marx insegnava che «l’emancipazione dei lavoratori deve essere opera dei lavoratori stessi». Quella matrice radicalmente democratica che animava lo slogan «tutto il potere ai soviet” dovette fare i conti con le difficoltà sovrumane che la rivoluzione dovette superare dentro la guerra civile. La stessa evoluzione verso un sistema a partito unico derivò dalla situazione che si era determinata con la rottura con gli altri partiti socialisti in una situazione di eccezionale emergenza più che da una scelta ideologica predefinita.
    Il nesso democrazia-socialismo è per noi essenziale per ricostruire un progetto di trasformazione nel XXI secolo.
    Come disse Enrico Berlinguer in uno storico discorso in occasione del sessantesimo anniversario della rivoluzione d’Ottobre: «l’esperienza compiuta ci ha portato alla conclusione che la democrazia è oggi il valore universale sul quale fondare un’originale società socialista”.
    Il compagno Chavez citava le lettere dell’anarchico Kropotkin a Lenin in cui consigliava di dare più spazio all’autogoverno.
    Si trattava delle riflessioni di militanti e dirigenti che certo sentivano fortemente il legame con la Rivoluzione d’Ottobre e intendevano portarne avanti gli ideali.
    In queste giornate sentiamo il dovere di rendere omaggio alla memoria dei tanti comunisti protagonisti dell’Ottobre che furono assassinati durante il periodo del terrore staliniano.
    Ma non dimentichiamo le terribili condizioni storiche in cui si sviluppò un esperimento rivoluzionario senza precedenti, le enormi realizzazioni, la modernizzazione di cui è stato capace in una società arretrata e assediata. Di fronte all‘orrenda carneficina che aveva causato 18 milioni di morti nella prima guerra mondiale Lenin e i suoi compagni guidarono un’insurrezione vittoriosa e un rivolgimento sociale senza precedenti. L‘ordine sociale capitalista, imperialista, militarista, oscurantista, patriarcale, colonialista e razzista che i bolscevichi sfidarono era responsabile di crimini, miserie e ingiustizie disumane che nessun Libro Nero oggi ricorda ed elenca.
    Contro un senso comune reazionario che vuole imporre un capitalismo predatorio come unico mondo possibile, difendiamo la grandezza di una rivoluzione che intendeva porre fine a guerra, miseria e sfruttamento.
    Oggi le contraddizioni del capitalismo continuano a essere enormi.
    In un mondo in cui il capitalismo globale suscita come un apprendista stregone guerre, fondamentalismi religiosi, nazionalismi, razzismo non possiamo che considerare attualissima la rivoluzione che adottò nel 1918 l’Internazionale come inno della Repubblica dei Soviet.
    Viva la Rivoluzione d’Ottobre!


    Viva il comunismo futuro!

INSIEME PER CAMBIARE

  • 4 November 2019 17:43:24: Il Consiglio Comunale del 30 ottobre. Com'è andata - #insiemepercambiare

