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Quartieri&C: Si fa in fretta a dire largo ai giovani in politica

Proclamare che c’è bisogno di rinnovamento in politica e che questo possano portarlo solo i giovani sembra essere diventata una moda simile a quella di dare un nome idiota agli anticicloni africani, dichiarare che non ci sono più le mezze stagioni, proclamare le allerte caldo, maltempo ed esodo festivo: la fiera delle banalità insomma.

Lo spunto della considerazione arriva dall’ennesima defezione nei quartieri cittadini che ha visto protagonista la presidente del Consiglio di Quartiere Paderno Laura Colpani. In effetti non si tratta proprio di una novità in quanto già un anno fa da questo blog, con questo post del 23 giugno 2011 (QUI) avevo anticipato gli stessi motivi con i quali la ormai Ex presidente del consiglio di Paderno ha giustificato le proprie dimissioni.

Ricordiamo che la stessa Colpani aveva dato il via al primo episodio che ha poi motivato la nascita del discusso osservatorio sui quartieri (QUI). Lasciamo perdere il discorso comune ai diversi presidenti dimissionari e riguardante la necessità di garantire un turn over e dare la possibilità ad altri giovani di mettersi alla prova, che collochiamo parimenti nella schiera delle banalità . Se si fosse voluto garantire il suddetto turn over lo si sarebbe fissato in un momento preciso del mandato e sarebbe stato sincrono per ogni consiglio di quartiere (diciamo a metà mandato).

Lo stesso primo cittadino ha dichiarato che si fa in fretta a dare contro ai giovani che invece andrebbero sostenuti e motivati. Vero, d’accordissimo. Lui per primo e la sua giunta avrebbero dovuto dare l’esempio invece i quartieri e i loro componenti fin dall’inizio sembrano essere strati abbandonati a se stessi.

C’è comunque da ammettere che tra i diversi schieramenti politici locali, quello di maggioranza, seppur in modo anomalo, è quello che maggiormente ha dato spazio ai giovani. Non considererei infatti anziani un Ghioni o una Caldan ai quali ha comunque affidato cariche di rilievo. Di contro, ha abbandonato completamente a se stessi i presidenti dei consigli di quartiere, perdendo secondo me strategiche posizioni e ai numerosi giovani che siedono effettivamente in Consiglio Comunale ha semplicemente affidato un ruolo di comparse.

L’opposizione invece pur dichiarando le stesse cose si presenta in consiglio comunale con rappresentanti ultradatati. Intendiamoci, va bene l’esperienza e la gavetta ma se ogni giovane del PD prima di raggiungere i banchi del Consiglio Comunale o una carica di rilievo, tra gavetta e militanza attiva deve arrivare ad avere almeno ottant’anni, c’è qualcosa che non funziona.

Insomma, da una parte i giovani nella maggior parte dei casi non li si è saputi gestire/valorizzare, dall’altra parte non li si è saputi utilizzare se non come manovalanza con la scusa della necessità di far gavetta.

Tra tutti i movimenti politici esistenti solo il Movimento 5 Stelle sembra aver puntato seriamente sui giovani. In ogni caso, localmente, con il discorso giovani torniamo a quello dei consigli di quartiere che sulla distanza, si sono dimostrati esperienza fallimentare tanto per la destra quanto per la sinistra. A destra come già detto per la duplice combinazione e da parte della giunta, di averli voluti controllare e non valorizzare e, da parte di alcuni presidenti dall’aver considerato il mandato come temporaneo trampolino verso più agognati traguardi.

Da parte dell’opposizione invece per non aver saputo, in seno ai singoli Consigli, fare quello per cui erano preposti e cioè: controllare e proporre. Non per nulla attualmente l’opposizione si sta presentando ai singoli quartieri con iniziative autonome di ascolto, abbandonando di fatto i propri rappresentanti in seno agli organi ufficiali dei Consigli democraticamente eletti. Insomma, il solito generale pasticcio.

Sia mai che un governo tecnico anche a Paderno Dugnano, senza la fissa del cadreghino, sarebbe finalmente in grado di mettere un po’ di ordine?

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