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Scene da terzo mondo??? No, da Paderno Dugnano.

Ho preferito affiancare le immagini alle parole. Lo scempio documentato è quanto attualmente circonda uno dei monumenti più antichi di Paderno Dugnano. Per l’ultima immagine della serie apriamo anche il concorso ‘conta i preservativi’. Ovviamente vince chi ne individua il maggior numero. Probabilmente infatti il retro della chiesetta è stato eletto a ruolo di ‘camera ad ore’ da qualcuna delle signorine (signorini?) che nottetempo offrono servizi vari lungo la via Reali.

Al di là del discorso della salvaguardia di un importante monumento e, aggiungendoci una certa flessibilità in quanto si tratta di zona industriale, ma alla fine rimane una situazione di degrado e di rischio sinceramente inconcepibile per una città come la nostra. In zona a c.a. 100 mt. ho notato l’esistenza di una caserma dei Carabinieri, precisamente in via Puecher. In alternativa basterebbe che per un certo periodo la zona in questione venisse visitata dalle forze dell’ordine o illuminata a sufficienza per disincentivare determinate attività. In questo senso probabilmente, la proposta del gruppo per il salvataggio e il recupero della Chiesetta del Pilastrello di illuminare adeguatamente il monumento e magari, circondarlo con una recinzione, potrebbe servire a recuperare un certo grado di decoro anche per la zona circostante. Un’altra alternativa potrebbe essere rappresentata dal posizionamento di una telecamera, come quelle già presenti in numerose zone del territorio.

Nelle due immagini successive invece il particolare di un’altra situazione a rischio. Nel canale retrostante la chiesetta che normalmente nel periodo estivo viene riempito d’acqua, sono presenti alcuni fusti non meglio identificati. Da uno dei particolari sembrerebbe trattarsi di lubrificanti. Non siamo riusciti a verificare se i fusti erano pieni o vuoti. Oltre a quelli ancora in buone condizioni, evidentemente abbandonati in tempi recenti, ve ne sono alcuni ormai completamente corrosi il cui eventuale contenuto si è ormai disperso. Anche qui, al di là della potenziale pericolosità ambientale legata all’eventuale contenuto, se presente, rimane il rischio che il materiale ormai accumulatosi all’imbocco del tratto sotterraneo del canale lo ostruisca, con conseguente tracimazione delle acque e rischio per la chiesetta e le zone limitrofe.

Insomma, forse varrebbe un piccolo sforzo per recuperare alla legalità una zona della città.

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