    Il giorno 30 ottobre si è riunito il Consiglio Comunale che vedeva come argomento principale l’approvazione delle linee programmatiche dei prossimi 5 anni di amministrazione.
    La convocazione è stata preceduta da una richiesta, da parte della Lega, di convocare un Consiglio Comunale straordinario (un quinto dei consiglieri ha la facoltà di farlo) per discutere solo 8 loro documenti: 1 interrogazione, 2 ordini del giorno e 5 mozioni. La richiesta è stata tecnicamente rigettata dalla Segreteria Generale, in quanto non sussisteva l'eccezionalità alla quale la Lega si appellava:  tutti i temi da loro presentati potevano essere inseriti nell'ordine del giorno del Consiglio ordinario già previsto. Di fronte ad un tale atteggiamento, ci chiediamo quale sia l'obiettivo della Lega. Perché incalzare, con fare rivendicativo, l'attuale amministrazione su argomenti, come ad esempio Palazzo Sanità e il parco Lago Nord, su cui proprio la Lega in 10 anni di governo della nostra città non ha fatto niente? A soli 4 mesi di vita della nuova Amministrazione sono già lì a presentare il conto su un degrado che loro stessi hanno favorito con l'inerzia politica che li ha contraddistinti.
    Visti gli accorati appelli ad una moderazione dei toni nelle sedute di Consiglio, ci chiediamo come un atteggiamento di imposizione di temi alla maggioranza possa favorire quel clima di propositiva collaborazione auspicabile, che anche il nostro gruppo vorrebbe tanto vedere prima di tutto tra i rappresentanti dei cittadini in Comune.
    I Consiglieri della Lega durante tutti i Consigli Comunali del nuovo corso, hanno messo in atto un ostruzionismo costante, intervenendo quasi sempre tutti e sei sullo stesso punto, ma mai per portare motivazioni diverse, solo per rallentare i lavori. Mercoledì scorso, sul punto riguardante le Linee Programmatiche, dai banchi della Lega vi sono stati cinque interventi per un totale di 2 ore. Possibile che al loro interno non si sappiano organizzare gli interventi facendo un minimo di sintesi, cosa che lascerebbe spazio a un dialogo più costruttivo e di confronto?
    L'atteggiamento tenuto sino ad ora dalla Lega, oltre a trasformare in sedute fiume il Consiglio Comunale – l'altra sera inizio alle 19.15 e termine oltre l’1.30 – rallenta anche l'attività amministrativa perché impone agli uffici del Comune di sospendere la loro attività  per trattare tecnicamente, spesso con processi laboriosi, questioni a nostro avviso in taluni casi pretestuose. Per non parlare poi degli aggravi di costo: a breve ci sarà un ulteriore Consiglio Comunale per completare i punti, per il quale dovranno essere versati altri gettoni di presenza ai Consiglieri e dovrà essere retribuito il personale impegnato nella seduta. Tale azione non può dirsi azione politica, ma puro ostruzionismo all'esercizio democratico e alla regolare gestione amministrativa.
    Fatta questa doverosa premessa, passiamo a illustrarvi i contenuti della seduta. Dopo le interrogazioni, abbiamo trattato un ordine del giorno che già solo nel titolo “Verità su Bibbiano” manifestava la faziosità con cui era stato presentato.
    Pur ritenendo che non sia il Consiglio Comunale di un Comune a 180 km da Bibbiano la sede per discutere di un’indagine ancora affidata alla Magistratura, per noi è intervenuta la nostra Consigliera Daria Castelli, che ha evidenziato che trattare il tema in questo modo, non sia rispettoso nei confronti dei bambini e di tutti coloro che si adoperano per far star bene e garantire loro una vita felice.
    Se parliamo di famiglie, dobbiamo dire che molte di queste, soprattutto in questi ultimi anni, vivono una condizione di malessere e di disagio sociale, economico e relazionale che mette a volte in difficoltà proprio la crescita dei figli.
