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Paderno Dugnano:Considerazioni sul Piano Generale di Sviluppo (per gli amici PGS)

Considerazioni sul Piano Generale di Sviluppo (per gli amici PGS)

Prima di lasciare la parola al gentile Enzo, che ancora una volta ha contribuito con chiarezza e precisione ai contenuti di questo Blog, devo scusarmi con lui per il ritardo accumulato. Purtroppo a causa di alcune operazioni di aggiornamento che hanno interessato i server che ospitano il blog mi è stato impossibile scaricare la posta dei lettori per circa una settimana e quindi, il testo seguente ha dovuto attendere un po’ prima della pubblicazioni. Ritengo particolarmente significativa l’analisi di Enzo, soprattutto considerata la scarsa partecipazione che la pubblicazione anticipata del PGS discusso durante l’ultimo Consiglio Comunale, ha suscitato sui vari blog. Mi scuso quindi nuovamente con Enzo e gli lascio volentieri la parola.

N.B. Aggiornato il 27/11/2009 su richiesta dell’autore

Letto, grazie a Massimo, il PGS mi permetto di fare qualche considerazione sullo stesso.

Il PGS in estrema sintesi si riduce ad una esposizione di 2 temi:

A) gli impieghi correnti e le loro fonti di finanziamento da una parte e
B) gli investimenti e le fonti degli stessi, dall’altra

Vediamoli:

A) Gestione corrente (pp. 8 e ss.)

Rilevo con soddisfazione il contenimento della spesa per il personale (costante su ca 30% della spesa corrente) e gli sforzi di contenimento e riduzione del debito, che fanno di Paderno un comune, da un punto di vista finanziario, assolutamente virtuoso.

Si potrebbe considerare 1/3 dei ricavi destinato al personale come eccessivo, ma bisognerebbe avere termini di comparazione con altre amministrazioni, magari estere a parità di popolazione.

Dal lato delle entrate, la giunta prevede le seguenti fonti:

Incremento tariffe. Personalmente non ho preclusioni ideologiche all’aumento delle tariffe di alcuni servizi pubblici laddove siano necessità immediata e diretta al miglioramento del servizio e non per la semplice necessità di “raccattare” da qualche parte un po’ di risorse. Va detto che nella stima (p.10) non c’è alcun aumento delle stesse (Proventi dei servizi pubblici)

Oneri di urbanizzazione. Sono rappresentate come una voce pressochè costante, sia dal lato della gestione corrente, che dal lato della gestione investimenti. Ciò significa che, nel prossimo PGT, dobbiamo attenderci un ulteriore incremento delle aree di espansione e relativi permessi a costruire, proseguendo nel continuo e scellerato consumo di territorio che, per considerare il minore dei problemi, prima o poi, finirà.

lotta all’evasione. L’uovo di colombo di ogni amministrazione, locale e centrale che sia. Vaga e costosa da peseguire con un potenziale incrementale di poca consistenza. Più utile ai fini elettorali che al bilancio.

Sponsorizzazioni, convenzioni e accordi di partnership. Voce interessante e vitale ma, andando oltre alle aiuole, per poter incidere in modo determinante sulle voci di bilancio, deve essere perseguita in forma costante e sistematica, un fund rising professionale degno di una grande associazione no profit. Il comune ha in dote risorse umane per questo?

B) Gestione investimenti (pp. 11 e ss.)

Al di là del numero di pagine il tutto si esaurisce in un unico dato:

la somma degli investimenti in 5 anni (2010 – 2014) ammonta a poco meno di 25 miloni di euro; ben poca cosa, circa 4 milioni l’anno, se consideriamo che per mantenere il solo personale se ne spendono, in pari intervallo, 10.

Se teniamo a mente questo dato, meglio si capisce l’inconsitenza della programmazione costituita da una valanga di studi di fattibilità, verifiche e valutazioni, dove l’unica voce di vero investimento, sembra essere – opportuna o meno – cascina Uccello.

