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Rho-Monza e la continua riscoperta dell’acqua calda

Ieri sui blog locali la giornata è stata fondamentalmente dedicata all’argomento della prevista (e scellerata) riqualificazione della Rho-Monza.
Fondamentalmente le discussioni  si sono sviluppate intorno a a due argomenti principali, uno recentissimo e uno datato 2009.
Per meglio far comprendere il ragionamento che  esprimerò nel seguito, voglio comunque prima anticipare l’esempio di una pubblicità che sta circolando in questi giorni sui principali media e promossa dal Ministero per le pari opportunità. Di seguito il video dello spot che sicuramente molti di voi riconosceranno e al termine del quale immagino, molti intuiranno già dove voglio andare a parare 😉

Sovrapponendo quindi l’attuale situazione della vicenda Rho-Monza con lo spot appena proposto mi viene da dire:

– cosa me ne frega di quando ha avuto inizio l’intera storia?
– cosa me ne frega di chi c’era al governo 2/3/4 anni fa quando è partita?
– cosa me ne frega dei filmati e dei documenti dell’epoca?

Guarda un po’ a me interessa come andrà a finire, chi ci sarà quando finirà e cosa avrà fatto per determinare il finale dell’intera storia.

Certe volte la vicenda ha assunto e ancora assume contorni surreali. Basta andare su google ed effettuare una semplice ricerca per trovare abbondanti documenti che testimoniano come tutto sia iniziato in epoca Penati.
Un paio di esempi con dovizia di particolari?
Eccoli (e non sono nemmeno i più significativi tra le decine disponibili):
http://fiaccola.it/pdf/articoli/106.pdf
http://www.urbanfile.it/index.asp?ID=3&SID=644

Quindi? Abbiamo riscoperto l’acqua calda? Sarà stata ripetuta milioni di volte l’intera storia della riqualificazione Rho-Monza, sarà stato evidenziato miliardi di volte come nel 2009 La giunta Massetti, a differenza degli altri comuni interessati, avesse posto dubbi su due importanti criticità ambientali, tra cui il tratto di affiancamento con la Milano-Meda chiedendo proposte alternative. Motivi di propaganda in vista delle elezioni? E allora? Ti interessa se l’autista dell’ambulanza che sta portando tua moglie in ospedale assomiglia più a sua madre o a suo padre?

L’importante è che comunque nel 2009 nasce un comitato cittadino, ottiene l’appoggio dell’allora amministrazione e si ottiene il tavolo tecnico.
Passano le elezioni, cambia la giunta, cambiano i colori del cadreghino e passano mesi prima che i nuovi arrivati decidano di dare nuovamente credito ai comitati cittadini. Tic tac, tic, tac, nel frattempo il meccanismo messo in atto da Serravalle e Provincia, ora con colori differenti, continua il suo percorso.
Parte finalmente il tavolo tecnico, altre elezioni in vista. Improvvisamente e in modo inaspettato (???) subito dopo le elezioni ramministrative il tavolo tecnico termina in modo repentino e poco limpido. Presentazione pubblica del progetto ai peones di Paderno Dugnano da parte del Generale Custer De Nicola senza diritto di replica. Quattro storielle senza fondamento, tre specchietti e due perline e chiuso il discorso. Si torna indietro di un anno al progetto preliminare con un leggero allungamento del cannolone di plastica (v. Galleria Fonica). Curioso il fatto che l’assemblea in questione ha rappresentato l’unico episodio nel quale l’assessore De Nicola, forte del fatto che il pubblico non avesse diritto di replica, ha avuto il coraggio di guardare in faccia i cittadini di Paderno Dugnano. Successivamente ha evitato come la peste qualsiasi altra occasione di confronto. Fulgido esempio di convinzione nella solidità delle proprie argomentazioni, amante del confronto e della sana dialettica politica.

