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Rho-Monza: anche Ezio Casati si esprime sulle ultime novità

A seguito di quanto emerso durante l’ultimo incontro del tavolo tecnico con le parti e i comitati cittadini interessati dalla prevista riqualificazione della Rho-Monza, si è espresso anche il Vicepresidente del Consiglio Provinciale di Milano Ezio Casati attraverso il seguente comunicato stampa:

 

COMUNICATO STAMPA di

EZIO CASATI, vicepresidente del Consiglio provinciale di Milano

Rho-Monza, Casati (Pd): “Non finiamo con le spalle al muro”

Le notizie che arrivano da Serravalle sull’ammodernamento della Rho – Monza non mi lasciano per nulla tranquillo. La preoccupazione aumenta perché conosco la tecnica di allungare i tempi e decidere all’ultimo momento. Non lascia spazio alla riflessione e obbliga i soggetti coinvolti, ormai con la schiena la muro, ad accettare qualsiasi condizione, anche la più dolorosa”. Così interviene Ezio Casati, vice presidente del Consiglio provinciale milanese, in merito alla Rho-Monza.

Plaudo al lavoro dei Comuni e dei Comitati – aggiunge Casati – la loro iniziativa, coronata dalle delibere delle Giunte che approvano il progetto uscito dal tavolo tecnico intercomunale, è una presa di posizione chiara, pienamente condivisibile e non retrocedibile”.

Se l’apertura di un tavolo tecnico in Serravalle – continua Casati – è una scelta utile, è invece del tutto assurdo arrivare al 13 di ottobre, quando due giorni dopo si conclude l’appalto del vecchio progetto. Tempi di decisione così stretti, mi paiono un rischio che non possiamo correre. Io chiamo in campo la politica, trasversalmente, affinché tutti insieme si lavori per modificare un progetto che non si può e non si deve realizzare.

Oltretutto mi urta ancora di più pensare che il “Mostro”, come lo chiamo io e come lo chiamano i padernesi, viene imposto alla comunità da un ente che fra due anni, se il progetto di legge costituzionale arriverà a compimento, sarà cancellato dal quadro istituzionale”.

Propongo di usare questo mese che manca – conclude Casati – perché, assieme e senza tentennamenti, si facciano tutte le pressioni possibili per la tutela del nostro territorio, anche arrivando a chiedere la cancellazione del progetto del tratto Paderno – Novate. Se il pericolo è quello di rinunciare al finanziamento statale, ritengo sia più saggio rifiutare i soldi piuttosto che spenderli male”.

 

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