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Sciopero della fame pro interramento Rho-Monza: primo giorno

sciopero fameDopo aver raccolto ieri il testimone da Katia Scanavacca ho affrontato la prima giornata di sciopero della fame, continuando la staffetta messa in atto come forma estrema di protesta contro il tentativo di realizzare la riqualificazione della tratta padernese della Rho-Monza in sopraelevata, come previsto fin dall’inizio dal demenziale progetto di Serravalle.

La prima giornata di digiuno si è rivelata sicuramente impegnativa anche perché avevo già da tempo promesso ai miei figli la visita al parco avventura di Rescaldina e quindi, mi sono dovuto cimentare nell’arduo percorso tra alberi, funi e carrucole. A peggiorare le situazione i numerosi PicNic in zona con relative grigliate che diffondevano tentatori aromi nell’aere.

In ogni caso ho iniziato la giornata con un caffè d’orzo, mezzo litro d’acqua per pranzo, un caffè, una tazza di tisana di Erva Mate e cena con una tisana di Carcadè. Ovviamente l’Erva Mate e il Carcadè rigorosamente provenienti dal mercato Equo Solidale.

Alla fine, i parametri della pressione non mi sembrano particolarmente variati, con una minima di 92, una massima di 108 e 64 pulsazioni. Unica nota una sensazione di crampo imminente al polpaccio sinistro che si è presentata a metà pomeriggio e non mi ha ancora abbandonato.

Domani sarà particolarmente dura a causa delle condizioni lavorative che non mi permetteranno di divagare o distrarmi nelle frequenti pause, dove spero il pensiero non corra costantemente al cibo. In ogni caso a sostenere l’impegno dovrebbe bastare la motivazione e la certezza di fare la cosa giusta per una causa importante. Come scrivevo agli amici ieri sera, questa forma di protesta ha un fascino primordiale che forse non è ancora stato sufficientemente evidenziato. Si mette in gioco o comunque si chiede un sacrificio a ciò che ciascuno di noi ha fin dalla nascita, l’unica cosa che rimane di più intimo e personale anche dopo che si è stati spogliati di tutto: il proprio corpo.

Metterlo a disposizione di una causa, di una protesta è un atto forte, intimo, un grido che dovrebbe essere ascoltato e compreso anche dal più becero degli affaristi e dei burocrati. Avanti così quindi, in affiancamento con tutte le altre forme di protesta che si stanno sviluppando sul nostro territorio e su tutti quelli minacciati dall’arrivo del mostro.

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