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Poche idee per Paderno Dugnano

50-gericault-la-zattera-della-medusa-1818L’altra sera, per curiosità ho deciso di partecipare come spettatore all’evento ‘Un’idea per Paderno’ promosso e organizzato dal blogger Arcari.

In totale all’iniziativa hanno partecipato una sessantina di persone: i soliti noti esponenti politici e rappresentanti delle associazioni da una parte che hanno animato gli interventi e i soliti noti esponenti politici e rappresentanti delle associazioni dall’altra, intervenuti immagino come me con la speranza di sentire qualcosa di nuovo, coraggioso, innovativo. In mezzo il nulla, nel senso che le facce nuove, i giovani e soprattutto le rappresentanti del gentil sesso erano in numero veramente esiguo.Insomma, un conviviale raduno tra vecchi conoscenti.

Purtroppo le speranze della platea, almeno valutando le espressioni e i numerosi sbadigli sembrano essere andate deluse. Almeno, personalmente considerate le premesse speravo in qualcosa di differente. Purtroppo nella maggior parte degli interventi si è trattato di una costante ripresentazione dei problemi piuttosto che della proposta delle soluzioni possibili e quando queste sono arrivate, riguardavano situazioni contingenti e ambiti limitati.

Fondamentalmente, lo svolgimento della serata è stato a senso unico in quanto gli interventi di presentazione dei promotori hanno di fatto esaurito il tempo disponibile, rendendo impossibili interventi estemporanei di dibattito e approfondimento.

L’unico vero intervento in tema con la serata e tutto sommato innovativo rispetto alla linea piatta dell’evento mi è sembrato quello del coordinatore cittadino del PD Oscar Figus. Altri sprazzi di vitalità e contenuti sono arrivati anche dagli interventi dell’ex sindaco Gianfranco Massetti e dal consigliere Mauro Anelli.

Altri interventi che attendevo con curiosità e che probabilmente avrebbero potuto fornire un contributo interessante,  erano quelli di alcuni soggetti  indicati nel volantino di presentazione dell’iniziativa tra i convocatori dell’assemblea, ma che stranamente sono mancati, almeno sul palco.

Sostanzialmente mi è parso il remake di iniziative di ascolto e confronto già avviate da tempo sul territorio da altri movimenti, liste e gruppi politici. Ormai i problemi che affliggono la nostra città sono noti e stranoti a tutti già da tempo. Alcuni hanno già provveduto a individuare priorità e possibili linee di azione. Sostanzialmente, l’evento di ‘Un’idea per Paderno’ tenta di ripercorrere, in ritardo, percorsi analoghi già avviati da tempo da altri soggetti. Non sarebbe stato maggiormente proficuo un tentativo preliminare di confrontarsi/coordinarsi con altre iniziative simili già avviate per dare vita veramente a un proficuo incontro generale di programmazione?
Purtroppo, come temevo ed esternavo già in un altro post (qui) temo che si stia per ripetere per l’ennesima volta lo stesso copione all’italiana e perdendo un’occasione.

La situazione attuale è quella di diverse realtà con programmi convergenti ma che viaggiano parallelamente fino al momento delle elezioni, in occasione delle quali ciascuna proporrà il proprio candidato sindaco e il proprio programma. Nel caso peggiore l’eccessiva frammentazione del fronte favorirà il perdurare della situazione politica esistente, nel caso migliore darà vita alla solita fragile coalizione. Fragile perché priva del necessario periodo di rodaggio e condivisione di intenti e programmi che avrebbero potuto anticipare le discussioni e le divergenze, che  successivamente e inevitabilmente andranno a rallentarne, se non pregiudicarne, l’effettiva esecuzione.

Stando all’intervento di chiusura, l’idea dovrebbe essere quella di dare seguito alla serata trascorsa, organizzando ulteriori eventi monotematici, destinati ad approfondire ulteriormente i temi trattati ed esaminando le possibili soluzioni adottabili. Cosa dire di più? Un lavoro che forse andava comunque fatto e che Arcari ha cercato di eseguire al meglio lanciandosi nell’ennesima nuova (???) battaglia. Non mi resta che augurargli buon lavoro e … in bocca al lupo.

Considerata comunque la premessa penso purtroppo che la sperata e attesa  scintilla del “Siate affamati. Siate folli”,  in grado veramente di fare per una volta la differenza non scaturirà da qui.

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