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PIL ovvero indice di Peggioramento Interno Lordo

In questi giorni di crisi globale tutti continuano a riferirsi al PIL (Prodotto Interno Lordo) come a uno dei principali indicatori del benessere di un paese. Un articolo del Corriere della Sera addirittura porta ad esempio il caso del Belgio, unico paese europeo senza governo e con il PIL in crescita costante.

Eppure nessuno sembra soffermarsi a considerare che il PIL di un paese cresce anche quando aumentano gli incidenti stradali sulle nuove autostrade, se ci spostiamo in automobile inquinando invece che a piedi o in bici, se condiamo la pasta con passata industriale invece che con i pomodori dell’orto, se copriamo con una bella colata di cemento un campo di grano per costruire l’0ennesimo capannone sfitto o infrastrutture inutili invece che dedicarlo alla coltivazione di ortaggi da parte di pensionati o da un gruppo d’acquisto soldale o popolare.Anche la Rho-Monza a 14 corsie contribuirà ad aumentare il PIL e quindi la ‘ricchezza’ del nostro paerse. Anche il possibile inceneritore al Villaggio Ambrosiano contribuirà a un incremento del PIL.

Insomma, il PIL è un indice che cresce proporzionalmente alla devastazione del territorio e alla realizzazione di fattori peggioranti la qualità di vita dei cittadini.
Ora, dopo la bocciatura dell’energia nucleare sembrano andare di moda le energie rinnovbili e wsolo oggi leggevo il post su La Scommessa di Giovanni Giuranna del progetto di trasformare un’ampia superficie agricola con un impianto fotovoltaico. Sicuramente questo contribuirà a innalzare il PIL Nazionale, ma siamo proprio sicuri che migliorerebbe la vita dei cittadini nei dintorni.

E’ come scrivevo ieri, a volte basta camuffare la realtà utilizzando termini apparentemente innocui per credere di trasformare la realtà dei fatti. Sicuramente chi trarrà guadagno dalla possibile realizzazione della struttura fotovoltaica cercherà di cavalcare la moda del momento, vendendola come qualcosa di positivo, scelta dall’Italia intera con il rifiuto al nucleare e come unico futuro possibile, positivo, non inquinante, ecologico e naturale.

Intanto alla fine della storia l’ennesima area agricola va a farsi benedire. Piuttosto se proprio si vuole perseguire questa strada che la realizzino all’Ex Tonolli dopo debita bonifica e al posto dell’Inceneritore.

Sono sempre più convinto che quella del PIL sia ormai diventata l’ennesima balla e che questo indice, alla luce degli accadimenti attuali debba essere dismesso a favore di altri parametri come quello già suggerito da molti e relativo al consumo di territorio. Invece di misurare la ricchezza di un paese in base alla crescita del suo PIL proviamo a misurarla in base alla decrescita dell’Indice di Consumo del Territorio. Insomma, sostituiamo il PIL con l’ ICT 😉

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