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RISULTATI DEL SONDAGGIO: LA PADERNO DUGNANO CHE VORREI (2A ED ULTIMA PARTE)

Eravamo rimasti in sospeso con la pubblicazione della seconda parte del sondaggio che avevamo effettuato ai nostri concittadini grazie all’appoggio con il gruppo locale Facebook Cerco, Offro & Baratto (QUI ). Concludiamo quindi la presentazione dei risultati raccolti con questa seconda ed ultima puntata.

Per chi si fosse perso la prima puntata può recuperarla QUI:

Sostanzialmente, nella prima parte avevamo affrontato il problema della viabilità, dei collegamenti, delle attività e delle possibilità di aggregazione. In questa seconda parte vedremo invece un po’ più da vicino  come la pensano i concittadini che hanno partecipato al sondaggio, in tema di commercio e ‘aggregazione’.

In generale la lamentela comune è la mancanza locale di esercizi commerciali ‘utili’. Non esistono veri e propri distretti commerciali o meglio, non esiste una distribuzione ottimale dei negozi di vicinato.

La sensazione è ben riassunta dai commenti seguenti:

alcune parti dove non esiste neanche più un panettiere e piccoli posti per comprare piccole cose giornaliere o una edicola

Non ci sono bar nei quali si possa fare un’aperitivo dopo le sette. A Paderno in “centro” siamo rimasti con una gelateria, una volta erano ben tre

Perchè in Tilane limitazione del tipo esercizi commerciali (solo 1 bar) mentre in altre zone 50 esercizi commerciali identici ammassati l’uno sull’altro

In effetti, la distribuzione degli esercizi commerciali in alcune zone è quanto meno ‘singolare’. Va bene il libero mercato, ma in alcuni casi la situazione nella nostra città è, per così dire, sfuggita di mano. Possiamo prendere ad esempio una via Roma, Via Rotondi o una Coti Zelati.

Via Roma è costellata da negozi di parrucchieri, un’esagerazione. Se però ti serve una bistecca o un etto di prosciutto devi andare fino a piazza della Meridiana, mentre se vuoi concludere con il gelato non ti resta che arrivare quasi in Piazza Matteotti. Viceversa Via Rotondi è piena di bar, banche, immobiliari ma di parrucchieri poco o niente. Ovviamente anche in via Rotondi se vuoi un bell’etto di prosciutto tagliato fresco ti attacchi o quasi, e te lo vai a prendere al mercatino che ha sostituito la Polizia Locale o sotto ai portici di fronte all’uscita delle poste. Lasciamo poi stare le possibilità di parcheggio. Spesso tocca transitare davanti al negozio d’interesse senza avere la possibilità di fermarsi e non tutti accettano di buon grado di rifare tutto il giro sperando in maggior fortuna.

Sempre dal sondaggio molti danno la colpa delle difficoltà del commercio di vicinato a chi effettua acquisti su Internet o nei centri commerciali. Molti movimenti politici invece pensano che la soluzione del rilancio del commercio di vicinato sia l’istituzione di isole pedonali, ma il triste riassunto della questione lo hanno reso i seguenti contributi al sondaggio:

aree pedonali senza negozi non hanno senso

Avere un negozio a Calderara, due a palazzolo e tre in via Rotondi significa che una persona deve necessariamente andarci apposta e quindi deve avere motivazioni precise e forti per preferire QUEL negozio. La vendita di passaggio, occasionale viene completamente tagliata fuori e così anche le occasioni per passeggiare semplicemente

Un’efficiente Associazione dei commercianti o una Pro Loco efficiente potrebbero fare la differenza, ma al momento (e anche in passato) non è che si siano mai distinte per iniziative, eventi e promozione del commercio locale.

E qui possiamo agganciarci a un altro tema emerso dal sondaggio: l’appiattimento di eventi e occasioni di aggregazione.

Qui potremmo iniziare subito con un paio di commenti ricevuti:

Vogliamo parlare dei pochi e miseri eventi di intrattenimento peraltro solo nei mesi estivi? Tipo Estate Padernese? Una tristezza infinita, sempre uguale con tendenza al peggioramento di anno in anno. Perchè sparito l’anfiteatro della cava con gli spettacoli musicali. La pro loco che fine ha fatto?

un po’ morta come città la sera dopo le 8. Silenzio totale

non manca il negozio in se’ ma lo spazio vivo che raggruppi servizi e negozi come può essere la via Matteotti a Cusano

I ragazzi quando devono uscire la sera si spostano da Paderno Dugnano e migrano nei paesi circostanti. Una volta per curiosità ho provato a chiedere perchè e la risposta disarmante è stata che “nella nostra città non c’è niente da fare“.

Senza attività e senza commercio una città se non muore quantomeno dorme e purtroppo le due realtà, spesso viaggiano insieme.

Diciamo che per ora potremmo anche fermarci qui. Purtroppo i problemi emersi con il sondaggio sono i soliti già noti a tutti da troppo tempo e mai risolti completamente. Personalmente ritengo che il forzato tentativo di applicare le solite formule non porterà alla soluzione. A Paderno Dugnano occorre vedere le cose ‘andando oltre’, uscendo dagli schemi e cambiando completamente la visuale. E’ come una sorta di Puzzle, il tutto deve essere visto nell’insieme e tutti i pezzi devono incastrarsi al posto giusto. Come emerso dal sondaggio, non si può ad esempio sperare di risolvere il problema del commercio, senza intervenire a livello urbanistico e sociale. Se speri di risolvere il problema dei negozi di vicinato con l’istituzione di un’area pedonale senza avere luoghi di aggregazione o di stazionamento togli ai negozi anche la possibilità di chi ci arrivava solitamente in macchina.

Personalmente devo confessare di essere rimasto piacevolmente colpito dalla partecipazione al sondaggio e dagli interessanti spunti che ne sono emersi. A Paderno Dugnano c’è ancora tanto da fare ma le direttrici principali sembrano ben chiare alla maggioranza dei cittadini. In questo periodo pre elettorale, quando ormai i programmi delle varie forze politiche sono stati definiti, sarà possibile verificare le diverse proposte a soluzione dei problemi elencati.

Personalmente, come già accennato nel corso del post ritengo che sia necessario ‘andare oltre’ ed allargare la visuale da nuove prospettive. Le isole pedonali che funzionano in altri paesi potrebbero non funzionare a Paderno Dugnano a causa della particolare struttura urbana e alla configurazione attuale degli esercizi commerciali.

Anche l’insistenza nel cercare di individuare un centro città ‘comune alle sette diverse frazioni storiche’ potrebbe non essere la soluzione migliore e potrebbe essere più efficace valorizzare i sette singoli centri storici.

Insomma, invece di continuare a guardare il dito si dovrebbe iniziare a guardare la Luna, ma queste sono considerazioni generali che meriterebbero post autonomi, per ora limitiamoci a chiudere ufficialmente l’analisi del sondaggio.

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