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Paderno Dugnano:Rho-Monza….I Comitati non sono banderuole

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 Fino a poco più di un anno fa nessuno a Paderno Dugnano aveva coscienza del fatto che si stava organizzando di potenziare una delle principali arterie che attraversano la città. Anche per un’altra importante strada, la Mi-Meda era già prevista una riqualificazione.
I lavori previsti avrebbero portato in un lungo tratto padernese, le due arterie stradali affiancate a totalizzare circa 14 corsie di asfalto. Non parliamo poi del mega ponte previsto dove le due strade si sovrappongono. La storia che ne è seguita è ormai nota. Un cittadino qualsiasi ha approfondito il discorso, ha recuperato i documenti, ha verificato cosa si stava prospettando per la nostra città e ha dato vita a un comitato per evitare il peggio.

Nel frattempo, i comuni limitrofi interessati dalla vicenda si erano accordati autonomamente con Serravalle, inoltrando richieste precise per consentire l’esecuzione dei lavori previsti dal progetto preliminare. Come avevo già scritto in altro post è anche vero che nessuno degli altri comuni interessati presentava una criticità simile a quella esistente a Paderno Dugnano dove le due strade correvano parallele per un lungo tratto e che quindi, nel caso della nostra città è stata anche la necessità ad aguzzare l’ingegno. Comunque sia, per come si erano accordati i comuni limitrofi,  se non fosse stato per il no di Paderno Dugnano, oggi Novate, Baranzate & C avrebbero già da tempo le ruspe sotto casa. Stesso discorso vale per chi a Paderno già sapeva cosa sarebbe accaduto e si era già convinto/rassegnato a vedersi passare vicino casa la Rho-Monza riqualificata.

Per parecchio tempo inoltre, il comitato dei cittadini è stato osteggiato e guardato con diffidenza, quando non addirittura si è tentato di volta in volta di colorarlo con i colori politici che meglio avrebbero fatto comodo al momento. Tutto questo fino a quando non ha dimostrato che esistevano le alternative sempre invocate e ne ha fornito prove tangibili e inequivocabili.

Cosa sta accadendo ora? Mah, stando a diversi commenti apparsi sull’argomento Rho-Monza in questo ed altri blog, sembra che vi sia chi si sta svegliando in questo momento e chi avendoci preso gusto pretende più del ragionevolmente possibile.

Ma partiamo da chi si sta svegliando solo ora. Dopo che il Comitato dei Cittadini per l’Interramento della Rho-Monza (CCIRM) ha concretamente dimostrato attraverso il progetto alternativo dell’architetto Allegro cosa voglia dire ‘Interramento’, comuni come Baranzate e Novate hanno ritirato il loro precedente permesso all’esecuzione dei lavori chiedendo anche per il loro territorio il passaggio in sotterranea dell’arteria stradale. Stando a commenti come quello apparso di recente su questo Blog sembrerebbe anche che i cittadini dei due comuni vicini a Paderno fossero all’oscuro di quanto le proprie amministrazioni avevano già deciso. Scrive infatti un lettore: “Volevo solo informarvi che pure il Comune di Novate Milanese citta’ ove tuttora risiedo ha chiesto l’interramento della Rho-Monza nella tratta di suo riferimento. Come al solito fanno sempre i conti senza coinvolgere l’oste.Saluti. Mauro da Novate“.

Poco male, i due nuovi comuni che si sono ‘messi in scia’, andranno avanti per la loro strada e lotteranno per trovare la migliore soluzione alternativa e si spera questa volta condivisa con la cittadinanza. Speriamo solo che la novità non concretizzi due temuti problemi. Il primo problema potrebbe riguardare il fatto che ora, volendo tutti modifiche sostanziali al piano previsto, inizino a ‘tirare la coperta’ da diverse parti rischiando di ‘strapparla’. Serravalle, Provincia & C avevano ovviamente pianificato limiti di spesa, che probabilmente con qualche sforzo potranno sicuramente coprire le necessarie modifiche richieste da Paderno. Ora c’è invece il rischio che con Expo2015 in affanno e con il ‘mettersi di traverso’ degli altri interlocutori, si adotti la filosofia del o tutti o nessuno. Non trovandosi (o non volendo trovare) i fondi necessari a tutte le varianti, si decida quindi di imporre l’opera per cause di forza maggiore.

