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Succede in Italia (puntata n° 1)

crisi-italiaInizia una nuova giornata e ci si tuffa nella routine.  Si accompagnano i figli a scuola, e ci si ferma al solito passaggio a livello che, grazie ai cronici ritardi delle FNM riesce a stare abbassato anche per interi quarti d’ora. Tanto cos’altro hai da fare? Passi il tempo chiacchierando con tuo figlio, a meditare sui massimi sistemi e a inalare fragranze agli ottani con retrogusto di piombo.  Già, perché d’inverno fermi al passaggio a livello si tiene il motore acceso per stare al caldo e d’estate per far funzionare il climatizzatore e stare al fresco.

Và, oggi per fare qualcosa di nuovo chiedo gentilmente a uno degli automobilisti in coda se può spegnere il motore, come indicato nel cartello ben visibile. Del resto lo faccio anche per lui, per fargli risparmiare carburante. La secca risposta è: Perché? Tanto lo hanno acceso tutti e poi fa freddo e ho due bambini piccoli. Già è vero, ci sono due piccoli nei seggiolini posteriori, possono mica stare al freddo in macchina aspettando che si alzi la sbarra. Giusto perché mi sia chiaro il concetto il gentile automobilista mi ricorda che non sono un vigile e che se la cosa non mi sta bene posso tranquillamente andare a chiamare quelli veri.

Demoralizzato guardo mio figlio sotto all’ombrellino e mi dico che tutto sommato lui è fortunato, ha il suo giubbottino ed il fatto che sia un po’ rotondetto lo avvantaggia contro il freddo. Mica come i due poveri bimbi dell’automobilista che in un quarto d’ora rischiano di congelare in quella che potrebbe trasformarsi una cella frigorifera.

Si sollevano le sbarre del passaggio a livello e mentre copriamo il tratto di strada che ci separa dall’entrata a scuola noto il nervosismo con cui alcuni altri automobilisti suonano e inveiscono contro le auto parcheggiate in doppia fila che gli impediscono di uscire. Mah, perché si agitano tanto? Fa male alla salute. Del resto cosa mai avranno da fare per non poter aspettare quei dieci minuti necessari al proprietario del suv a tre piani di portare il bimbo a scuola e tornare? Valla a capire certa gente.

Dopo aver sfondato con mio figlio il muro di genitori fermi davanti ai gradini della scuola intenti a salutare con sventolio di fazzoletti, baci affidati all’aria e saluti commossi  i propri figli che si avviano a una faticosa giornata di scuola, affido anche io il mio alle istituzioni. E’ vero, alcuni genitori mi hanno fatto notare l’eccesiva impazienza che ho mostrato nel voler passare a tutti i costi. Eppure mi sembrava di aver notato quel cartello che ricordava essere proibito sostare davanti ai gradini. Boh forse si riferiva ad altri genitori. Forse quelli che si lamentavano avevano una delega regolare. Forse è troppo piccolo e non l’hanno visto. Vabbè, inutile approfondire la missione è comunque conclusa.

Torno per lo stesso tratto di strada, dove le discussioni stanno diminuendo in modo proporzionale alle auto in seconda fila. Questa volta c’è un elemento nuovo: è finalmente arrivato il treno per Cadorna con soli 15 minuti di ritardo. Osservando bene la scena si coglie qualcosa di anomalo. In corrispondenza delle porte di entrata un sacco di gente sta cercando di arrampicarsi per entrare mentre il predellino è già affollato all’inverosimile. Sembra uno di quei treni che ogni tanto si vedono nei documentari con la gente che viaggia appesa fuori o sistemata sul tetto. Cose da terzo mondo insomma. Eppure non capisco perché al centro le carrozze sono semivuote ma nessuno si muove per fare spazio. Boh, forse sarà una strana usanza dei pendolari, oppure quelli che stanno in mezzo alla carrozza non sentono perché c’è troppo rumore e quindi non si spostano.

Nel frattempo, nuovo aerosol in attesa del sollevarsi del passaggio a livello, evito abilmente (eh sì ho ancora una certa agilità) la macchina che contrariamente a quanto indicato dall’ennesimo cartello, sembrerebbe entrare nel parcheggio della stazione dalla parte contraria e infine, riesco a raggiungere la macchina.

Certo che dovrebbero fare qualcosa per tutti questi cartelli evidentemente sbagliati. Potrebbero rimuoverli, oppure specificare che non valgono per tutti dettagliando a chi si riferiscono, oppure scrivere da qualche parte che in realtà è uno scherzo o un fac-simile.

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