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Paderno Dugnano:LA SALUTE NON HA PREZZO. INTERRAMENTO RHO-MONZA! Lettera aperta all’Assessore Provinciale De Nicola

Segnali di protesta cittadina  Riceviamo in questo momento la lettera che il portavoce del Comitato Cittadini per l’Interramento della Rho-Monza (CCIRM) Ferruccio Porati, ha inviato all’Assessore Provinciale De Nicola per ottenere una risposta chiara e definitiva sulle effettive intenzioni della Provincia di Milano nei confronti del progetto di potenziamento della tratta viaria in questione.

Particolarmente interessante il contenuto della lettera, che ripercorre e riassume con precisi riferimenti a documenti, l’intero percorso della vicenda.

Egr. sig. Ass. De Nicola,

 invio a lei questa e-mail, mettendo in lista i rappresentanti delle forze politiche del Consiglio Comunale di Paderno Dugnano, il nostro sindaco, il nostro Presidente di Provincia ed alcuni cons. provinciali che, gentilmente, e per sensibilità al problema, ci hanno ascoltato, la Regione ed una nutrita schiera di cittadini padernesi e di giornalisti, in modo che siano chiare a tutti le nostre domande, le nostre richieste e la gentile e doverosa risposta delle istituzioni preposte che, vista la platea, non potrà certo mancare da parte sua/vostra (in senso lato, non è un “pluralia majestatis”).

Come lei certo ricorderà sulla questione Rho-Monza, nell’incontro dello scorso 6 ottobre, ci ha detto chiaramente che l’operà si farà, senza l’interramento per il tratto Paderno Dugnano.

Il messaggio è stato anche ripreso dalle testate giornalistche nazionali (es. “il Giorno” di domenica 11 ottobre 2009) e locali, a cascata.

Viceversa, nelle dichiarazioni rese dal nostro sindaco, sig. M. Alparone, durante lo scorso Consiglio Comunale del 14 ottobre, relativamente all’incontro che ha avuto con lei il giorno 5 ottobre 2009, si intuisce che lei non sia stato altrettanto perentorio nel negare questa sacrosanta variante viabilistica, tanto sospirata dai cittadini di Paderno Dugnano.

Pertanto colgo l’occasione, davanti a tutta la città di Paderno Dugnano, alle istituzioni provinciali ed alla regione Lombardia, per chiederLe formalmente quale sia la decisione presa a proposito, affinchè tutti sappiano quale sarà in futuro la vita che avrete deciso per noi e per le generazioni future della città.

E quindi:

Intendete percorrere la strada più difficile, ovvero quella di  reperire, ad ogni costo, le risorse necessarie all’interramento (di appena un chilometro) o restate dell’idea che, come abbiamo già tacitamente inteso in passato (riunione del 10 febbario a Paderno), siamo di fronte al sacrificio di alcune migliaia di cittadini per il “bene” di molti ?

Gli oltre 3.000 cittadini che hanno firmato la petizione del comitato cittadino CCIRM reclamano una sola cosa: l’interramento della Rho-Monza. E questa, Sig. assessore De Nicola, non è la fisima di qualche  nullafacente, sobillatore, agitatore politico o “rivoltoso”. E’ la richiesta di gente comune, che vorrebbe con tutto il cuore occuparsi della propria vita quotidiana e che chiede di condurla in modo semplice ed onesto, ma nel pieno rispetto della propria dignità, della propria salute, nella salvaguardia del futuro preparato per i nostri figli e dei propri investimenti, frutto esclusivo delle fatiche del lavoro negli anni passati e nel presente (per chi ancora un lavoro ce l’ha…).

Ricordiamo nuovamente a tutti che il progetto preliminare per la trasformazione della provinciale RHO-MONZA in autostrada vera e propria (anche se avete trovato un giro di parole per non dire espressamente che di autostrada si tratta) prevede di costruire dal nulla un nuovo viadotto alto dodici metri, lungo un chilometro circa dove ora strada non c’è, infilando questa nuova costruzione a fianco dell’amplianda MILANO-MEDA in carreggiata nord, portando la nuova realizzazione a ridosso dei condomini di circa 5000 Padernesi, entrando dentro le case in via San Michele, per esempio.