Tic tac, tic, tac, passa altro tempo, i comitati raggiungono Roma e organizzano un’assemblea storica alla quale partecipano anche onorevoli di Camera e Senato. Serata rigorosamente in rosso ma non perchè fosse voluto così,  semplicemente la maggior parte degli invitati in Blu e Verde hanno declinato l’invito. Ora, se per scelta faccio mancare certi colori ottenendo una dominante del colore restante, non posso avere anche la faccia di tolla di dichiarare che l’evento era stato organizzato da simpatizzanti della sinistra per politici della sinistra.

Tic tac, tic, tac il perverso meccanismo ha continuato la sua corsa e sono arrivate le raccomandate degli espropri. L’amministrazione convoca espropriandi e cittadini per comunicare lo stato della situazione ma omette un paricolare non indifferente, relativo alla già avvenuta pubblicazione di un bando di gara con scadenze precise. I tempi e le date sono quelle, tornate indietro ai due link che vi ho proposto qui sopra:

Avvio cantieri : giugno 2012 
Termine dei lavori: 2014
Tempo indicato sul bando di gara per la realizzazione delle opere:  862 giorni = 2 anni e 4 mesi
Se tanto mi da tanto, aggiungendo 2 anni e 4 mesi al giugno 2012 arrivo pressapoco intorno all’ottobre 2014.
Toh, giusto giusto in tempo.

Fino a qui quindi abbiamo giocato e nemmeno una rotella dell’intero ingranaggio ne ha risentito? Tic, tac, tic, tac. Tutto continua ad avanzare inesorabilmente e c’è ancora chi perde tempo a guardarsi indietro????? C’è gente che da anni si sta ‘sbattendo’ come dannati e sta cercando di far di tutto per ingrippare il meccanismo e c’è ancora chi sta a cavillare sul colore delle bandiere sventolate, su chi guida i camion vela o su chi attacca i manifesti??? Ti interessa sapere se l’infermiere che porta tua moglie in sala operatoria calza di scarpe il 42 o il 43? Per quanto mi riguarda a sbandierare potevano esserci anche i  boys scout o i fans di Renato Zero. L’importante e che tutti remassero nella stessa direzione verso il fine comune.

Spesso nell’ambito lavorativo mi è stato chiesto di portare a termine progetti iniziati e ideati da altri. Mi è stato chiesto se mi sentivo in grado di farlo e se accettavo l’incarico. Dopo aver accettato, a volte ci sono riuscito e a volte ho fallito. Anche fallendo, ma avendo dimostrato di aver sinceramente fatto tutto il possibile nulla mi è stato imputato. Diversamente è andata quando ho cercato di fare il furbo. Sono regole universali, lezioni di vita. Ma mai una volta ho giustificato l’eventuale fallimento dando la colpa a chi mi aveva preceduto. Quando ho accettato volontariamente l’incarico mi sono assunto la responsabilità della mia scelta e del conseguente risultato.

Ancora oggi dopo due anni a Paderno Dugnano c’è ancora chi si guarda indietro dicendo: ah ma la colpa era di chi c’era prima con Penati. MA COSA ME NE FREGA? Ma come diavolo si fa ad andare avanti continuando a guardarsi indietro? Attenzione che in questo modo prima o poi si va a sbattere. Serpeggia forse il dubbio di non potere (o volere) portare a buon fine la vicenda e ci si prepara il cuscino per rendere meno duro l’atterraggio?

Ricordate? Tic, tac, tic, tac, il mostro o meglio l’ecomostro non aspetta nessuno. Mi spiace per chi si è assunto l’onere/onore di guidare la locomotiva. Quanto accadrà con la Rho-Monza, positivo o negativo che sia sarà imputabile solo a lui. Se avrà sinceramente fatto di tutto per evitare il disastro nulla gli si potrà imputare, se avrà fatto il furbo ne pagherà le politiche conseguenze. Inutile continuare a passare dal via, l’obiettivo è avanti.

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