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Striscia la crisi

Essendo le aziende storiche più note e identificative di Paderno Dugnano si parla quasi sempre di Metalli Presiosi e Lares, ma la crisi che serpeggia nell’hinterland ha colpito e continua a colpire pesantemente e indiscriminatamente.

Terminata la bufera, il tessuto produttivo del nostro territorio si troverà sicuramente e radicalmente mutato. Raccogliendo i cocci si dovrà quindi dare una nuova svolta alla vocazione produttiva di Paderno Dugnano e di molte altre città dell’hinterland. Per questo motivo è assolutamente necessario istituire osservatori intercomunali che facendo rete permettano di anticipare eventuali crisi e concorrano alla ripresa individuando competenze e opportunità sul territorio.

Di seguito l’elenco abbastanza nutrito di aziende che negli ultimi due anni sono dovute ricorrere al trattamento straordinario di integrazione salariale per crisi aziendali più o meno gravi e che in alcuni casi hanno condotto al fallimento, che rende chiaramente l’idea di quanto la crisi abbia colpito e continui ad accanirsi sul nostro territorio:

MPM S.r.l.
(connettori Rj-Lnxx, sensori e interfacce elettroniche per l’automazione industriale)

C.M.E. S.r.l.
(Apparecchiature Elettroniche )

Stam & Stam S.r.l.
(Plastica e tecnologie industriali)

Metalli Preziosi S.p.A.

Lares S.p.A.

Fingraf S.p.a.
Stampa offset, Stampa tipografica

Sies S.p.a.
Composizione, stampa e confezione · Tipografie

SASOL ITALY S.p.a.
Chimica – “Centro di Eccellenza” per la ricerca sugli alchilati

Seregni Grafiche S.r.l.
Stampati pubblicitari e commerciali

Non sono poche e sicuramente qualcuna l’abbiamo esclusa, ma su un territorio non vastissimo come quello di Paderno Dugnano si tratta comunque di numeri importanti. Inutile sottolineare che i lavoratori di ciascuna di queste aziende meritano la dovuta attenzione e sostegno, anche se la crisi della società per la quale prestavano la propria opera non si è rivelata magari profonda come altre o non è stata seguita dalla cronaca.
La situazione generale rimane comunque oggettivamente grave e richiede la necessaria attenzione da parte di tutti in generale e delle istituzioni in particolare.

Lavoro, ambiente, sociale, sono solo alcuni tra i settori che a causa della crisi globale stanno subendo pesanti trasformazioni e che, come nel caso dell’occupazione, dovrebbero essere seguite attentamente e in tempo reale, sviluppando contemporaneamente osservazioni e strategie che possano sostenerli in questa fase di transizione verso un nuovo equilibrio. Ognuno di questi settori meriterebbe quindi un osservatorio dedicato e una rete di coordinamento intercomunale.

Ritengo comunque che questa rete debba in qualche modo essere costituita politicamente autonoma e partecipata da elementi nuovi e possibilmente giovani. C’è infatti sempre più forte la necessità e la richiesta di qualcosa di nuovo e diverso a quello che fino ad ora da anni e anni ci è stato proposto. Purtroppo i vecchi modelli, chi per un verso e chi per l’altro sono manchevoli in qualcosa e forse non dispongono dell’apertura mentale e della capacità di abbandonare vecchi cocetti e schemi per riconoscere che oggi ci si trova davanti a qualcosa di nuovo che richiede un approccio diverso e innovativo.

C’è del buono a destra quanto a sinistra, purtroppo in Italia ciascuno pensa che il buono, l’unica soluzione possibile, gli unici valori significativi siano solo dalla parte da cui sta. In questo modo il dialogo e la collaborazione non saranno mai possibili. Serve qualcuno che obblighi alla mediazione e al dialogo, speriamo arrivi in fretta. Qualche segnale c’è già stato con il Movimento 5 Stelle, con il quale volenti o nolenti prima o poi tanto la destra quanto la sinistra si troveranno costretti a ‘collaborare’. Da soli comunque non bastano. Servono rinforzi.

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