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L’è propri un laurà de ciula (è proprio un lavoro da stupidi)

pensieroso.pngIl ricorso al dialetto è a favore di Maroni e ai soci della Lega Nord (quelli del famoso proclama LA RHO MONZA LA VA’ SOTA TERA O DE CHI’ LA PASSA NO!) che forse così recepiscono il concetto. Ovviamente mi sto riferendo alla riqualificazione della Rho-Monza e in un certo senso, con questo post concludo la cavalcata che ci ha portato alla nefasta quanto prevista decisione emersa dalla conferenza dei servizi. Da qui le pubblicazioni riprenderanno il ritmo consueto e i post legati alla vicenda saranno dedicati agli annunci del comitato e alle segnalazioni urgenti. Restano ormai due giorni alla data dell’ultima irrevocabile votazione di giovedì e già i tecnici di Serravalle stanno intensificando i sopralluoghi e il posizionamento di paletti di misurazione/segnalazione. A buon intenditore.

Insomma, il meccanismo non si è mai fermato, rallentato forse, ma mai fermato. Purtroppo la catena di impegni, di favori e di promesse agli amici, degli amici, degli amici ha mostrato in Italia ancora una volta di valere più del buon senso e del rispetto dei cittadini votanti. Non si spiegherebbe altrimenti la pervicacia nel voler proseguire un percorso che già ovunque ha mostrato i suoi limiti e i suoi difetti, in numerose parti del paese, non ultima Milano, ignorando completamente la salute dei cittadini, la situazione di un territorio già inquinato ai limiti del sopportabile e al rispetto dei minori, fregandosene di una scuola che (forse) dal prossimo anno ospiterà anche gli alunni della materna e di un centro pediatrico. Basta girare per Milano (questa parte è dedicata al sindaco Pisapia) e ammirare il capolavoro del cavalcavia di Monteceneri o quello del Ghisallo sopra Viale Certosa che tra le altre, passa davanti alle finestre di una scuola, per comprendere quanto si sia sbagliato nel passato. Purtroppo la decisione presa dimostra come la Milano del futuro, la Milano di Expo 2015 cerchi di avanzare verso il futuro continuando però a guardare indietro. In questo modo non si va tanto lontano, o si inciampa o si sbaglia strada.

In questi anni e soprattutto nell’ultimo periodo, ne ho sentite e lette di tutti i colori. Una certa parte della popolazione, anche in prossimità dell’attuale e futura Rho-Monza, soprattutto giovani, non vedono tutto sommato con dispiacere quanto previsto dal progetto preliminare di Serravalle, ritenendolo addirittura migliorativo rispetto l’attuale situazione. Confidano che la galleria fonica (alias cannolone De Nicoliano) elimini definitivamente il problema del rumore e dell’inquinamento. Peccato che al momento stiamo parlando del transito di 80.000 veicoli al giorno. Dopo la riqualificazione ne sono previsti 220.000. Non credo esista cannolone di plastica in grado di eliminare il rumore e l’inquinamento prodotto da un simile tsunami di autoveicoli.

Altri da sempre hanno avversato l’idea del tunnel sotterraneo sostenendo che agli sbocchi avrebbe concentrato i fumi inquinanti a discapito di alcune zone della città. Questo ovviamente senza considerare o valutare con la corretta obiettività i sistemi di recupero e gestione dei gas di scarico (eh già siamo nel 2013) e il fatto che il cannolone di plastica non è che si comporti in modo tanto differente. Di solito a queste rimostranze obiettano che il cannolone è allungabile a piacere. Peccato che se invece di tentare a sprazzi di ergersi a profeti in patria avessero cercato la collaborazione e la cooperazione con i comitati, forse anche il tunnel in sotteranea avrebbe potuto allungarsi a piacimento oppure, essere prorogato fino al reperimento dei fondi necessari ad allungarlo per il tratto desiderato.

SU alcuni blog recentemente mi è invece capitato di leggere un inno alla mediazione e alla calma, facendo passare in un certo qual senso le centinaia di cittadini che hanno detto no al progetto scellerato come una mandria di isterici. I gestori del blog non sono fondamentalmente d’accordo con un progetto che letteralmente ‘manca di senso e di senno’ ma pensano che la semplice pubblicazione di qualche comunicato stampa e dichiarazione ufficiale risolva la faccenda. Probabilmente da domani potranno provare con gli stessi strumenti di mediazione a dialogare con calma con gli operatori delle ruspe. Sai mai, magari riescono dove gli isterici hanno fino ad oggi fallito.Da quel che personalmente mi risulta gli attuali isterici hanno tentato con calma ogni modalità di mediazione presentando proposte, alternative e progetti. Forse a furia di non essere ascoltati alla fine hanno provato ad alzare la voce.

Insomma, arrivare a costruire in un tratto lungo quasi due chilometri un’autostrada a 14 corsie (non mi risultano molti esempi simili a livello globale) a cielo aperto in un territorio densamente popolato e altrettanto densamente inquinato mi pare proprio ‘un laurà de ciula’. E’ così che mio nonno definiva solitamente i lavori fatti male, eseguiti approssimativamente e senza un progetto ben definito.Questa fretta di procedere, mancando sicuramente l’appuntamento con Expo 2015, obiettivo addotto a motivo principale per l’esecuzione dell’opera, non può non apparire sospetto.Probabilmente come normalmente avviene nel nostro paese tra qualche anno il marcio che sta alla base di questa ferma volontà a procedere emergerà in tutta la sua turpitudine, i soliti capri espiatori saranno chiamati a rispondere per tutti quelli che nel frattempo avranno incassato e ai padernesi resterà sul gobbo l’ennesimo aborto ingegneristico da terzo mondo.

Lo ripeto, con calma e buonsenso si sarebbe potuto aspettare e salvare i proverbiali capra e cavoli. Per l’ennesima volta in Italia si è deciso di procedere con il classico ‘laurà de ciula’ o de ‘pirla’ che dir si voglia. Personalmente sono contento e fiero di aver lottato fin dall’inizio per cercare di comunicare il non senso di quest’opera. Sono certo di avere fatto il mio dovere di libero cittadino. Mi piace sempre ricordare il motto: ‘chi lotta può perdere ma chi non lotta ha già perso’. A chi mi dice che tutto era già scontato e quindi inutile quanto fatto fino ad ora, ricordo che il ragionamento vale quanto l’affermare che poichè alla fine dobbiamo tutti morire non vale nemmeno la pena di vivere. Questa sarà la mia lettera che invierò a tutti i soggetti coinvolti nella decisione finale che condannerà Paderno Dugnano a servizio della metropoli e che hanno votato a favore, giusto perchè un domani non possano dire di non aver saputo o sentito.

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