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Paderno Dugnano:Quel pasticciaccio brutto dell’aumento dei buoni mensa

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L’altra sera, organizzata dal Comitato Genitori del 1° Circolo e con la partecipazione dell’Assessore alle scuole Rodolfo Tagliabue e quello al bilancio Katia Ruzzon si è svolto un incontro pubblico per discutere del recente aumento applicato ai buoni pasto degli studenti delle scuole pubbliche di Paderno Dugnano. Purtroppo non abbiamo potuto essere presenti direttamente all’incontro e quindi abbiamo intervistato il giorno successivo alcuni genitori partecipanti. A differenza quindi di altri resoconti per i quali siamo stati diretti testimoni dell’evento, su quanto descritto nel seguito non possiamo garantire l’oggettività, anche se le testimonianze provengono da fonti che si sono sempre dimostrate precise e attendibili.

In ogni caso, l’impressione generale rilevata nelle interviste è che entrambi gli assessori si siano trovati in difficoltà davanti al fuoco di fila delle domande dei genitori. Sicuramente è passato chiaro ed è stato pienamente compreso dai genitori il messaggio dei due assessori relativo al difficile momento economico, alla necessità di recuperare fondi e alle difficoltà causate dalle minori entrate erogate dallo Stato Centrale. Da quello che mi è sembrato di capire, i genitori non contestano il motivo ma il metodo. Innanzitutto il fatto di aver comunicato repentinamente l’aumento ad anno scolastico iniziato. Così come la crisi ha colpito lo Stato Centrale e di conseguenza i Comuni, altrettanto ha fatto con le famiglie, peggio se numerose. Ormai le famiglie devono essere gestite come aziende e se all’inizio dell’anno sono state fatte delle proiezioni di costo almeno per le voci che dovrebbero restare stabili, tutto viene scardinato nel momento in cui ci si trova ad affrontare improvvisamente una spesa maggiorata di oltre 200 Euro.

Tanto per mantenere il paragone aziendale, la maggior parte delle famiglie si trovata a dover gestire un extra budget e se in tali condizioni grandi aziende si trovano in difficoltà, immaginiamo cosa voglia dire per le famiglie. Vi garantisco che per una famiglia qualsiasi e non benestante fanno la differenza. Un’altra cosa che i genitori non condividono è l’eliminazione di una fascia di reddito ISEE e conseguentemente la sbilanciata distribuzione dell’aumento a carico delle famiglie. Infine, i genitori hanno contestato alcune situazioni che alla fine sono risultate sconosciute ai due assessori. In particolare, alcuni genitori hanno segnalato di essere a conoscenza di pesanti scoperti nel saldo dei buoni pasto da parte di diversi utenti. Hanno quindi evidenziato come, prima di attivarsi con l’aumento non fosse stato più utile effettuare un controllo di tali scoperti ed effettuare una proiezione di quanto potesse essere recuperato intervenendo sul recupero di questi crediti. Sembra che alla luce di quanto dichiarato da questi genitori l’assessore al bilancio si sia detta all’oscuro del particolare, anticipando la stipula di un futuro accordo con Il Ministero delle entrate e della GdF per verificare l’aderenza delle dichiarazioni Isee presentate. Molti genitori infatti hanno anche contestato il fatto che  famiglie che ostentano un tenore di vita sicuramente agiato usufruiscono per i figli di fasce Isee molto basse.

Insomma, la maggioranza dei cittadini contesta il dover subire un incremento di spesa per andare a coprire i disavanzi provocati dal mancato pagamento da parte di altri genitori e dal ridotto pagamento di chi presenta dichiarazioni patrimoniali non esatte.  Pagando tutti e pagando giusto si potrebbe pagare di meno – è quanto hanno dichiarano i genitori intervenuti. Per ultima, la polemica politica si è concentrata sulle dichiarazioni in sede di propaganda elettorale dove l’attuale giunta aveva promesso di non gravare sui cittadini e le famiglie, ma anzi di metterle al primo posto tra le istituzioni da tutelare. Attingere così direttamente proprio dalle famiglie e soprattutto da quelle con figli non è parso l’esempio di coerenza migliore. Al termine dell’incontro, l’impegno degli assessori e la richiesta dei genitori si può riassumere nell’introduzione di una fascia tariffaria intermedia tra i valori 10mila e 12mila ISEE che corrispondono a redditi famigliari da 29 a 35mila euro l’anno e, che l’amministrazione provveda a ricalcolare la tariffa da applicare agli utenti, sulla base dei CUD di febbraio 2010, il reddito famigliare ridotto nel 2009 a causa della crisi. 

Insomma, l’iniziativa dell’aumento, anche se per buoni motivi è stata effettuata in modo impreciso e un po’ pasticciato. In primis non è bello che degli assessori ammettano di non conoscere situazioni importanti e gravi e che le stesse, gli debbano essere evidenziate dai cittadini. In secondo luogo, come noto, la fretta è cattiva consigliera. Aumentare in corso d’anno la tariffa della mensa è un’iniziativa che non sa ‘né di carne né di pesce’ e spiazza i bilanci famigliari. Il fatto poi di convenire con i genitori che bisognerà intervenire con controlli sulle dichiarazioni Isee, che dovrà essere molto probabilmente reintrodotta una fascia di reddito intermedia e che faranno fede le dichiarazioni del prossimo marzo per distribuire eventuali rimborsi, conferma ancor di più che l’iniziativa è stata decisa in modo un po’ pasticciato. Sicuramente ci sta, soprattutto se con un po’ di umiltà si conferma di non aver   certo effettuato tutte le scelte migliori. Sbagliando s’impara. …..Speriamo in fretta.

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