Abbiamo detto 25 milioni di impieghi previsti. Ma quali sono le fonti?
eccole
:

Oneri di urbanizzazione (quasi 15 milioni). vale, al quadrato, quanto detto per le entrate destinate alla spesa corrente: deprecabile consumo di una risorsa, il territorio, non rinnovabile.

alienazione di beni patrimoniali (ca 8 milioni). Non si capisce quale sia questo patrimonio che da solo compre il 30% degli investimeni previsti. Ammesso che ci sia, che abbia mercato e che abbia tale valore, vale lo stesso discorso del consumo di territorio: finito quello, finite le risorse da liquidare e da investire per gli anni a venire.

partecipazione in società. Dalle stime sono sparite le entrate da partecipazioni, ma ciò potrebbe essere semplicemente in ossequio al principio di prudenza.
Tuttavia il PGS si esprime con una formulazione sibillina:”Obiettivo dell’amministrazione per il prossimo quinquennio sarà quello di valorizzare le società partecipate dal Comune al fine di creare valore sia per le società che per l’ente sostituire quindi capitale non più strategico per l’ente con opere e investimenti materiali ed immateriali per la città di Paderno Dugnano e per il suo sviluppo”. Non si capisce. L’ente intende potenziare il ruolo delle società partecipate o vuole liberarsi delle partecipazioni capitalizzandole? Ma se vuole liquidare la proprie quote dopo aver creato valore, significa che deve investire ulteriormente nelle stesse, altrimenti dovrebbe uscirne ora.
Sarebbe interessante un’analisi del valore delle partecipazioni e del loro mercato e l’amminstrazione dovrebbe fare chiarezza sul punto.

c) Conclusioni.

L’analisi quantitativa ci dice quanto segue:

Le risorse per gli investimenti, ciò che fa sviluppare una comunità, nel breve periodo (5 anni) sono attinte “consumando” proprio patrimonio non rinnovabile, sia esso immobiliare (territorio e immobili) sia esso mobiliare (forse partecipazioni).

Per progetti più ampi – non specificati – ci si affida a fonti aleatorie, a co-finanziamenti, project financing, ecc.

Va da sè lo scarso respiro di questa politica, se si va un po’ oltre l’orizzonte di mandato.

Da un punto di vista qualititativo e più ampio, il PGS tradisce la pochezza e vetustà dei mezzi e dei metodi per raggiungere obiettivi di visione che pure sono elevati (capitoli “valore e visione” e “missione”: “persona, famiglia, comunità”, “qualità della vita e qualità urbana”, “pluralità e coesione”, “identità-saperi-futuro-memoria”, “Lo sviluppo, la leva del futuro”, ecc.).

I mezzi vetusti, dicevo, perchè in assenza di trasferimenti dallo stato, ci si affida alla vendita dei gioielli, in assenza di uno “stipendio”, invece di cercarne un altro o inventarsi un lavoro, ci si affida alla vendita dei mobili di casa e a piangere miseria. Non è politica che guarda al futuro di una comunità.

Sia inteso, non è un discorso politico. Non credo affatto che l’opposto schieremento politico avrebbe in questa situazione saputo fare di meglio (i numeri passati sono favorevoli per entità congiunturale, ma non per varietà). E’ un problema culturale, di cambio radicale di mentalità nell’amministrazione della cosa pubblica.

Il secondo debito pubblico mondiale, un apparato statale mostruosamente inefficiente, un meridione improduttivo che drena risorse, sono macigni sul paese e sulle amministrazioni locali. Bisogna prendere atto che, salvo un improbabile effettivo federalismo fiscale (su questo presto la Lega dovrà onorare la sua cambiale verso il suo elettorato più intelligente, non sulle facezie dialettali), le risorse trasferite saranno sempre meno.

Tutto ciò per dire che non ho minimamente visto in questo PGS un solo barlume di iniziativa e, se vogliamo, fantasia nel cercare nuove fonti di finanziamento per gli scopi istituzionali dell’ente.

Siamo sicuri che il proprio patrimonio non possa essere messo a vero reddito ricorrente? Perchè non c’è, tra i tanti, uno studio di fattibilità per sfruttare economicamente l’attuale normativa sulla produzione di energia da fonti alternative? Siamo sicuri che la partecipazione nelle società miste non possa essere più di una semplice partecipazione alla erogazione di servizi? Cosa può fare la giunta per attrarre risorse non distruttive per il territorio e per la qualità della vita?

Ecco, nel vastissimo elenco degli studi di fattibilità e verifiche, dovrebbero essere inserite delle sessioni di brainstorming di giunta, per dare risposta a queste domande o per porsene di nuove.

D) Ho finito lo giuro.

Se però la giunta Alparone non ha i mezzi culturali e le professionalità individuali per elevarsi e guardare oltre le montagne, allora torniamo a terra, anzi, sotto terra. Compia un atto di vera responsabilità e se proprio deve vedere tutto, impieghi il ricavato, o buona parte di esso, per un unico e solo obiettivo di mandato: l’interramento della RHO – MONZA.

Se raggiungerà questo obiettivo, la giunta e il consiglio avranno compiuto un vero servizio alla nostra comunità e qualcosa per cui varrà la pena ricordarsi di loro.

Enzo.

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