Download!Download Point responsive WP Theme for FREE!

Palazzo Sanità, a vederlo non si direbbe proprio

 

palazzosalute1 palazzosalute2 palazzosalute3 

 

 

 

 

 

 

 

Parlare del Palazzo Sanità di Paderno Dugnano, sede dell’Asl locale, del consultorio, dell’Avis e di altri servizi ricorda tanto la filastrocca della Bella di Torriglia, colei che “tutti la vogliono, ma nessuno se la piglia”, usata per indicare qualcosa di molto ambito solo in apparenza.

Insomma, a partire dal lontano 2006, quando con delibera G.C. n° 220 del 27/11/2006 è stato approvato il progetto definitivo, conglobante il progetto preliminare dei lavori di “Manutenzione straordinaria di Palazzo Sanità” per l’importo complessivo di € 824.000,00, il povero palazzone sembra essere stato abbandonato da tutti, salvo essere recuperato occasionalmente in discorsi e occasioni di convenienza.

Il recupero o meglio, la sostituzione della sede storica è stato affrontato anche nella passata legislatura dalla rinnovata giunta Alparone, inserito a pagina 98 del PGT e nei piani della immaginaria “Città della salute”, che avrebbe dovuto sorgere lungo Viale della repubblica e che avrebbe dovuto inglobare il ristrutturato vecchio Palazzo della Sanità.

Ora senza scendere nei dettagli dell’operazione, è quantomeno imbarazzante che una città come Paderno Dugnano continui a presentare da anni ai numerosi utenti una struttura sanitaria fatiscente, che ai conoscitori del genere ricorda tanto l’ingresso a Silent Hill mentre per i profani è paragonabile a un bunker post atomico. Insomma, incontrarci un’orda di zombies non risulterebbe anomalo. Sgorbi sui muri, citofoni distrutti, ingressi disastrati, aspetto fatiscente, tondini arrugginiti che emergono dal cemento sgretolato. Insomma, inizia ad avvicinarsi a una situazione indegna da parte di un Comune civile.

Senza puntare come al solito a soluzioni fantascientifiche come la fantomatica Città della Salute, forse sarebbe meglio iniziare a immaginare una serie di interventi di recupero e ristrutturazione, in grado di restituire al palazzo una parvenza di umanità, rendendone più ‘amichevole’ la fruizione da parte degli utenti. A seconda delle possibilità si potrebbe quindi pensare a un concorso di idee per trovare una soluzione in grado di coniugare risparmio economico e recupero ottimale della struttura. Togliamo il concorso di idee e immaginiamo un semplice intervento di facciata, di recupero, di riqualificazione. Se proprio siamo alle cozze , mettiamoci quattro badilate di cemento e una mano di pittura.

L’unico che sembrava tenere in particolare considerazione il problema affrontando l’argomento in diverse occasioni sembra sia stato Dario Pirovano, coordinatore locale dell’ormai estinta UDC. Insomma, è mai possibile che in un Comune del 2015 che ambisce a diventare un punto di riferimento della Città Metropolitana si accetti la permanenza di un obbrobrio come quello rappresentato dal Palazzo Sanità? C’è qualcuno tra le forze politiche cittadine che finalmente …. “se lo piglia”???

 

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network e/o visualizzazione di media. Per vedere quali cookie utilizziamo leggi l'informativa. Chiudendo questo banner o continuando a navigare sul sito si acconsente all'uso dei cookie. Modifica impostazione dei Cookie
Hello. Add your message here.