Di seguito cosa dice la stessa PIM a riguardo degli impatti. Le conclusioni stesse di PIM sullo studio di impatto ambientale (Rif. Quadro di riferimento ambientale, cap 10.1 – Sintesi degli impatti) non forniscono alcun elemento di vantaggio per le popolazioni residenti:

– Atmosfera alterata da addizionali flussi di inquinanti (peggioramento della già critica qualità dell’aria attuale);

– interferenze con i corpi idrici intersecati dal nuovo tracciato;

– impoverimento ed alterazione del suolo in genere;

– compromissione o riduzione di areee boscate; interruzione reti ecologiche;

– alterazione del contesto paesaggistico; interferenza con aree vincolate a parco;

– sistema insediativo: intrusioni visive rispetto ad insediamenti attuali; interferenze e compromissioni di aree insediate

– interferenze dirette con la viabilità esistente;

salute pubblica: peggioramento delle attuali condizioni della rumorosità e della qualità dell’aria, con conseguente aumento delle condizioni di stress per le popolazioni coinvolte– à viene meno il diritto alla salute sancito dalla costituzione italiana (nota personale).

  A sostegno di quanto affermato dalla stessa PIM fornisco alcuni dati:

– Il traffico giornaliero di autoveicoli ad oggi atteso per la nuova opera è di gran lunga superiore a quello attualmente in essere. à previsione ottimistica: da 80.000 ad almeno 220.000 veicoli/giorno fra MI-Meda e Rho-Monza nel tratto di affiancamento delle due autostrade. I dati sono considerazioni apparse in più momenti sui giornali, fatte dai tecnici della precedente amministrazione provinciale. I residenti vedranno triplicare la quantità di inquinanti dell’aria da inalare GRATIS, includendo le micidiali polveri sottili ed il cancerogeno benzene.

– Passaggio della nuova arteria a meno di dieci metri dalle case. Inquinamento Acustico, in alcuni punti, da zona industriale pura, non più compatibile con l’insediamento umano, a valle delle mitigazioni previste (dati PIM). Tutta l’area con criticità oltre la soglia di attenzione, specialmente di notte. Irrisolto il rispetto acustico e la sicurezza fisica per quanto riguarda l’area della scuola Curiel. Ignorata la presenza nella zona di centro anziani (Villaggio Ambrosiano), asili di via Battisti, centro pediatrico di via Colzani. Ignorata la presenza di case prevalentemente alte otto piani prima e dopo il supermercato UNES; sventrato il Parco del Seveso ivi presente e previsto.

– Da aggiungere: il traffico aggiuntivo per le necessarie complanari, le nuove rampe di accesso e disimpegno dal sistema MILANO-MEDA e RHO-MONZA.

– Da valutare, perché non considerato ancora da nessuno: l’incremento dell’inquinamento luminoso notturno annesso al ponte di 250 mt. a scavalco della MILANO-MEDA e quello del successivo viadotto sopraelevato di 12mt. in altezza.

Rispetto a quanto lei avrebbe detto ai giornali (rif. “il Giorno” di domenica 11 ottobre 2009) preciso le seguenti:

1) “limiti di natura tecnica”. Tali limiti non esistono, in quanto sappiamo che esiste, non fosse altro per poter dire che “costa”, il famoso “quarto progetto”, quello che nessuno ha mai mostrato ai cittadini, cioè quello dell’interramento. La sua risposta, sig. De Nicola, è analoga a quella che diede P. Matteucci (Rif. “il Giorno” di sabato 13 dicembre 2008), il quale definì, evidentemente errando, “tecnicamente irrealizzabile” il passaggio sotto il Seveso, microscopico torrente, promosso al rango di “fiume” in quell’intervista.

2) “limiti imposti dalle risorse necessarie”. I cittadini respingono con forza ed orrore, oggi come allora (“non ci sono le condizioni economiche”, disse Matteucci nella stessa intervista pre-natalizia…) qualsiasi riferimento e scusante che li immoli alla presunta mancanza di soldi. E’ moralmente inaccettabile ed inconcepibile un ragionamento su di un progetto tanto ambizioso che si ha la pretesa realizzare senza le adeguate risorse economiche. “Le nozze con i fichi secchi” non funzionano. Come il nostro Presidente Formigoni ci insegna (Rif. “Il senso religioso”, don L. Giussani), tra le premesse del corretto agire umano, ci sono il “Realismo” e la “Ragionevolezza”, non la “Prepotenza” e l’agire “a caso”. Le opere sono per l’uomo, non il contrario, diamine!!!

