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Rho-Monza:l’Ingegnere,i villici e i viaggi nel tempo

In effetti, ripensandoci oggi e dopo aver passato il weekend a visionare siti e documenti dedicati ai problemi connessi con la realizzazione di tunnel automobilistici interrati, ho avuto conferma della prima impressione che mi ha fatto la presentazione dell’Ing. Formichi della Pro Iter, società incaricata da Serravalle di mostrare l’alternativa al progetto preliminare per la riqualificazione della Rho-Monza.

Il modo, o comunque il tono, con i quali l’ingegnere ha presentato il nuovo progetto è sembrato simile a quello del luminare che si rivolge a quattro villici per spiegargli concetti difficili e superiori alla loro capacità di comprensione. Questa impressione si è acuita maggiormente nei due passaggi in cui ha fatto riferimento al fatto che il territorio interessato dal passaggio dell’ecomostro era ambito urbano e che per il trattamento dei fumi si sarebbe dovuta realizzare una struttura pari a una villetta di tre piani. Come dire:tanto il territorio in questione è già ‘sputtanato’ dal passaggio delle attuali tratte viarie che basterebbe allargare, perchè prendersi il disturbo per ordinare la ‘talpa meccanica’ e mettersi a costruire una struttura di estrazione e trattamento fumi???

Non consideriamo quindi il fatto che

 di tunnel se ne fanno in quantità ovunque e in qualunque condizione di terreno senza trovare tutti gli impedimenti che ci sono stati propinati. Il buon Formichi pensa proprio che i padernesi siano così sprovveduti da pensare che in un paese che pretende di costruire un ponte sullo stretto di Messina, fare due buchi lunghi poco più di un chilometro possa costituire un problema? Vero è che se siamo rimasti a 40 anni fa come sembra pensare De Nicola allora tutto si spiega. Comunque, ci vuole tutta a far credere che Paderno Dugnano rappresenta il caso particolare che richiede una fresa per cui ne esistono meno di cinque esemplari al mondo. Inoltre, ogni fase dei lavori è stata ingigantita all’inverosimile. Prendiamo per esempio i lavori preparatori di deviazione del traffico per fare spazio al cantiere. Messa come l’ha presentata l’ingegnere della Pro Iter sembra anche questa un’impresa ai confini della realtà. Peccato che da più di un anno buona parte del Fulvio Testi a Milano, senza eccessivi traumi, ha fatto spazio al centro per il cantiere deviando ai lati l’intenso traffico veicolare.

Insomma, in generale l’altra sera si sono realizzati tutta una serie di paradossi tecnologici, facendoci assistere in diretta a viaggi nel tempo ma confessando di essere in crisi nel fare due buchi sotto terra. Da una parte infatti l’Ingegner Formichi ci ha portato indietro di un anno al febbraio del 2009 quando si è discusso del progetto preliminare della riqualificazione della Rho-Monza e De Nicola lo ha addirittura superato, facendoci tornare al lontano 1969 quando l’uomo è arrivato sulla luna.

D’altra parte invece si è confessato di essere tecnologicamente in crisi nel deviare il traffico veicolare per far spazio a un cantiere, di non sapere come trattare fumi comunque ‘forzati’ o ‘forzabili’ e di aver difficoltà a reperire gli strumenti idonei a fare i due tunnel. Lasciamo poi perdere la chicca della serata dove quasi quasi si arrivava a dimostrare che far sparire sotto terra migliaia di veicoli al giorno lasciava comunque immutati in superficie smog e rumore.

Anzi, si arrivava a peggiorare la situazione a causa dell’intenso traffico di camion destinati al trasporto dei materiali e alla rimozione terra. In questo ultimo passaggio mi è veramente sembrato di assitere allo show dell’imbonitore che in occasione della festa del villaggio veniva a proporre alla folla dei villici, tisane che in realtà spacciava per balsami ed elisir miracolosi.
Insomma, visto il generale stato di confusione nel quale sembrano essersi impantanati ‘i tecnici’ con la ‘T’ maiscola che l’altra sera ci hanno presentato il progetto alternativo, ecco alcuni documenti interessanti dai quali possono trarre qualche indicazione (P.S. per restare in tema di paradossi, alcuni dei documenti proposti sono stati redatti dallo stesso ing. Formichi):

Finanziamenti e trattamento fumi:
http://www.larena.it/dossiers/Dossier/258/931/139646/
In evidenza:
“…I progettisti spiegano che le soluzioni in galleria offrono netti miglioramenti da un punto di vista ambientale rispetto alle costruzioni all’aperto”
“…«innovativo sistema di filtrazione e aspirazione elettrostatica dell’aria in uscita della galleria» in grado di raggiungere alte percentuali di abbattimento del particolato sospeso totale (Tsp) formato principalmente da polveri comprese tra Pm2,5 e Pm10. Sistemi di filtrazione già in funzione in tunnel europei quali Graz, Madrid e Oslo e anche in Italia, a Cesena anche denominato «ecotunnel» per la sua compatibilità ambientale.”

Trattamento fumi (Eco Tunnel – chissà perchè si chiama così)
http://www.comune.cesena.fc.it/CesenaInforma/s-2008.pdf
In evidenza:
“E sopra la galleria fiorirà un parco
“…svolgerà un ruolo fondamentale anche l’ecotunnel della Secante, che, grazie ai sofisticati impianti per l’aspirazione delle Pm10 collocati al suo interno, permetterà di preservare ulteriormente l’aria che respiriamo ogni giorno.”

Bastava che l’Ing. Formichi copiasse dagli appunti
http://fiaccola.it/pdf/articoli/2006-06_tunnel.pdf
In evidenza:
“…un asse principale formato da due gallerie di circa 4 km (scavate
con TBM
)”

Aggiornamento del tunnel milanese
http://milano.repubblica.it/dettaglio/tunnel-il-comune-avanti-col-progetto-sara-percorso-da-110mila-auto-al-giorno/1614682
In evidenza:
“…Spostare 110mila automobili al giorno sottoterra significa migliorare la qualità dell’aria, aumentare la velocità del traffico, diminuire l’inquinamento acustico e favorire il trasporto pubblico di superficie.”
“…un sistema moderno di purificazione dell’aria: «I gas prodotti all’interno del tunnel saranno raccolti e resi innocui mediante trattamento prima di essere espulsi».”

Il tunnel di Monza
http://www.universovino.com/Documenti/Tunnels%20in%20Lombardia/Storia%20del%20tunnel%20di%20Cinisello-Monza.pdf
In evidenza:
“Il tunnel avrà un impianto di disinquinamento che ridurrà tutto lo smog del 60-70 percento.”

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