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Tempo di riflessioni

cowboyPoco prima del turno di ballottaggio un esponente della coalizione di centrodestra ha azzardato un’analisi dei risultati emersi dal primo turno elettorale, affermando che la coalizione di centrosinistra aveva perso consensi a causa di un eccessivo ‘slittamento’ verso posizioni estreme, che di fatto l’avevano allontanata dal centro.

Non condivido pienamente l’ipotesi, anche se convengo che la configurazione di alleanze che si è venuta a definire localmente e le posizioni di assoluta e totale diffidenza e scontro utilizzate in campagna elettorale, hanno ampliato il vuoto centrale, come se effettivamente le due estremità si fossero tra loro ulteriormente distanziate. E’ un peccato perché è al centro che abbondano e si muovono gli spiriti liberi in cerca di un’idea innovativa, di una sferzata di energia e cambiamento. Sono questi spiriti liberi, soprattutto giovani, che si disperdono e allontanano al presentarsi di  schemi e ragionamenti che non riconoscono come attuali, ambiziosi, freschi. E’ questo secondo me che in occasione delle elezioni europee ha fatto confluire sul partito simboleggiato da Renzi anche preferenze inaspettate, agevolate dal fatto che di per sé il personaggio sta proponendo un atteggiamento ben distante da quello a cui ci avevano abituato i precedenti segretari del partito democratico.

Se anche questa sarà l’ennesima promessa mancata, l’ennesimo flop o invece il personaggio giusto in grado al bivio di imboccare la strada corretta anche se non segnata, sarà solo il tempo a dirlo.

E’ vero, molti potranno sicuramente obiettare che attualmente nel cosiddetto centro si sono posizionati i pentastellati, che propongono un approccio sicuramente originale alla ‘solita politica’. Purtroppo, pur se a livello locale si sono mostrati maggiormente inclini al dialogo su temi che possono condividere, la loro diffidenza verso le altre due fazioni è uguale se non maggiore rispetto a quella che a loro viene riservata dalle altre forze politiche. Insomma, sembra che alla fine ognuno pensi di avere la formula giusta per Paderno Dugnano. Eppure il centro a cui mi riferisco e di cui sento la mancanza è quello in grado di fare da collante tra le opposte fazioni, in grado di mediare e tutto sommato, riunire.

Purtroppo qui a Paderno Dugnano, si è scelto per l’ennesima volta di imboccare la strada battuta, quella segnata confidando portasse nuovamente alla meta conosciuta. Un’alternativa al centro c’era ed era rappresentata dalla rete che con le risorse e le energie disponibili ho contribuito a far crescere insieme a tanti compagni ‘di progetto’ e convintamente sostenuto fino all’epilogo: quella degli ecologisti e civici, poi confluita nella lista civica di Insieme per Cambiare e infine, nella coalizione di sinistra. Una rete composta in buona parte da persone nuove, entusiaste ed estranee alla politica ‘di professione’.

Una rete che in cinque anni ha saputo organizzare e gestire numerose iniziative e lotte a difesa dei diritti dei cittadini, fornito sostegno e partecipazione a molti dei comitati in lotta per la salvaguardia del nostro territorio, organizzato numerosissime occasioni di incontro e confronto che l’hanno portata, prima tra tutte le altre forze politiche e liste civiche, a disporre di un programma completo e dettagliato ben in anticipo rispetto all’appuntamento elettorale.

In tempi non sospetti (qui) ho sostenuto la personale convinzione che la lista Insieme per Cambiare avrebbe dovuto posizionarsi al centro, autonoma e distinta. Lo confermo ora più che mai. Non sono convinto che il patrimonio di cinque anni potrà essere degnamente espresso e valorizzato partecipando all’opposizione con un unico consigliere. Non penso che una compagine d’opposizione, rimasta sostanzialmente immutata rispetto a quella che nei cinque anni precedenti non è riuscita a distinguersi per il compito che le era stato assegnato, possa fare di meglio nel prossimo quinquennio, così come temo che la voce dell’unica rappresentanza della lista Insieme per Cambiare non possa fare la differenza in Consiglio, nonostante il gruppo che la sostiene.

E’ vero che all’interno di un coro affiatato l’unica voce stonata è quella che maggiormente risalta, ma il timore che ho è che venga invece sovrastata e coperta o nel migliore dei casi ignorata.

Personalmente nutro anche il dubbio che Giovanni Giuranna, che stimo e ammiro, possieda la forza e soprattutto la convinzione per riportare un po’ verso il centro l’intera coalizione, anche perché è stato soprattutto con l’adesione all’appello di Unirsi per Cambiare che gli equilibri ‘centripeti’ che si erano faticosamente instaurati all’interno della rete degli ecologisti e civici hanno definitivamente ceduto, causando la brusca virata a sinistra. Spero vivamente per il bene di Paderno Dugnano di venire smentito.

Prima delle elezioni vedevo una coccinella pronta a spiccare il volo, purtroppo ora la vedo abbastanza invischiata. Spero che il piccolo coleottero riesca a tornare libera e indipendente, mi piaceva ‘volare alto’.

