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Rho-Monza: parole, parole, parole

nubi.jpgL’altra sera come immagino altri colleghi dei media ho ricevuto i comunicati degli onorevoli Casati e Cimbro per il PD e il risultato dell’incontro dell’onorevole De Rosa per il movimento 5 Stelle, con il Ministro dell’ambiente Orlando, il quale sembra si sia dichiarato stupito del fatto che il CCIRM non abbia esposto il suo progetto per l’interramento in sede di tavolo tecnico (da lui voluto e probabilmente, alla luce dei fatti, non sufficientemente definito).

Mettendo insieme il tutto e, avendo probabilmente raggiunto la saturazione, all’improvviso mi è risuonato in testa il ritornello della famosa canzone di Mina & Alberto Lupo ‘Parole Parole’.
Il ritornello in questione recita così:

Caramelle non ne voglio più
Le rose e violini/ questa sera raccontali a un’altra,
violini e rose li posso sentire/ quando la cosa mi va se mi va,

Parole, parole, parole, parole parole soltanto parole, parole tra noi

Insomma, alla fine ho deciso di lasciare ad altri Le rose, i violini e la conseguente pubblicazione dei soliti comunicati perchè in sostanza …la sostanza continua a mancare e restano solo le solite vuote parole.
Ci si può dichiarare amareggiati per l’esclusione del comitato (e quindi dei cittadini) dal tavolo tecnico, si può auspicare che il progetto interramento venga discusso allo stesso tavolo tecnico al quale dovrebbero essere ammessi con pieno diritto i rappresentanti del comitato dei cittadini, ma alla fine purtroppo, mancano i fatti.

Delle parole immagino siamo tutti stanchi e da anni si attendono azioni concrete. Da semplice cittadino per esempio continuo a chiedermi, al di là delle dichiarazioni ufficiali (parole, parole), cosa è effettivamente accaduto solo poche settimane fa con la Mozione del 5 stelle De Rosa, prima appoggiata dagli onorevole Casati e Cimbro e successivamente bocciata dallo stesso PD. Non per drammatizzare e osare paragoni proporzionalmente differenti, ma lo sgambetto, mi è sembrato molto simile a quello orchestrato alle ultime elezioni del Presidente della Repubblica con l’ormai storico tradimento dei 101.

Insomma, tutti d’amore e d’accordo, la possibilità di mettere finalmente (ancora una volta) dopo 5 anni la parola fine alla vicenda Rho-Monza a livello centrale, accordo di alcuni onorevoli del PD con il M5S (rarità) e poi alla prova dei fatti, la dirigenza PD cambia strada e lascia aperti i giochi. Lasciamo stare anche il casino delle motivazioni, con la Rho-Monza che torna questione locale e metrotramvie locali che all’improvviso non lo sono più.

Insomma, fino a questo momento un profluvio di parole, sdegno e buone intenzioni, alla prova dei fatti, l’unico esponente del Comitato Pro Interramento, l’architetto Fabrizio Allegro, bloccato sull’uscio dell’ennesimo democratico tavolo tecnico e rispedito a casa senza tanti complimenti. Non c’è che dire, una bella differenza tra parole e atti concreti.
Come nella canzone di Mina immagino che i cittadini di paderno siano effettivamente stanchi delle caramelle e vogliano ora come non mai azioni concrete e risultati.

Al momento l‘unica semplice, sacrosanta e concreta possibilità è quella di ammettere senza se e senza ma i rappresentanti e i tecnici del Comitato Cittadino al tavolo tecnico fortemente voluto dal Ministro Orlando.

Sentire nuovamente dileggiare i cittadini come avvenne a suo tempo dall’ormai tristemente famoso De Nicola (autore dell’infelice uscita che Paderno non è Capri), da rappresentanti istituzionali che sarcasticamente commentano come grazie alla riqualificazione della Rho-Monza Paderno Dugnano avrà un sacco di alberi in più, è veramente rivoltante.

Questi signori non hanno capito e ancora non capiscono il semplice ma fondamentale concetto che sono al servizio dei cittadini, non dei propri interessi o di quelli degli amici degli amici. Ormai è chiaro anche ai sassi che in un paese lento come il nostro le tempistiche per agguantare Expo non ci sono e forse, nemmeno i soldi, ma a questo punto sembra che l’importante sia solo iniziare a tutti i costi per avviare il complesso meccanismo dei finanziamenti e dei favori rispettati.

Serravalle, una società che non ha i soldi per procedere, che non ha presentato nemmeno un programma delle tempistiche, che ha sempre mostrato di trattare i cittadini padernesi come selvaggi da abbindolare con specchietti e collanine ma che guarda caso, è in buona parte proprietà di questi stessi cittadini, continua arrogantemente a porre condizioni e ad atteggiarsi a deus ex machina, quando nemmeno il suo presidente Agnoloni mostra di conoscere i dettagli dell’intera vicenda.

Lasciamo stare le varie comparse del Ministero delle Infrastrutture sia nella sua versione centrale sia in quelle locali, solamente impegnati nel recitare la parte che gli è stata assegnata.

Insomma, la misura è colma, i cittadini stanchi e la pazienza al limite. Tutte le patetiche controfigure di pseudotecnici e cialtroni, che fin qui hanno affollato la scena meritano solo di essere istituzionalmente spazzate via alla prima occasione.

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