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“Paderno in Folk” è arrivato alla quinta edizione

Per rendere un po’ più viva la nostra città e un po’ meno quartiere dormitorio di Milano, per creare un’occasione per far incontrare le persone, conoscersi, favorire quei contatti oggi tanto difficili a causa di uno stile di vita basato sull’individualismo.

La nostra socialità collettiva è ostacolata dalla tivù, dal centro ommerciale, dalla nostra auto.  E’ difficile rapportarsi alle persone se non si usano le piazze, se non si passeggia a piedi o in bicicletta, se non ci sono luoghi e momenti di aggregazione.

Una città non è una comunità se i suoi membri neanche si incontrano.
Pensiamo che fare cultura sia, prima di tutto, socializzare.

Ecco perché per “Paderno in Folk” si sono scelte le piazze della città piuttosto che l’area feste del Centro Sportivo Comunale di via Serra; un festival che si vorrebbe diffuso in una piazza di ciascuno dei sette Quartieri, distribuito in diverse serate, che ne facciano un momento di festa unificante tra centro e periferia, ma questo dipende dal numero dei volontari e soprattutto dalla volontà dell’Amministrazione Comunale con cui vogliamo collaborare.

Quindi, per rendere un po’ più viva la nostra città e un po’ meno quartiere dormitorio di Milano, il Circolo Eco-Culturale La Meridiana, associazione di Paderno Dugnano, ha organizzato per il 9, 10 e 11 settembre 2011 un festival di musica e danze della tradizione dei popoli del mondo, un appuntamento annuale che si ripete per la quinta volta nella prima metà di settembre, che ha l’ambizione di diventare un evento di interesse regionale, che coinvolga la città (associazioni socio-culturali e di categoria, esercizi pubblici per la ristorazione, ecc.) con effetti sociali ed economici.

Per questa quinta esperienza si svolgerà ancora nel centro della città (il venerdì e il sabato in Piazza della Resistenza, la domenica in Piazza Falcone e Borsellino) dove ci sono esercizi pubblici che possono recepire l’affluenza delle persone richiamate dall’evento.
In caso di maltempo l’iniziativa si potrà comunque svolgere presso l’ex Cinema Splendor di via Fante d’Italia 10/A.

La diversità della musica e delle danze della tradizione popolare.

Teresa De Sio, in una intervista (“La nuova ecologia” del settembre 2006) definiva la musica popolare musica “ecologica”, che non lascia scorie e non inquina: “Viviamo in un mondo che tende a consumare velocemente ogni cosa. Ma consumare fino in fondo, cioè fino a farle sparire del tutto, le cose, i sentimenti, le ideologie, è un affare molto complicato. Così il mondo resta pieno di cose inutilizzate, passate di moda, ma che pure stanno lì ammassate a formare quel cumulo di rifiuti che finirà, come aveva predetto il grande capo indiano Toro Seduto, per seppellire la civiltà dell’uomo bianco.

La musica popolare ha una freschezza sempre rinnovabile perché serve sempre a qualcosa: una festa, una celebrazione, un funerale, un rito di possessione e una guarigione. Per questo è l’unica vera musica “di consumo”, assolve a funzioni sociali, e dunque non lascia in giro scorie inquinanti. Quando il rito finisce anche la musica tace”.

Sono diversi gli strumenti: i musicisti sono suonatori che riproducono brani tradizionali al servizio della danza in modo particolare con strumenti tradizionali come la cornamusa, la ghironda, l’organetto, il violino, i flauti oltre alle chitarre e le percussioni.

Sono diversi i luoghi: la musica e le danze che si suonava e si ballavano, non nelle sale da ballo, ma sull’aia delle cascine, sulle piazze dei paesi, sui prati o sulla terra battuta, nei momenti importanti per la comunità o dettate dalle scadenze delle stagioni, dei cicli della natura, dal lavoro dei campi o della pesca, scadenze e ritualità che spesso sono state mantenute anche con l’evento dell’industrialismo prima e dell’elettronica poi.

Diverso è l’approccio al ballo: spesso si danza in cerchio mantenendo un contatto con le mani, i ballerini e le ballerine nelle danze si scambiano di posto e si balla con tutti, belli e brutti, con chi balla bene e con chi non riesce a mantenere bene il ritmo o non conosce bene la danza, senza competizione (sono rare le danze di coppia fissa).

In tutti i popoli, in tutte le culture, la danza è una delle più importanti espressioni del sentimento umano. La musica e le danze della tradizione popolare è la celebrazione della festa, dell’amore, della lotta, della divinità e di ciò che più profondamente tocca la vita delle persone. Per socializzare la gioia, la fertilità ma anche la tristezza di un lutto o di una calamità. Quindi la musica e le danze della tradizione possono essere un mezzo per avvicinarsi e conoscere la cultura di altri popoli.

Non vogliamo che vada perso tutto questo.

In questa edizione, nei laboratori di sabato10 e domenica 11, ci sono tre occasioni per i cittadini di provare a cimentarsi per la prima volta con le danze popolari folk dove chiunque può partecipare gratuitamente e imparare delle danze da ballare ai concerti della sera. Per partecipare ai laboratori non è necessario avere doti particolari, ma è indispensabile avere voglia di imparare e soprattutto di divertirsi.

Per la terza volta nella storia di “Paderno in Folk”, sabato 10 alle ore 15.30 ci sarà anche un laboratorio di danze riservato ai bambini con merenda finale.

Appuntamento a “Paderno in Folk”.

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