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Paderno Dugnano:Testimonianza dell’assemblea di quartiere su scuola Curiel e possibile inceneritore

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Stiamo ancora completando un post nel quale abbiamo voluto riportare ‘da esterni non partecipanti’ quanto si è potuto cogliere dalle cronache più o meno di parte che sono circolate a partire dal giorno successivo alla riunione di Giovedì 4 Febbraio 2010, con all’ordine del giorno la situazione delle temperature alla scuola Curiel e l’ipotetico inceneritore che dovrebbe essere costruito in zona ex Tonolli. Nel frattempo abbiamo ricevuto e come al solito, volentieri pubblichiamo, un piccolo contributo e la testimonianza di un osservatore ‘esterno’ che la gentile sig.ra Silvana Carcano ha voluto inviarci.

Confesso che dalle descrizioni che avevamo letto ci immaginavamo ormai la signora Carcano come una furiosa erinni. Dallo scritto inviato e la scelta di lasciar parlare un interlocutore esterno (sia di parte o meno) ci sembrano comunque riflessioni ponderate e legittime che meritano di essere approfondite. In attesa quindi di formulare considerazioni più personali sull’accaduto, lasciamo la parola alla signora Silvana Carcano:

Buongiorno, nelle ore successive all’incredibile serata del 4 febbraio tenutasi nella sede di quartiere di Villaggio Ambrosiano, si sono già dette tante parole nei vari blog locali; le prese di posizioni politiche si sono sprecate, si sono date interpretazioni infinite a quella serata e per questo ho scelto di riportare le parole di un cittadino di Bollate (interessato quanto un padernese ad un eventuale inceneritore su nostro territorio), parole pubblicate sul web poche ore fa.  

Alle parole del cittadino di Bollate aggiungo i miei dubbi: nessuna certezza ad oggi che l’attuale amministrazione si opporrà in maniera decisa al nuovo inceneritore. A dimostrazione di quanto dico è:

–          il fatto che il sindaco accetti di discutere pubblicamente di questo argomento a 2 mesi dalla sua presentazione formale in Regione (10/12/2009) in una sala con solo 30 posti a sedere circa, dimostrando la scarsa rilevanza che viene dato ad un problema che coinvolge i comuni di Paderno, Cormano e Bollate (parliamo quindi di qualche decina di migliaia di persone)

–          il non aver rispettato le tempistiche richieste dalla Regione di apportare eventuali osservazioni negative e contrarie all’inceneritore entro e non oltre l’8 febbraio (dal 10 dicembre scorso)

–          le parole dell’assessore Ruzzon alla riunione nel quartiere di Palazzolo sul bilancio di previsione 2010-2012 che in sintesi dicevano che un eventuale nuovo inceneritore non è da scartare a priori perché potrebbe portare royalties nelle case comunali. Affermazione che significa che per l’assessore Ruzzon dei soldini in più nelle casse comunali e l’aumento di contrarre tumori di ogni genere per la popolazione che in linea d’aria si trova a circa 3,5 km dall’inceneritore hanno lo stesso peso

–          la stessa Ruzzon ha detto, nella stessa sera, che in fondo, qualora noi vietassimo tale inceneritore e poi venisse costruito in un comune limitrofo ci ritroveremmo con le stesse emissioni inquinanti ma senza il guadagno economico. Ricordo a tutti che i cittadini devono esercitare i loro diritti all’interno dell’istituzione locale di competenza, dunque i padernesi a Paderno. Non è accettabile il discorso del dire “e allora perché un inceneritore a Senago sì?” perché allora dovremmo demandare la questione a livello provinciale, ma allora si ripropone la questione “e allora perché un inceneritore in provincia di Milano no e a Bergamo sì?” e via via fino a riportare la questione a livello europeo. E infatti l’Europa in tal senso si è già espressa: con la direttiva 2006/12/CE ha adottato i principi di precauzione e prevenzione e nella tematica di gestione dei rifiuti chiede che venga dato un ordine di priorità che vede in primis la riduzione dei rifiuti, poi il riuso, il riciclaggio e solo da ultimo, l’incenerimento e discarica. Gli Enti regionali hanno il dovere di redarre un Piano che si adegui ai principi e alle norme citate. I Comuni hanno il dovere di eseguire una raccolta differenziata più alta possibile e puntuale (pago per quanti rifiuti produco) per garantire gli obiettivi richiesti dall’Unione Europea: prevenzione e riciclo. Nella scelta di Piani e Programmi in materia ambientale i cittadini hanno il diritto di essere informati e partecipare al processo decisionale. E’ inammissibile che i politici attuali non conoscano le direttive europee riguardo tematiche così importanti; noi cittadini corriamo il rischio che vadano in direzione opposta a quanto indicato dall’Unione stessa. Ed è per questo che Paderno deve dire no all’inceneritore, e così dovranno farlo tutti gli altri comuni nel rispetto dei principi ambientali e dell’ordine di priorità richiesto dall’Unione.

–          le parole riportare le parole del vicesindaco Bogani quando dice: “noi non siamo per ideologia contrari all’inceneritore, valuteremo in base al progetto i guadagni che la città potrebbe ricavarne e solo a quel punto decideremo”.