    È un diritto per ogni bambino vivere in condizioni di rispetto, protezione, accudimento e amore. Se questo non viene garantito dalla famiglia d'origine, si devono trovare altre soluzioni. L'affido è una risposta che può aiutare sia il figlio che i suoi genitori. Il bambino ha diritto ad avere figure adulte di riferimento che garantiscano una relazione positiva e ricca di stimoli affettivi, così come i genitori possono essere seguiti in un percorso di recupero per i loro disagi e le loro manifestazioni di malessere. 
    Il caso di Bibbiano è ancora aperto e sarà la Magistratura a definire come siano andati i fatti, non è certo la propaganda di una certa parte politica che può determinare chi è colpevole o meno.
    È stata poi annullata una delibera dell’amministrazione precedente che aveva affidato a AGES la casetta dell’acqua di via Mascagni, installata l’anno scorso, ma che non ha mai funzionato. L’impegno del Sindaco ha permesso di trovare in Cap Holding, che a suo tempo l'aveva offerta, fornita e installata, la disponibilità anche a gestirla al posto di AGES. Cap-Holding si è anche impegnata a prevedere altre casette dell’acqua, la prima nel quartiere di Palazzolo, azioni che rimarcano l’impegno sull’acqua pubblica di questa amministrazione.
    Si è finalmente arrivati alla presentazione delle Linee Programmatiche 2019-2024: azioni e progetti da realizzare nel corso del mandato.
    Poiché la finalità del nostro resoconto è quella di informare coloro che non hanno partecipato al Consiglio o non hanno assistito alla diretta video, rispetto ai temi trattati, non intendiamo dilungarci su quanto è stato già oggetto di numerosi (e faziosi) comunicati dell’opposizione, ovvero la reazione del Sindaco Ezio Casati che ha replicato, con toni di cui peraltro subito si è scusato, alle provocazioni e allusioni del consigliere Boatto. Noi vogliamo solo che vi sia un clima di discussione diverso, per poter finalmente parlare di quello che ci sta veramente a cuore, la nostra Città.
    Sui temi delle Linee programmatiche, è intervenuto anche il Consigliere Zanardi di Persone al Centro, che ha posto l’accento sull’importanza del tema delle barriere architettoniche e della cura della città, molto tralasciato in questi anni, cosa che impone di investire subito per recuperare decoro, decenza e vivibilità. Altro tema caro a Persone al Centro è la Partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini.
    Al termine della seduta è intervenuto anche il nostro Consigliere Tiano che, dopo aver ascoltato tutti gli interventi dell’opposizione che rimarcavano la scarsa concretezza del documento, faceva notare che in quanto “Linee Programmatiche" non possono che essere ideali, poiché sono indirizzi politici e che troveranno operatività nei prossimi atti che saranno discussi in fase d’esame e approvazione del bilancio.
    Le Linee presentate contengono tanti temi per cui ci siamo spesi in campagna elettorale, sui quali abbiamo ricevuto la fiducia dei nostri concittadini. La nostra idea di città, innovativa e sostenibile, è ben rappresentata; il PAESC che abbiamo già fatto partire, guiderà gli atti mirati a rendere sostenibili la mobilità, la rigenerazione urbana con le forestazioni urbane, la gestione del territorio mirata al recupero di suolo e i rifiuti per invertire la rotta che li vede sempre in aumento. Ci sono anche i temi dell’educazione, della cultura e della qualità della vita, con una nuova politica educativa inclusiva per bilanciare le differenze economiche e sociali. Il tutto come sempre inserito in un percorso di vera partecipazione.
    Di queste linee programmatiche siamo soddisfatti e guideranno la nostra amministrazione per i prossimi 5 anni.
  • 19 October 2019 09:47:40: Ecofesta, evento annullato per pioggia - #insiemepercambiare