Il secondo rischio che può essere generato dalla comparsa sulla scena dei nuovi comuni pro interramento è che ci si illuda, che i troppi impedimenti facciano saltare tutte le velleità di riqualificazione di Serravalle e Provincia, oppure, che  possano garantire molto più tempo di quello che in realtà è disponibile, facendo abbassare pericolosamente la guardia.

Passiamo invece a chi solo ora, dopo aver contemplato l’alternativa al vedersi passare sotto casa la strada riqualificata ora la vuole anche su misura e piuttosto, sarebbe disposto a mandare a monte tutto in caso contrario. Anche qui, un semplice commento a uno dei blog lascia ben comprendere il ‘succo del discorso’ eccolo: “Purché l’interramento non sia a vantaggio di pochi, il Villaggio non vuole ulteriori disagi o si fa la piana di verde tra Villaggio e Paderno o non si fa nulla. Bisogna chiedere interramento totale, quello presentato porta solo ulteriori disagi al Villaggio Ambrosiano.” Insomma, l’approccio è quello di gettare il bambino con l’acqua sporca. Piuttosto di scegliere la soluzione di migliore compromesso, che possa comunque portare indubbi vantaggi generali a quelli che sicuramente erano gli obiettivi sensibili come scuole e centri pediatrici, penalizzati dal progetto originale, preferisce mettersi di traverso. Non dimentichiamoci ad esempio che con la precedente soluzione della galleria fonica, sia l’azione del vento sia quella del movimento veicolare agivano come stantuffo e avrebbero spinto e disperso a ventaglio gli agenti inquinanti sull’intero Villaggio Ambrosiano.

Ora, in base al progetto alternativo proposto dal comitato, il tunnel veicolerebbe gli inquinanti ben oltre le zone sensibili del villaggio. Un’altra obiezione mossa di recente riguarda anche i famosi camini di aspirazione dell’aria delle gallerie. Alcuni infatti hanno sollevato il dubbio della loro efficacia e qualità in quanto necessiterebbero di manutenzione costante che sicuramente verrà meno. Su questo discorso resto un po’ scettico in quanto la manutenzione dei camini sarà affidata a qualcuno e verificata. Sarà poi compito delle varie istituzioni applicare le penali nel caso in cui si rilevassero delle mancanze. Come evidenziato dall’architetto Allegro, le modifiche introdotte con il nuovo progetto potrebbero costare leggermente di più rispetto al piano originale. Chiedere subito la Luna e prolungare l’interramento oltre la Via Reali potrebbe portare le differenze di costo a limiti nemmeno discutibili, con il risultato di vedersi respingere totalmente la soluzione. Per il momento è quindi corretto cercare di ottenere il massimo possibile con il minimo rischio e con le migliori possibilità di vederselo approvare. La variante del prolungamento dell’interramento non è comunque detto non possa essere valutata come voce aggiuntiva. La quotazione precisa degli eventuali costi supplementari richiesti dall’interramento sarà infatti disponibile solo in fase avanzata di progetto.

Insomma, quello che prima era un problema quasi trascurato, sconosciuto e che si è cercato di gestire solo ai livelli istituzionali, è diventato ora popolare e le soluzioni trovate dai semplici cittadini di un comitato, hanno dato un esempio di come si possa trarre vantaggio da una situazione di crisi. L’esempio dato dal comitato è stato così esemplare che ora tutti vogliono emularlo, oppure cavalcarlo con fini non ancora del tutto chiari. Bene ha fatto il comitato a diffondere un recente comunicato per mantenere viva l’attenzione sulla vicenda. Altrettanto bene fa nel mantenere chiaro e immutato l’obiettivo perseguito e rappresentato nel progetto proposto da Fabrizio Allegro. I comitati di cittadini nascono con obiettivi precisi, non sono banderuole al vento, in caso contrario sarebbero dei partiti politici.

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