Respingiamo al mittente tutto ciò, in relazione anche a quello che vediamo in giro:

–           nello stesso progetto Rho-Monza, a Baranzate, in mezzo alla campagna, ci sarà tutto quello che negate per Paderno: il tracciato in trincea, con, in aggiunta, un vero tunnel di 150mt, un passaggio sotto un torrente canalizzato (il Pudica) e sotto una ferrovia;

–           a Monza state interrando il viale Lombardia, per togliere di mezzo un traffico di 120.000 veicoli/giorno, la metà di ciò che avremo a Paderno Dugnano;

–           Milano sembra proprio che avrà 15 Km di tunnel, da Pero a Linate. Il viale Monte Ceneri sarà bonificato, sparirà il ponte della Ghisolfa, invece a Paderno lo andiamo a costruire con le stesse scellerate modalità….PERCHÈ ?

–           Vorremmo sapere perché nell’astigiano, in mezzo alla campagna, si possono spendere 62 milioni di euro a chilometro per una tangenziale e a Paderno no…

–           Vorremmo altresì sapere perché in Spagna il costo a chilometro di un tratto autostradale è la metà (o meno) di quello che costa in Italia (il dato è del “Corriere” del 7 ottobre, pag. 26, mi sembra. 14 milioni in Spagna contro 32 in Italia). Facciamola fare a ‘sti Spagnoli l’autostrada: abbiamo già recuperato 20 milioni di euro sul chilometro in questione da riutilizzare per il tunnel. O no?

–           Il ponte sullo stretto: più di 4 miliardi di euro per un transito di 18.000 autoveicoli/giorno: meno di un decimo del traffico previsto per Paderno Dugnano… (Rif. “il Giorno” di giovedì 15 ottobre 2009, pag. 6-7).

Gli esempi di cui sopra stanno a testimoniare che, ingegnandosi, non è poi impossibile far saltar fuori le risorse che mancano: perché, come indicano le stime fatte anche dai nostri tecnici (Rif. “il Giorno” di domenica 11 ottobre 2009, “il notiziario” del 16 ottobre 2009), non è affatto certo che i costi dell’interramento siano così distanti da quelli del mostruoso “serpentone di catrame e cemento” maldestramente adottato dal progetto preliminare. Inoltre, tra Paderno Dugnano, Palazzo Isimbardi, Regione e Roma non c’è più alcun “conflitto” di natura politica e, quindi, il dialogo tra le parti ne beneficerà certamente. Anche per risolvere le questioni finanziarie per l’interramento.

Ciò detto, Assessore De Nicola, io voglio vivere dignitosamente come è nel mio diritto di cittadino integerrimo e pretendo che le istituzioni democratiche mi rispettino e non mi schiaccino a piacimento. E visto che, in questo frangente, sto parlando di me, aggiungo che sono un ingegnere del Politecnico di Milano che sono un ufficiale dell’Esercito a riposo, nonché buon padre di famiglia e che, come tale, non posso permettermi di agire come “una testa calda” ! Mi sono pertanto chiarissimi i concetti di serietà, dedizione, sacrificio, disciplina e onore. E’ per questi stessi motivi che non intendo, come tantissimi miei concittadini, piegarmi all’ingiustizia ed alla prepotenza.

Del resto se voi Amministratori, passati e attuali, siete riusciti a scuotere e far adirare una persona come me, un motivo ci sarà sicuramente.

E’ giunto il momento di rivedere seriamente i vostri piani per la Rho-Monza a favore dei cittadini Padernesi e non degli autotrasportatori di tutto il mondo.

E’ anche a causa di tante situazioni assurde come questa che la nostra Italia somiglia sempre meno ad un paese europeo e sempre più ad un avamposto dei sottosviluppati, disumani e degradati paesi “low cost”, che tanto stanno in simpatia al mondo imprenditoriale (chissà perché proprio la Cina, una “ dittatura dove vige la pena di morte” ed un subcontinente indiano dove il 40% della gente è analfabeta sono i luoghi dove è “etico” andare ad investire, togliendo il lavoro agli Italiani; come la storia di NSN Cinisello tristemente insegna…).

Con estrema amarezza e sincerità.

S.Ten. Porati ing. Ferruccio.

Portavoce del Comitato dei Cittadini per l’Interramento della Rho-Monza (CCIRM).

CCIRM 

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