    Quest'anno il tempo non è stato clemente, per cui siamo costretti ad annullare l'appuntamento annuale con le castagne e con i temi dell'ecosostenibilità.

    Oggi pomeriggio si svolgerà solo l'APERICENA in altra location. Grazie a tutti coloro che si sono prenotati: evento SOLD OUT!

    Alla prossima occasione! 😊
  • 29 September 2019 19:41:10: IL CONSIGLIO COMUNALE DEL 26 SETTEMBRE - #insiemepercambiare
    Ordine del giorno
    1. Approvazione Dichiarazione di emergenza climatica e impegni concreti di riduzione delle emissioni climalteranti";
    2. Approvazione verbali delle sedute del 1 luglio, 23 luglio e 24 luglio 2019;
    3. Approvazione del Bilancio Consolidato per l'esercizio 2018, corredato della Relazione sulla gestione consolidata;
    4. Approvazione Bilancio di Previsione 2019 e del Bilancio di esercizio 2018 dei Consorzi ed Aziende Speciali ai sensi dell'art. 114 del D.Lgs. 267/2000;
    5. Approvazione Piano per il Diritto allo Studio a.s. 2019/2020;
    6. Adesione al Nuovo Patto dei Sindaci per il clima e l'energia - Covenant of Mayors for climate and energy.
    • Interrogazione, prot. n. 53566 del 03/09/2019, presentata dal Capogruppo Boffi Roberto Carlo del gruppo PADERNO DUGNANO CRESCE ad oggetto "Interrogazione circa Servizi Sociosanitari sul territorio comunale presso 'Palazzo Sanità'".
    • Interrogazione, prot. n. 53568 del 03/09/2019, presentata dal Capogruppo Boffi Roberto Carlo del gruppo PADERNO DUGNANO CRESCE ad oggetto "Interrogazione circa disservizi per l'infrastruttura informatica e telefonica"
    Alla vigilia del terzo sciopero globale per il clima (27/9/2019) è stata approvata con i soli voti della maggioranza (PD, Insieme per Cambiare, Vivere Paderno, Paderno Dugnano Futura, Persone al Centro, 7 Frazioni Paderno Dugnano) la DICHIARAZIONE di EMERGENZA CLIMATICA con la quale il Comune di Paderno Dugnano si impegna ad adottare tutte le misure necessarie ad affrontare l’emergenza climatica adottando tutte le misure possibili ed attuabili in Paderno Dugnano, come ad esempio:
    • riconoscendo lo stato di emergenza climatica come assunzione di responsabilità politica
    • impegnandosi a raggiungere e migliorare gli obiettivi di riduzione delle emissioni climalteranti
    • impegnando la struttura comunale nell'attuazione di politiche per la riduzione delle emissioni, collaborando e coordinando gli enti territoriali
    • attivando tutte le misure per sensibilizzare la cittadinanza sul tema dei cambiamenti climatici
    DICHIARAZIONE EMERGENZA CLIMATICA E IMPEGNI CONCRETI DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI CLIMALTERANTI 

    punti 2– 3 – 4 sono stati approvati all'unanimità.

    È stato approvato il Piano per il diritto allo Studio 2019/2020: un buon piano per il diritto allo studio, riconosciuto da tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale, è stato approvato con i soli voti della maggioranza per pretestuosi sospetti circa l' introduzione di “attività politica” nelle scuole ad opera di facinorosi gruppi come Legambiente e ANPI, che da anni svolgono una preziosissima attività di educazione civica e ambientale nelle scuole ignorata dalla minoranza quando era al governo della città, associazioni riconosciute con protocolli attivi con il MIUR e che troveranno sempre il nostro sostegno. Questa opposizione è vittima di pregiudizi, manifesti sin dal primo anno di amministrazione nel 2009, quando hanno tolto la gestione dell’Oasi dei Gelsi al gruppo di Legambiente. Noi sappiamo distinguere tra impegno civico e volontario all'interno del territorio e non usiamo gruppi apartitici per permeare la società e la scuola, come forse sono soliti pensare e/o fare loro. Il piano del Diritto allo Studio contiene anche il correttivo, approvato dalla Giunta, di introduzione del tetto ISEE per il BONUS LIBRI per una maggiore equità sociale e rispondere a chi ha più bisogno: tutte le economie che saranno accertate rispetto il Bonus Libri saranno destinati ai servizi educativi scolastici per gli studenti con disabilità. 

    È passato con i voti della Maggioranza anche il PATTO DEI SINDACI per L’EMERGENZA PER IL CLIMA E L’ENERGIA. Si tratta dell’iniziativa europea che il nostro Comune aveva già avviata nel 2009 e che l’amministrazione del centro destra ha abbandonato in questi 10 anni.
    I Comuni si impegnano a compiere azioni concrete e concordate per monitorare e tenere sotto controllo le emissioni in atmosfera della CO2 (- 40% entro 2030) e per trovare soluzioni pratiche per superare i problemi causati dai cambiamenti climatici. Gli obiettivi verranno raggiunti mediante una migliore efficienza energetica ed un migliore impiego delle fonti rinnovabili.
    Il Comune di Paderno Dugnano si è quindi impegnato a realizzare un inventario delle emissioni e una valutazione dei rischi e vulnerabilità indotte dai cambiamenti climatici.
    Entro due anni dalla data di sottoscrizione verrà presentato un Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima, monitorato da una relazione biennale sullo stato di avanzamento dei monitoraggi e delle azioni intraprese.
    Il livello in cui i Comuni interagiscono fra loro è a livello europeo: la Commissione europea, infatti, assiste le città promotrici ad ottemperare agli impegni in materia di mitigazione e adattamento agli impegni assunti
    ILPATTO DEI SINDACI PER IL CLIMA e L’ENERGIA)