Per riuscire veramente a cambiare le cose, confidando nella forza delle proprie idee, convinti di avere la giusta ‘visione’, di sapere cosa fare e di cosa è giusto per la propria città e i propri concittadini, si deve infatti essere liberi e capaci di guidare e soprattutto mediare, si deve dimostrare la voglia di saper rischiare per un’idea che si crede giusta, per dimostrare di avere una visione diversa, per rompere gli schemi. Non credo che un solo consigliere avrà la forza di influire immerso in una compagine, quella del PD, che ha mostrato di non saper ascoltare fin dalla richiesta delle primarie di coalizione. Peggio ancora, con le proprie primarie e l’assenza di un programma definito a poco più di un mese di distanza dalle elezioni, ha confermato di essere principalmente interessata alle persone e alle strategie piuttosto che alle idee e alla realizzazione di programmi concreti.

E’ vero, per il PD il giudizio delle urne ha portato in Consiglio anche un personaggio come Efrem Maestri, entusiasta e capace secondo me di rompere le consuetudini radicate nel partito, ma anche qui il suo compito sarà particolarmente arduo perché prima di cambiare qualcosa ci deve essere materiale su cui operare. In questo caso, per quanto riguarda il PD più che cambiare si tratta di ricostruire.

Purtroppo quel che resta della sinistra padernese è quanto meno sconfortante, partendo da un PD incapace di organizzarsi, pianificare, proporsi attivamente, risultare incisivo, per terminare con quanto resta (ben poco) della sinistra storica, riunitasi sotto la bandiera della lista Sinistra per Paderno.

Differente il discorso a destra dove, nonostante nel corso dei cinque anni precedenti in molti abbiano visto (o sperato in) segni di cedimento e rotture, i suoi componenti sono riusciti a terminare l’intero mandato e in occasione della tornata elettorale, hanno dimostrato di esserci compatti e organizzati.

Nel frattempo ritengo che con la nuova configurazione di alleanze, il centro fatto di persone che non si identificano in alcuno degli schieramenti presenti, diffidenti della politica, delusi, scoraggiati ma non vinti abbia ancora diritto a un’informazione neutrale e per quanto possibile oggettiva. Al momento dei quattro principali blog locali il computo aggiornato ne annovera almeno tre più o meno apertamente schierati.

Per questo motivo ho deciso che tornerò a gestire questo blog che ho amministrato negli ultimi cinque anni, in modo per quanto possibile neutrale, denunciando con forza e indipendentemente da quale direzione provengano, qualsiasi mancata promessa, qualsiasi stortura dei programmi presentati dalle diverse coalizioni, qualsiasi azione o decisione incoerente con la salvaguardia e il benessere della nostra città e dei miei concittadini. Con altrettanta forza cercherò di evidenziare, sostenere e promuovere tutte quelle idee e iniziative che possono contribuire a rendere Paderno Dugnano una città sempre migliore.

Insomma dopo la partita ho deciso di tornarmene a centro campo insieme al pallone 😉 Non mi arrogo il diritto di essere arbitro di nessuno, sono un giocatore qualsiasi con le sue abilità e con la voglia di giocare. Continuando con l’analogia calcistica, ogni giocatore ha un ruolo dove riesce ad esprimersi al meglio. Cinque anni fa diedi la mia fiducia alla coalizione di cdx e successivamente, ne rimasi abbastanza deluso, perché ritengo non abbia risposto alle richieste di molti cittadini e a molte esigenze della città. Non facendo nulla non si corre il rischio di fare errori, ma ritengo che con la buona volontà, l’umiltà di ascoltare e incontrare, con la giusta fantasia, molte cose si sarebbero potute comunque realizzare durante i cinque anni di mandato e non solo negli ultimi due mesi.

Allontanandomi all’epoca ho trovato quindi congeniale una posizione più centrista e l’incontro con la rete degli ecologisti e civici, ha risposto a molti dei dubbi che mi erano rimasti. Purtroppo, la recente scelta di spostarsi decisamente (e spero non definitivamente) a sinistra, si allontana troppo dalle posizioni personali. Sono sempre stato contrario al famoso salto della quaglia e zompare da un estremo all’altro del panorama politico locale  ritengo non abbia un senso e una coerenza. Per l’amor del cielo, le “folgorazioni sulla via di Damasco” nella politica italiana sono sempre state abbondanti, ma sempre mi hanno visto diffidente.

In definitiva quindi l’esito generale del lungo percorso. oltre che a un’esperienza interessante e comunque formativa, mi ha lasciato anche parecchi dubbi  e necessita sicuramente un periodo di valutazione e riflessione. Mi sono sempre tenuto distante dalla politica partecipata e al momento ho più conferme che smentite di aver sempre seguito l’impressione giusta.

Se vogliamo ricorrere nuovamente alla metafora diciamo che ho voluto assaggiare la torta della politica e mi è rimasto l’amaro in bocca. Sicuramente la ricetta è da cambiare e nel frattempo, per rifarmi il gusto mi concedo una pausa con un buon caffè. Nel frattempo ho alcuni progettini ai quali da tempo pensavo di dedicarmi. Spero di poterveli presentare a breve.

 

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