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La maledizione di Expo 2015

sevesoExpo 2015 sembra essere diventato ormai il tappeto sotto al quale nascondere tutta la porcheria che circolava da tempo. Opere sì necessarie ma per le quali non si sono trovate fino ad ora le risorse necessarie e le soluzioni per eseguirle al meglio, in maniera degna di un paese evoluto dell’anno 2014.

Ovviamente e tanto per cambiare stiamo parlando della Rho-Monza alla quale recentemente si sono aggiunti gli straripamenti del Seveso. Per quanto riguarda quest’ultimo è ancora da decidere se accettare la promozione a fiume o rimandarlo a settembre con ancora la qualifica di torrente. Le due vicende anche se diverse sono accomunate da una serie di coincidenze. Ad esempio, una delle motivazioni addotte contro l’esecuzione di una miserrima galleria di meno di 2 chilometri che avrebbe tolto dalla vista dei padernesi l’odiata Rho-Monza, è stata proprio la difficoltà a passare sotto al Seveso.

Inoltre, sia la riqualificazione della tratta viaria, sia la soluzione delle esondazioni del Seveso, sono legate (apparentemente) alla buona riuscita dell’evento internazionale del 2015. Insomma, come è noto, gli ospiti arabi e quelli orientali sono avvezzi ad indossare le babbucce e i repentini allagamenti del Seveso mal si coniugano con la foggia di tali calzature. Cosa vogliamo fare, rimandare la maggior parte degli ospiti stranieri a casa con i reumatismi agli arti inferiori?

Ecco quindi che archiviata la riqualificazione della Rho-Monza con carattere d’urgenza per esigenze legate all’Expo, ci si appresta a togliersi un altro annoso sassolino dalle babbucce (ops, scarpe), mettendo sullo stesso piano le esondazioni del Seveso. Sono sempre più convinto che Expo 2015 per qualcuno stia ormai assumendo la connotazione della festa di Natale (il qualcuno ovviamente non annovera sicuramente i cittadini di Paderno Dugnano).

Quindi, dopo l’apertura dei cantieri Rho-Monza e la devastazione arborea che ne consegue si torna con sempre più insistenza a parlare di vasche di laminazione (traduzione spicciola cloache a cielo aperto).

Da anni il torrente/fiume Seveso per una serie di stranoti motivi esonda all’aumentare anomalo di precipitazioni atmosferiche. Oddio, anomale è già un parolone, come del resto lo è l’abusato e recente termine di “Bombe d’acqua”, che la mia nonna buonanima, se ancora viva insisterebbe a chiamare temporali estivi. Ok la particolare stagione che stiamo attraversando per la quale Luglio appare quanto mai simile a Novembre, ma in molti iniziano a considerare un po’ troppo frequenti, anomale e sospette le esondazioni del già citato torrente/fiume Seveso. E se pensando male ci si azzeccasse nuovamente che qualcuno (sicuramente come nel caso Rho-Monza non per spirito umanitario) stia incentivando un po’ il torrentello a fare le bizze per giustificare finalmente un’altra opera “faraonica” con le vasche di laminazione???

Per anni e decenni ci si è arrogati il diritto di cercare di domare il corso d’acqua in questione, cambiandone il corso, imbrigliandolo in sponde artefatte, interrandolo (almeno lui) e arricchendolo (ovviamente si fa per dire) di centinaia di scarichi più o meno abusivi e sicuramente inquinanti. Se a un certo punto il suddetto corso d’acqua manda qualche ‘vaffa’ ci sta anche. In ogni caso, come per la Rho-Monza, se qualcuno avesse agito per tempo, monitorando gli sversamenti, gli scarichi non autorizzati e l’efficienza dei vari depuratori, ogni campo agricolo dalla sorgente alla foce, come storicamente avvenuto per anni, forse si sarebbe volentieri offerto per ospitare le sporadiche esondazioni.

Ora, tanto per cambiare, è tardi, gli ospiti stanno per arrivare e quindi, l’unico posto dove nascondere la spazzatura è sotto al tappeto. Prima o poi si penserà a dove spostarla definitivamente, per ora l’importante e che non si veda. Quello che come al solito fa incazzare e che le cose sono state ‘lasciate andare’ fino a quando si è verificato che ‘era troppo tardi’.

Come mai fino a Lentate il corso d’acqua ospita fauna ittica mentre a seguire assomiglia sempre più a una discarica a cielo aperto? Chi doveva controllare? Chi doveva verificare la regolarità dei numerosi sversamenti? Ora quello che assomiglia più a un bidone di solventi lo si vuole sversare in terreni incontaminati. Non so ma personalmente mi pare assomigli sempre più all’ennesima italica “pirlata”.

Non voglio essere pessimista ma credo che da qui ad Expo 2015 la nostra Paderno Dugnano ne debba vedere e prevedere ancora parecchie. Chi può ma soprattutto, chi vuole fare qualcosa???

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