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Influenza H1N1:la grande presa per il bavero

la grande presa per il bavero

Avevo iniziato a nutrire alcuni dubbi a Maggio 2009, quindi in tempi non sospetti, affidandoli a un post dal titolo ‘Il Ministero della paura‘ (qui ). Con il passare del tempo i dubbi si sono trasformati in sospetto e poi quasi in certezza e anche qui ho espresso chiaramente quanto ne pensavo in un altro post dal titolo ‘Nuova influenza suina, h1n1, aviaria e sars: a chi giova la pandemia?‘ (qui). Alla fine il quadro si è delineato chiaramente e in molti hanno iniziato a gridare allo scandalo denunciando quella che si stava rivelando una truffa dalle dimensioni colossali e ho riassunto in un recente post dal titolo ‘H1N1 … E non dite che non ve lo avevo detto’ (qui).

Poteva mai il nostro paese distringuersi ed esimersi una volta tanto dal buttarsi a capofitto nello sfacelo? Attenzione, ipotizzando che tutto lo spettacolo sia stato orchestrato ad arte dalle case farmaceutiche produttrici del vaccino, bisognerebbe riformulare la domanda e cioè: potevano esimersi i nostri politici e la nostra stampa dal partecipare al lauto banchetto? Del resto, rifiutare l’invito a ‘mangiare’ sarebbe stato scortese.
Quello che avrei voluto raccontare oggi in conclusione della vicenda l’ho trovato già chiaramente espresso in un altro blog (qui) a cura di Oliviero Beha e dal titolo quanto mai esplicativo ‘Vaccini sull’influenza A: dal sospetto alla vergogna‘.

Insomma, una campagna mediatica senza precedenti e a questo punto ovviamente orchestrata a dovere ha seminato il panico a livello mondiale. In pratica è stata questa la vera pandemia, una diffusione ‘controllata’ capillare e globale di informazioni il cui unico scopo è stato quello di generare il panico e insinuare il dubbio. Insomma, un ‘inciucio’ a livello globale che ha portato i vari governi a comprare milioni di dosi di vaccino con contratti capestro, a costi esorbitanti.

In un periodo di crisi, dove ogni singola nazione si lamenta di non aver fondi sufficienti a rispondere a tutte le necessità e dove a causa della chiusura di numerose industrie la richiesta di sostegno sociale è aumentata in modo spropositato, ci si è permessi il lusso di dilapidare una fortuna in vaccini che presto saranno scaduti e da gettare. Come accade in questi casi, oltre alle industrie farmaceutiche, tutti si sono gettati nel business proponendo mascherine, disinfettanti, guanti, spray e ogni possibile sorta di soluzione commercializzabile che in qualche modo fosse riconducibile alla protezione dalla nuova influenza. Come direbbe qualcuno: ‘un gran magna magna’.

Al momento, i governi più furbi stanno cercando di limitare il danno svendendo le cospicue scorte inutilizzate ai paesi più poveri mentre l’Italia ha dichiarato che se li terrà in ‘saccoccia’. Sulle fesserie siamo bravi a distinguerci. In tutto questo pasticcio, di ogni singola vittima in qualche modo riconducibile al virus dell’influenza H1N1 e a differenza di quanto avviene ogni anno da centinaia d’anni per l’influenza normale, si conoscono nomi, età, professione e foto. Peccato non si dica nulla delle vittime in qualche modo riconducibili all’utilizzo del vaccino. Non parliamo poi delle complicazioni, che probabilmente, valutate sul numero complessivo dei vaccinati, percentualmente risultano più dannose di quelle della stessa influenza.

Qui di seguito una breve rassegna.

Sito1
Sito2
Sito3

In conclusione,l’intera vicenda ha generato due gravi danni, uno a livello economico e uno a livello comunicativo. Su quello economico la cosa è ormai evidente e ben documentata. Ben più subdolo e pericoloso a mio avviso è quello a livello di comunicazione. Dopo anni passati a gridare al lupo (aviaria, Sars, mucca pazza), con l’apice raggiunto in occasione della nuova influenza chi crederà più ai prossimi allarmi? Del resto non è escluso che le industrie farmaceutiche abbiano finalmente verificato che il meccanismo testato negli anni precedenti con i falsi allarmi, con i risultati prodotti in occasione dell’influenza H1N1 abbia finalmente raggiunto l’efficienza sperata e possa essere utilizzato a piacere ogni anno per garantirsi il colpo grosso.

In base a questa ipotesi l’anno prossimo presumibilmente partirà qualche altro allarme legato a un’altra misteriosa minaccia alla salute mondiale (visto che non sono ancora stati tirati in ballo ci vedo qualche terribile minaccia veicolata dai cefali). Ormai hanno individuato tutte le ruote dell’ingranaggio che è necessario lubrificare per ottenere l’attenzione e il risultato desiderato. Con questo continuo gridare al lupo c’è effettivamente il rischio che assurdamente, quando il lupo arriverà veramente ci troverà impreparati.

Forse per scongiurare questo rischio ed evitare il ripetersi di episodi come quello vissuto quest’anno con l’influenza h1n1 i governi dovrebbero stabilire nuove e precise regole, che impediscano alle case farmaceutiche di fare il bello e cattivo tempo lavandosene comunque le mani. Ecco, forse dovrebbero essere meglio ridefiniti ruoli, impegno e responsabilità delle case farmaceutiche. Per terminare, sarebbe bello che alla fine di tutto venissero presentati i conti precisi di quanto speso, delle dosi acquistate, delle dosi utilizzate e di quelle gettate. Ma capisco da solo che nemmeno i desideri per l’anno nuovo potranno esaudire quanto sperato.

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