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Quartieri…purtroppo la strada è ancora lunga

Sul sito del Comune anche i Consigli di Quartiere si sono ricordati di fare gli auguri alla cittadinanza, peccato che gli stessi (almeno alcuni) continuino invece a dimenticarsi di rispettare l’impegno che si sono assunti e di fare il loro dovere, come per esempio compilare in modo esauriente e completo i verbali dei Consigli di Quartiere ufficiali.

Nell’Ottobre 2009, in occasione della ridefinizione dei singoli Consigli di quartiere i vari presidenti eletti erano stati chiamati sulla Calderina a fornire una piccola presentazione degli obiettivi principali del loro mandato.

Queste le parole dell’esordiente presidentessa del Consiglio di Quartiere di Paderno Laura Colpani:

LE PRIORITÀ DEL QUARTIERE PADERNO
“Non ritengo di dover evidenziare come prioritario un problema specifico. Come Consiglio di Quartiere cercheremo di analizzare e risolvere tutte le problematiche che ci saranno sottoposte, fungendo da punto di riferimento per i nostri concittadini. Ritengo però che l’annosa questione riguardante l’interramento della Rho-Monza debba avere la priorità assoluta sul resto e a questa questione ci dedicheremo già da ora”.

Ritengo però che l’annosa questione riguardante l’interramento della Rho-Monza debba avere la priorità assoluta sul resto? E in un momento della vicenda particolarmente critico come quello attuale ci dimentichiamo di verbalizzare quanto sull’argomento è stato discusso ufficialmente in un Consiglio di Quartiere?

Il vizietto di stilare spannometricamente i verbali dei Consigli di Quartiere non è comunque un’esclusiva recente del solo Consiglio di Paderno. Esiste infatti una lettera della Grillina Silvana Carcano che contesta un verbale di quello di Palazzolo nei primi mesi dell’anno ormai scorso e alla quale, non mi risulta sia mai stata data una risposta pubblica.
 
Da questo blog già dallo scorso autunno erano state evidenziate significative anomalie nella gestione dei Consigli di Quartiere, istituzioni che molti si ostinano a minimizzare, declassandoli ad aree di sosta per politici in erba o a soluzioni per rispondere a equilibri politici di livello minore tra le mosse di Palazzo.
Con queste premesse è ovvio che davanti a evidenti mancanze nel compito che i vari rappresentanti di quartiere si sono assunti il tutto venga giustificato sia rifacendosi alla scarsa considerazione e peso di cui i parlamentini sono investiti, sia evidenziando il fatto che si tratti di volontari non retribuiti. Ripeto come già fatto una volta su questo stesso blog: anche i volontari della Croce Rossa sono tali e non retribuiti, ma questo non li giustifica a intervenire solo quando ne hanno voglia. Altro esempio??? Ho visto verbali di assemblee condominiali sicuramente più completi e precisi della maggioranza di quelli dei Consigli di Quartiere pubblicati sul sito comunale.

Peccato che la Calderina di Ottobre 2009 salutava l’inizio della nuova avventura dei Consigli di quartiere con le seguenti parole:

I Quartieri muovono i primi passi
Sono stati eletti, all’interno di ogni Consiglio di Quartiere, presidente e vicepresidente, chiamati ad un compito istituzionale molto importante in quanto punti di riferimento per la cittadinanza che, proprio nel Quartiere, potrà trovare un primo interlocutore e un’occasione importante di confronto e dialogo sulle varie problematiche.”

E’ vero che alcuni deboli segnali a seguito della lettera aperta che avevo scritto (qui e alla quale non è mai stata data una risposta ufficiale) qualcosa sembrava essersi mosso. Se non altro, con vari stratagemmi i vari consigli di quartiere hanno riorganizzato il meccanismo d’incontro con i cittadini. Inoltre, evidenziando la probabile necessità di fornire un supporto al lavoro dei Consigli di Quartiere, proponendo aree d’intervento e promuovendo una maggior partecipazione dei cittadini, con grave disappunto di Zaira Delizi, consigliere delegata dal Sindaco Alparone alla Partecipazione, il cittadino Gianni Rubagotti ha dato vita all’Osservatorio sui Quartieri.

Dai primi risultati raccolti proprio dall’Osservatorio sembra comunque presente un’eccessiva pressione a livello centrale destinata a tarpare qualsiasi iniziativa decentrata. E’ anche vero che il rapporto sui quartieri promosso dall’osservatorio sembra contemporaneamente evidenziare sostanziali differenze di competenza, attenzione, ascolto e iniziativa, tra i diversi responsabili dei parlamentini decentrati.

Insomma, sembra che i Consigli di Quartiere stentino ancora a decollare e non si capisce se il motivo è legato all’eccessiva pressione esercitata da Palazzo, alla scarsa preparazione/interesse dei membri dei Consigli o a una combinazione di entrambe.

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