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Perchè Bersani riuscira a rovinare metà del PD e buona parte del paese

kamikazeCanvasBersani continua nella serie di infiniti incontri alla ricerca della mission (quasi) impossible che il capo dello Stato gli ha affidato. Dopo una serie innumerevole di incontri nella quale voci maligne hanno incluso i Boy Scout, il Club di Topolino e alcune commissioni aliene, si appresta a presentarsi al Colle con l’ipotesi dell’ennesimo papocchio. Purtroppo in Italia la politica non viene più vissuta con la dignità a il valore che le venne assegnata agli albori, ma si è ormai ridotta a una becera rassegna di tifo da stadio. Diciamocelo chiaramente, alla politica del cittadino non interessa più nulla, altrimenti, pur di salvare capra e cavoli ci si abbasserebbe anche ad alleanze apparentemente contronatura.

In questi giorni sembra di assistere al famoso gioco d’azzardo delle tre carte, dove alla fine ad essere spennato è sempre il pollo di turno. Per quanto non mi trovi pienamente d’accordo con un movimento politico nato dall’insulto e dall’irriverenza come il M5S è da riconoscerne la coerenza. Tutto sommato, il Movimento 5 Stelle ha sempre dichiarato di non accettare alleanze ed unico nel genere, ha corso da solo. Immaginare che alla fine cambiasse improvvisamente idea e saltasse fuori a dichiarare che fino a questo momento aveva solamente giocato per spiazzare, è tipico del vecchio concetto di politica. Tutto sommato, anche in un periodo tragico come l’attuale dove si plaudirebbe a un’unità generale per il bene del paese, una strada l’ha indicata: l’alleanza tra PD e PDL.

Non bastasse Grillo, lo stesso PDL ha lasciato via libera alla stessa opzione. Non bastasse ancora alla stessa soluzione ha accennato Renzi. Caparbio e inflessibile, il PD, temporaneamente incarnato nella figura di Bersani si ostina invece a grattare il fondo del barile alla ricerca della mutaforme e instabile creazione di una rabberciata maggioranza, ostaggio continuo dei vari Scilipoti e Mastella di turno.
Alla fine gli scenari si riducono appunto alla rinuncia o alla creazione di una maggioranza a termine, a breve termine.

Come conseguenza dell’ennesimo fallimento di Bersani è immaginabile il suo anticipato pensionamento a favore dell’unica scelta che sarebbe stata sensata fin dall’inizio, per Renzi con inevitabili ripercussioni e fratture all’interno del PD.
Non parliamo poi delle conseguenze che subirebbe il nostro paese ormai sull’orlo del baratro davanti alla prospettiva dell’ennesimo Governo di transizione e con lo spauracchio di nuove elezioni. In definitiva una paralisi di altri mesi fondamentali inveci per cercare di uscire dal pantano nel quale stiamo ormai sguazzando da troppo tempo.

Non bastassero le deleterie conseguenze appena descritte, un fallimento di Bersani andrebbe esclusivamente a favore del Movimento 5 Stelle con la conseguente impossibilità di mitigarne o contenerne l’irruenza epurativa. Insomma, l’equilibrio è necessario in ogni settore e questo nell’esaltazione mistica del Movimento 5 Stelle mi sembra essere attualmente un po’ carente.

Al momento comunque, l’unica soluzione per salvare capra e cavoli mi pare resti l’alleanza tra PD e PDL, la cui tenuta potrebbe essere garantita dalla pesante ripercussione pubblica che avrebbe la coalizione che per prima tradisse gli accordi.
Una simile alleanza forse basterebbe a condurre in porto le indispensabili e urgentissime leggi come quella elettorale, i pagamenti statali alle aziende e altre appartenenti alla rosa dei provvedimentiindispensabili a non fare naufragare il paese e presentarsi coerentemente e con forze sufficienti, alla prossima tornata elettorale.

Come al solito per il bene dell’Italia spero di essere pesantemente smentito.

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