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Si cercano volontari per la Chiesetta del Pilastrello

Come anticipato in uno dei post precedenti (qui) per la Chiesetta del Pilastrello di Paderno Dugnano si è aperta una nuova emergenza legata alla manutenzione. Fino a circa un anno e mezzo fa infatti un volontario si occupava di aprire, pulire e arieggiare la chiesetta con la frequenza richiesta dallo stato del monumento. Purtroppo il sig. Casati è venuto a mancare e quindi da più di un anno e mezzo la manutenzione della chiesetta non viene più effettuata con la regolarità richiesta. In particolar modo, come evidenziato di seguito dal prezioso e preciso intervento del Geom. Luciano Bissoli, il problema principale è costituito dall’umidità e quindi la necessità di garantire un frequente arieggiamento dei locali. Luciano nel suo intervento offre inoltre ulteriori e preziosi suggerimenti sulle possibili e auspicabili prossime attività che potrebbero essere attuate e alle quali sicuramente il movimento darà seguito.
 
Importante rimane comunque ora il reperimento di uno o più cittadini di buona volontà che si rendano disponibili a continuare l’opera di controllo e manutenzione che veniva svolta con perizia e precisione dal sig. Casati.
 
Luciano Bissoli si è detto disponibile a fornire un’adeguata preparazione di base agli eventuali volontari. Chi fosse quindi interessato o disponibile a collaborare attivamente alla manutenzione ordinaria di questo importante monumento della nostra città può contattarmi all’indirizzo padernodugnano@blogolandia.it. Un Grazie anticipato e lascio ora la parola a Luciano Bissoli dopo il salto:
La questione umidità è assai complessa: Può essere causata da diversi fattori. Pensa che tale fenomeno sta mettendo in difficoltà la sfinge di Cheope in Egitto! Anche la Bibbia parla di tale problematica.
Visto che questo è un fatto che seguo da vicino in quanto sono consulente per un’azienda di Legnano che tratta proprio tale problematica consentimi di darti qualche indicazione.
In sintesi.
Cause possibili:
1) umidità da risalita per capillarità (la più diffusa) che è determinato dalla tipologia dei materiali costruttivi e dalle caratteristiche del terreno delle nostre terre unitamente a
eventuali ristagni
2) infiltrazioni dal tetto e da fenomeni di falda esterni (lì vicino c’è un canaletto che durante l’estate è utilizzato), infiltrazione da serramenti, cattivo funzionamento di pluviali
o altro
3) condensa determinata dall’asciugatura dei fenomeni dei punti 1 e 2 che sono stati nel passato la causa prima del deterioramento dell’affresco. Sia la risalita che le
infiltrazioni hanno andamento irregolare con momenti che in gergo definiamo “bagna-asciuga”
4) creazione di efflorescenze saline quale risultato del fenomeno al punto 1 e che sono micidiali per qualsiasi costruzione; i sali ovviamente igroscopici assorbono
l’umidità presente nella muratura per la risalita capillare e nell’ambiente; i sali che si creano durante le fasi di “asciuga” sono la causa di rigonfiamenti, caduta di
intonaci e pitture; possono essere eliminati con prodotti adatti e con tempi valutabili in rapporto alla loro consistenza.

Ora a distanza di 22 anni dall’ultimo intervento di restauro occorrerebbe valutare se si è ripresentato il fenomeno della risalita, misurare l’umidità ambientale, eventuali danni agli infissi, al tetto ecc. ecc. A qual tempo non erano ancora disponibili le moderne tecnologie che valutano e correggono dette problematiche.
Oltre ad un sopralluogo “fisico” occorrerebbe una valutazione dell’umidità delle pareti e ambientale con lettura termografica e altre strumentazioni che possono localizzare eventuali risalita capillare ed infiltrazioni da pareti, tetto e infissi. Controlli che si possono effettuare in una giornata.
Quanto precede giusto per farti sapere che la necessaria ed irrinunciabile azione di apertura ed aerazione dell’ambiente può aiutare a contenere tali problematiche ma non ad eliminarle.
Non si può stabilire a priori quanto volte. E’ come per una casa: più dai aria all’ambiente e meglio è.
Se si riesce a fare ciò è comunque un fatto importante: si da un’occhiata all’ambiente, si pulisce quanto è necessario e ci si potrebbe rendere conto di eventuali danni o deterioramenti sempre possibili in costruzioni così vetuste.

Qualche uteriore suggerimento….

Per i volontari:

  • ottima ed irrinunciabile idea che deve essere però concretizzata con il Comune (proprietario dell’edificio) e la Parrocchia (che ne ha la responsabilità storica e religiosa e che non deve dimenticare di farne un uso più ricco)
  • i volontari dovranno avere un minimo di consapevolezza di ciò che andranno a custodire e di ciò che sarà loro richiesto; un breve “corso” di qualche ora potrà bastare; mi rendo disponibile per tale servizio grazie anche ai vari corsi per la conservazione dei beni culturali che ho fatto in Diocesi.

Circa i controlli

  • il Comune ha i suoi tecnici ed una valutazione dello stato dell’edificio sotto l’aspetto edile possono farlo in tutta tranquillità
  • un preventivo per un esame termografico può essere richiesto ad aziende specializzate (eventualmente anche a quella per la quale lavoro che ha già fatto interventi di risanamento a strutture comunali ad Incirano e Palazzolo) e non ha un costo che possa spaventare; dovrebbe trattarsi di 6/700 € compresa dettagliata relazione (è un controllo non invasivo e piuttosto serio); tale decisione dipende tuttavia dal Comune
  • al Comune potrebbe intanto eliminare le scritte, mettere le luci per illuminare chiesetta e area circostante, come correttamente avete pensato Voi e sistemare le panchine rotte esterne.

Buon lavoro e saluti

Luciano Bissoli

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