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Rho-Monza: tiriamo le somme

pensieroso.pngLa conferenza dei servizi che si è consumata oggi al Provveditorato delle opere pubbliche e che ha visto l’ampia partecipazione dei cittadini non è stata, come avrebbe dovuto essere, l’atto finale di una vicenda durata più di 5 anni. Oggi ufficialmente nulla si è deciso ma ciascuno ha riposizionato le proprie pedine per la mossa finale che presumibilmente è stabilito debba essere giocata entro il termine ultimo del prossimo 30 settembre.

Serravalle per prima ha giocato la mossa a sorpresa di proporre un progetto rivisto che non è stato condiviso con nessuna delle parti coinvolte, tantomeno con i cinque comuni interessati. Sostanzialmente, il nuovo progetto di Serravalle per la tratta padernese prevede lo stralcio dell’arco del ponte strallato di 80 metri allungandone la tratta, evitando così l’occupazione di via Generale Dalla Chiesa e la rotonda del Mornati con le strutture necessarie alla sopraelevata. Altro particolare rilevante nel progetto modificato presentato da Serravalle è l’eliminazione della complanare in direzione est, eliminando di fatto il secondo ponte sul Seveso. Come ciliegina sulla torta Serravalle ha concluso sostenendo che comunque l’impatto padernese coinvolge esclusivamente una zona a vocazione industriale. Hanno preso il posto dell’assessore provinciale De Nicola?

A proposito. La sorpresa più eclatante l’ha riservata proprio il nostro storico Assessore Provinciale con deleghe a Infrastrutture – Viabilità e trasporti – Mobilità ciclabile – Opere pubbliche stradali Custer De Nicola (quello della sparata che Paderno non è Capri – tanto per intenderci). La prima affermazione del nostro assessore sembra sia stata: “Non devono essere i cittadini a pagare“. Fondamentalmente, la Provincia sostiene il progetto nel suo insieme, ma il Governo dovrebbe trovare i finanziamenti necessari a realizzare l’interramento per Paderno Dugnano. Anche Custer De Nicola sembra ormai essersi convinto che l’opera mancherà clamorosamente l’appuntamento con Expo e quindi il fattore tempo cessa di essere una discriminante. C’è quindi tutto il tempo per fare l’opera ma, “con cum grano salis”. Insomma, a sorpresa Custer De Nicola è passato come Kevin Costner in “Balla coi Lupi” dalla parte degli indiani. Adesso cosa dobbiamo fare? Lo ribattezziamo Costner De Nicola?????

Nessuna sorpresa invece dai rappresentanti dei Comuni che apparentemente compatti hanno sostenuto la proposta di stralciare il lotto 1 (Paderno) ed usare il resto delle risorse per il resto. Qui forse è stato commesso un piccolo errore strategico in quanto i lotti 1 e 2 sono di competenza Serravalle e quindi, come poi rimarcato dai vari interlocutori, per le implicazioni che ha con le concessionarie ed i tratti autostradali in esercizio, non può prevedere lo stralcio del solo lotto padernese. In particolare, come ribadito dall’ispettorato di vigilanza non è pensabile lo stralcio di una parte del progetto, anche se fino ad ora si era sempre parlato del fatto che Expo necessita del lotto 3 e non di altro. Insomma, forse i Comuni compatti avrebbero dovuto osare di più e insistere sullo stralcio congiunto dei lotti 1 e 2, a favore della distrazione delle risorse disponibili per il completamento nei tempi stabiliti da Expo solo per il critico lotto 3. Il tutto sembra comunque complicato dal fatto che provvedimenti della struttura d’ispettorato di vigilanza del ministero delle infrastrutture impongono che il lotto Aspi (ndr. il mitico lotto 3) deve obbligatoriamente agganciarsi ad altra infrastruttura autostradale. Quindi lo stralcio proposto del lotto 1 risulterebbe di fatto irrealizzabile.

A complicare ulteriormente il tutto sembra inoltre che i 55 milioni di euro stanziati dal decreto del Fare per l’interramento zona ferrovia Novate, siano vincolati dalla prescrizione dell’intervento da parte della Conferenza dei Servizi e dall’approvazione dello stesso entro il prossimo 5 ottobre. Ulteriore elemento a favore dell’accelerazione dell’intera procedura.

Nota rilevante sembra essere stato l’intervento per conto del Comune di Milano effettuato dall’arch. Redaell, che ha dato parere favorevole senza nessuna prescrizione, lodando l’opera. Insomma, finché si tratta della Metropoli la lungimirante giunta Pisapia si preoccupa di estendere l’area C, riempire la città di piste ciclabili e abbondare con le domeniche ecologiche. I peones di periferia possono invece passare tranquillamente a miglior vita gasati dai fumi di scarico. Complimenti per la coerenza 🙁

In generale, il più convinto che vi sia ancora la possibilità che si realizzi il tutto in tempo x Expo sembra essere stato il dott. Maione del Provveditorato OO.PP.

Insomma, come previsto e già abbondantemente evidenziato sono in molti e di grosso calibro a spingere perché l’intera opera parta e anche in fretta. Così a spanne sembrerebbe (come del resto era già stato dichiarato in passato e ribadito oggi dall’assessore De Nicola) che l’unica soluzione perché l’opera nel tratto padernese venga realizzata come auspicato da Comitati e Cittadini, sia che a livello centrale vengano reperiti i finanziamenti necessari.

Nel frattempo, la data del 30 settembre è stata confermata come termine ultimo entro la quale tutti si sono detti concordi nell’auspicare che si concluderà il processo, in modo da iniziare con i lavori. Purtroppo la frana iniziata oltre 5 anni fa è più che mai in corso, il tempo stringe e le possibilità di manovra si restringono sempre più. Insomma, mi fa piacere l’ottimismo espresso dal sindaco Alparone e dal vicesindaco Bogani nel loro ultimo comunicato stampa, ma stante lo scenario appena descritto ho come l’impressione che “Mala tempora currunt”.

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