    L’opposizione, per nulla costruttiva adottata dalla Lega, ha fortemente appesantito i lavori del Consiglio Comunale. Questo tipo di opposizione ciarliera, priva di contenuti fatta da interventi fotocopia, rivelano oltre che una non conoscenza della materia in discussione, anche la volontà di escludere a priori il confronto democratico, ancorché dialettico, auspicabile in un’aula di Consiglio.
    La presenza di due tipi di opposizione è stata denunciata anche nell'intervento conclusivo del Sindaco Casati che ha invitato i consiglieri a cambiare registro, nel rispetto dei ruoli istituzionali che ricoprono e del ruolo educativo che la loro funzione riveste.


VERDI PADERNO DUGNANO

  • 15 April 2019 15:18:00: PADERNO DUGNANO - Giovedì 18 aprile, ore 21. - Verdi Paderno Dugnano
    IL PATTO DEI SINDACI E IL PIANO D’AZIONE PER L’ENERGIA SOSTENIBILE. L’esperienza di un Comune premiato. Dal 2008 la Commissione Europea ha promosso il "Patto dei Sindaci" (Covenant of Mayors), un’iniziativa per coinvolgere attivamente le città europee nel percorso verso la sostenibilità energetica ed ambientale. Tra i Comuni del milanese, si è fatta notare l’esperienza di
  • 15 February 2019 20:23:00: Paderno Dugnano. IL FUTURO PROSSIMO in 3 film. Rassegna. - Verdi Paderno Dugnano
    Sostenibilità, globalizzazione e rivoluzione digitale. Da martedì 19 febbraio, Fondazione Cineteca Italiana, In collaborazione con LEGAMBIENTE di PadernoDugnano, propone, presso Area Metropolis 2.0 di Paderno Dugnano, la rassegna “What's Up? Il futuro prossimo in 3 film”, che, per tre martedì, intende esplorare i temi della sostenibilità, globalizzazione e rivoluzione digitale. <!--[if
  • 1 February 2019 15:43:00: OGGI MOBILITAZIONI PER IL CLIMA - Verdi Paderno Dugnano
    Al venerdì, anche in Italia, manifestazioni contro i cambiamenti climatici Climate Strike di Milano in Piazza Scala - venerdì 1 febbraio #climatestrike in tante città italiane, seguendo l'esempio di Greta Thunberg, la sedicenne di Stoccolma che ha "scioperato” da scuola per piazzarsi davanti al Parlamento svedese e protestare contro la mancanza di azione rispetto al cambiamento climatico
  • 25 October 2018 09:50:00: I danni degli oggetti monouso hanno convinto il Parlamento Europeo. - Verdi Paderno Dugnano
    A partire da 2021 vietata la vendita dei monouso in plastica. Commentando il successo del voto del Parlamento europeo sulla riduzione dell'impatto di determinati prodotti in plastica sull'ambiente, i co-presidenti del Partito Verde europeo, Reinhard Bütikofer e Monica Frassoni hanno dichiarato: "Oggi il Parlamento europeo ha votato in modo schiacciante per adottare un divieto o
  • 26 September 2018 16:38:00: Oggi ricorre il 30° anniversario dell’assassinio mafioso. - Verdi Paderno Dugnano
    Per «una società in cui valga la pena di trovare un posto». In un agguato, il 26 settembre 1988, a 46 anni, Mauro Rostagno viene assassinato. Paga con la vita il suo impegno sociale e il suo coraggio. Come giornalista e conduttore per una emittente televisiva locale, dalla metà degli anni ottanta Mauro Rostagno indaga su Cosa Nostra e il suo potere, denuncia le collusioni tra

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