–          la presenza di un assessore dell’attuale giunta, Angelo Salgaro, che ha sempre dichiarato di non voler chiudere l’inceneritore attuale d’Incirano e si è sempre dimostrato interessato positivamente a questioni di inceneritori

–          il non aver mai preso in considerazione le idee alternative dei cittadini che si sono offerti a supportare l’attuale amministrazione nel trovare altre soluzioni tecniche, che esistono e che offrono soluzioni occupazionali, ecologiche, sostenibili e anche redditizie. Perché non dare vita ad una assemblea pubblica con medici ed esperti del settore per informare tutti i cittadini sugli effetti dell’inceneritore sulla salute dell’uomo e sulle alternative concrete nello smaltimento dei rifiuti? Ci siamo offerti volontari ad organizzare tale evento, a questo punto lo faremo da soli…..La motivazione per non ascoltarci e non voler nemmeno prendere un appuntamento con noi? Boh….posizioni politiche che non fanno bene alla politica, ai cittadini, allo sviluppo del nostro territorio e alla nostra salute! 

Lascio la parola a Bollate: 

“Sala gremita e partecipazione che probabilmente nemmeno gli amministratori immaginavano, sindaco, vicesindaco, assessore ai lavori pubblici e presidente del Consiglio di quartiere, notevole quella dei cittadini dei comuni limitrofi per una sede evidentemente, date le dimensioni, del tutto inadeguata. Dopo scintille iniziali tra amministratori e chi voleva, a torto, discutere da subito del secondo punto scavalcando gli interessi dei genitori della scuola di via Curiel che volevano, legittimamente, rispettando l’ordine degli argomenti, risposte relative ai propri disagi, inizia a fatica un confronto che muore sul nascere con la scelta del tutto arbitraria da parte del sindaco e del proprio concistoro di rimandare a data da destinarsi il punto riguardante l’inceneritore, adducendo all’inadeguatezza dell’occasione (n.b. hanno messo loro l’argomento in programma) con tanti saluti a quanti volevano delle risposte al riguardo e hanno, a differenza di altri, pazientemente atteso che venisse discusso il primo punto. L’elegante sindaco Alparone dall’eloquio formigoniano è poco elegantemente sgusciato via da una situazione piuttosto calda che sul finire della riunione ha visto accendersi gli animi di personaggi ai limiti della civiltà, personaggi sbraitanti e altisonanti satelliti di un mondo politico che con la democrazia fatica a farsi intimo. Nella sostanza il sindaco ha affermato che il progetto dipende da una delibera approvata dalla precedente giunta in quindici giorni nell’aprile scorso senza discuterla, tempi troppo ristretti, dice, per una decisione di tale impatto, afferma che impugnerà questa decisione in sede provinciale. Gli fanno notare dall’uditorio, dopo un’ora e mezza passata ad aspettare, che i termini per i cittadini per presentare le proprie controdeduzioni al progetto scadono appena lunedì 8 febbraio e non v’era stata una degna campagna d’informazione al riguardo. Ma il sindaco dice di non preoccuparsi perché se egli apre questa presunta procedura in provincia quei termini non valgono. Sembra un antico gioco della politica questo, il fattore tempo e il gioco della promessa che poi decade costringendo a fare qualcosa che a parole non si vorrebbe fare, potendo però dire poi di avere fatto il possibile per evitarlo. Da questo sembra potersi dedurre tuttavia la contrarietà personale del sindaco al progetto inceneritore, perché se uno vuole impugnare qualcosa si presume che lo faccia perché ciò è contrario alle proprie intenzioni, tuttavia il sindaco latita su questo punto e fa sembrare la problematica una questione inerente alle modalità, non ai contenuti. Per questo nel rincorrerlo all’esterno gli chiediamo dunque qual è la sua personale opinione al riguardo, egli dapprima cauto risponde poi in tono colloquiale “secondo voi può essere mia intenzione costruire un altro inceneritore quando ce n’è già uno che mi crea problemi?” A domanda è buona norma non rispondere con altra domanda, ma anche questo concediamo, in deroga al galateo, al buon sindaco pur di avere le idee chiare. Che partecipazione democratica significasse anche letteralmente dover aiutare un politico a esprimere la propria opinione sottoforma di un enunciato chiaro questo proprio non me l’aspettavo. Dunque se questa è la posizione del primo cittadino cosa lo induce ad essere così vago? La domanda rimane aperta e restiamo in ascolto da quanti a Paderno vorranno renderci partecipi di questioni che riguardano l’aria che anche noi respiriamo.”    Cittadino di Bollate. 

“non ripetiamo l’errore dell’amianto” è l’appello dell’Associazione Francese per la Ricerca contro il Cancro per chiedere al Governo di non costruire nuovi inceneritori in Francia

Infine, al seguente link:(qui)

trovate anche l’incredibile elenco della tipologia dei rifiuti che verrebbero trattati nel nuovo inceneritore, da brivido!!! (da pag. 16)

Silvana Carcano

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