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Sinistra tra il dire e il fare

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Del muro anti-rom a Sesto S.Giovanni ne avevo già parlato qui come classico esempio della politica di una certa sinistra. Non a caso avevo parlato di incoerenza del PD in particolare come un’incapacità a guardare avanti a ‘crearsi’ una nuova identità in sintonia con le mutate condizioni storiche. Ne parlavo l’altro giorno con un amico, consigliere della giunta di sinistra di una delle città vicine a Paderno Dugnano. Questo consigliere è molto giovane e chiaccherando mi ha confessato la fatica improba che sostiene ogni volta che vuole far passare un’idea anche minimamente innovativa. Forse la differenza principale tra le due correnti che si agitano nel nostro paese è proprio questa, da una parte si vuole dare fiducia ai giovani mentre dall’altra li si vede come il fumo negli occhi dileggiandoli. Insomma, la sinistra non riesce, non vuole o non è capace di abbandonare le sponde sicure di un’identità storica che ormai sa di vecchio. Non sono in grado, salvo alcune eccezioni di avventurarsi su nuovi terreni e svecchiare un modo antico di fare politica, basata sull’attacco ad oltranza, sul ‘no’ a priori. Una propaganda basata sul fine di riottenere il comando non per meriti propri ma per mancanze altrui. La costante speranza che ceda una delle gambe del cadreghino di chi comanda piuttosto che imporsi con soluzioni alternative, valide, condivisibili e preferite dal potenziale elettorato. Quando certe azioni vengono compiute dalla destra ci si scaglia, si grida allo scandalo, ma le stesse cose se fatte da ‘compagni’ vengono sopportate e addirittura giustificate e motivate.

Lo chiedevo nel precedente post e la domanda rimane valida: sarebbe questa l’alternativa in grado di traghettare in sicurezza il nostro paese in questo periodo di crisi globale? Torniamo comunque al famoso muro di Sesto e a un significativo articolo a firma Angela Azzaro che riassume quanto appena considerato. Alcuni passaggi particolarmente illuminanti:

“E’ inutile provare a negarlo, perché la Storia è lì a ricordarci ciò che è stato e ancora può essere: a certa sinistra i muri piacciono. C’è sempre una buona ragione per farne uno, salvo poi criticare gli altri per le stesse ragioni e provare a nascondere il proprio gesto …”

“Che cosa fa una buona amministrazione davanti alle difficoltà di una parte di popolazione? Invece che sistemare la zona, bonificarla, la chiude e li caccia dove non si sa. Non è la prima volta che una giunta di centrosinistra ha una brillante idea come questa. Era successo circa tre anni fa, quando era ancora al governo Prodi. A Padova. Quella volta il muro era stato fatto per imprigionare alcuni palazzi popolari abitati da diverse famiglie marocchine… ”

“Ma anche la prima a notare le contraddizioni tra il dire e il fare: quando le stesse politiche vengono portate avanti dal centrodestra, la sinistra è pronta ad urlare e protestare. Perché ora invece tanto silenzio?”

Qui il resto dell’articolo —>

Interessante aggiornamento dell’ultimo minuto:

Qui un altro articolo a firma Riccardo Lo Schiavo —>

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