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Una Paderno Dugnano divisa dalle fondamenta

Fin da quando ho avviato questo Blog avevo notato le profonde divisioni esistenti sul nostro territorio (qui) e avevo pensato ingenuamente che anche una semplice iniziativa come questo spazio pubblico per lo scambio e condivisione di notizie e informazioni potesse contribuire anche in minima parte ad attenuare questa radicata tendenza all’entropia.

Purtroppo con il trascorrere del tempo mi sono sempre più convinto che l’origine di questa divisione sia radicata in profondità e coinvolga ogni aspetto della società locale. Un conto può essere l’aspetto politico dove sinceramente è piuttosto difficile sperare in qualche forma di unità. Da che mondo e mondo la destra la pensa diversamente dalla sinistra e viceversa. Anche quando bene o male vi sono comunità di vedute in qualche modo, per questioni di principio, si riesce comunque a pensarla diversamente.

Questa divisione politica è tanto naturale quanto particolarmente amplificata in piccole comunità locali, come ci ha insegnato Guareschi con i suoi Don Camillo e Peppone. Se non altro, in quanto personaggi di fantasia, i due sotto sotto, punti di condivisione ne avevano. Ma ci sta. Di solito se si vuole cercare un motivo di unione non è tra la faziosità politica che si deve andare a cercare.

Tolta la politica come ‘Casus belli’, troviamo comunque la geografia. Sette quartieri, una città dispersa, senza un centro comune, strutture viarie come per esempio le stranote tangenziali o la ferrovia che contribuiscono a ‘separare’, senza contare tradizioni differenti tra le sette anime che compongono la città di Paderno Dugnano , alcune delle quali anche in modo manifesto, aspirano all’autonomia, non predispongono naturalmente a un senso d’unione.

No niente, lasciamo stare anche la geografia.

La salute? La difesa del territorio? Viste le diverse posizioni assunte in merito alla vicenda della Rho-Monza e all’acredine che alcuni sono riusciti ad esprimere nei confronti dei cittadini direttamente impattati dall’ecomostro, rei a loro dire di aver acquistato case a prezzi agevolati, sorvolerei nuovamente. Il problema fondamentalmente sembra essere solo dei quartieri di Paderno, Villaggio Ambrosiano e Calderara. Nel dettaglio Villaggio Ambrosiano e Calderara contro Paderno. Altre divisioni.

A un certo punto è sembrato di puntare sul sicuro individuando un simbolo storico e religioso che potesse rappresentare indistintamente l’intera comunità. La secolare Chiesetta del Pilastrello è sembrata infatti  il comun denominatore storico e simbolico in grado di risvegliare i ricordi di un’intera comunità. Non trascuriamo poi il fatto che sconsacrata o meno la chiesetta riveste un importante significato religioso.

Eppure, alla fine, proprio la chiesetta mi ha mostrato quanto profonde e gravi siano le spaccature esistenti sul territorio. In particolare a mostrarlo è stato il naufragio di un’iniziativa che poteva rivestire un importante valore simbolico. La proposta era infatti quella di esporre l’icona sacra donata dalla cooperativa Emmaus a turno, in tutte le parrocchie della città. In occasione dell’esposizione dell’icona nella parrocchia di turno il parroco avrebbe potuto ricordare l’esistenza e l’importanza storica del monumento per il nostro territorio.

Al termine del percorso, come in programma, l’icona sarebbe stata collocata con una significativa cerimonia all’interno della chiesetta. Ebbene, la proposta è stata bocciata, con la sottintesa scusa che il monumento è un affare prevalentemente dei quartieri (parrocchie) di Paderno e Villaggio Ambrosiano. Ora, se anche a livello ‘religioso’ le varie parrocchie del territorio sono divise, non vedo molte speranze per l’intera città. Il comune senso religioso e i valori che ne sono alla base dovrebbero infatti rappresentare le fondamenta sulle quali edificare una città unita e indivisibile. Eppure, anche lì mi sembra di intravvedere delle crepe. Da notare bene che l’occasione offerta dall’esposizione dell’icona non ha rappresentato l’unico momento in cui le diverse parrocchie del territorio hanno mostrato quelle che potremmo definire banalmente ‘diversità di vedute’.

Non lo so, ma in un momento di scoramento verrebbe effettivamente da auspicare la concretizzazione del federalismo a livello locale.  Ognun per sé. Forse giusto giusto Paderno e Villaggio Ambrosiano, pur se in un prossimo futuro ulteriormente allontanati dalla riqualificando Rho-Monza, come auspicato dalla Scommessa sulla quale Giovanni Giuranna ha basato il proprio Blog, potrebbero condividere il cammino.

Come al solito spero di sbagliarmi, ma i segnali sono ‘forti e chiari’. Forse la malatia che attanaglia la nostra città e i suoi abitanti non è proprio l’apatia. A livello di singoli quartieri infatti c’è fermento, l’attività di associazioni e cittadini non manca. Forse alla fine, la malattia di Paderno Dugnano è la semplice mancanza di un sentimento di identità comune.

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