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Paderno Dugnano:Attenzione a non perdere di vista il problema della Rho-Monza

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Molte cose si stanno muovendo su e intorno al territorio della nostra città e in questo marasma si rischia di perdere di vista vecchi problemi, che richiedono costante attenzione per non deragliare irreparabilmente.
E’ un po’ questo il succo di una profonda riflessione che il portavoce del Comitato dei Cittadini per l’Interramento della Rho-Monza ci ha inviato e che molto volentieri pubblichiamo:

Sabato pomeriggio di una fredda primavera che ancora tarda a manifestarsi. Ho un attimo di pace, ma proprio un attimo e lo spendo per riallineare un pò le idee.

Sono passate tante cose in settimana: la polemica velenosa sulle firme delle liste elettorali; i casini delle aziende di Telecomunicazioni; il can-can sull’inceneritore. Ce ne sarebbero abbastanza no? In tutto questo susseguirsi di eventi, l’attenzione sul problema della Rho-Monza sembra calare, passare in secondo piano, sotto silenzio. E questo non mi piace, perchè io sono sempre diffidente. Non penso mai che alle mie spalle ci possa essere qualcuno che mi possa o mi voglia aiutare. Al contrario, penso sempre che ci sia qualcuno che si voglia approfittare di me, che “mi voglia fottere”, per dirla come Montalbano ed il “suo papà” Camilleri.

In settimana abbiamo visto le trivelle in azione in via Generale Dalla Chiesa: è segno che il progetto Rho-Monza va avanti. Sì, ma in che direzione? Si studia il sottosuolo per portare al Tavolo Tecnico nuovi elementi geologici utili per meglio capire come fare il tunnel? Oppure si cercano solo le conferme per come realizzare i piloni di sostegno della maledetta sopraelevata che tutti conosciamo? Onestamente non lo so: nessuno mi ha detto alcunchè; teniamo aperte le due possibilità. Parallelalmente leggo un commento di avversione all’interramento, probabilmente, come altri apparsi nelle settimane scorse, vergato da mano poco avvezza ai dettagli del progetto. Sembra un parere di qualcuno che “sta contro a prescindere”. Faccio fatica a farmene una ragione, dal momento che, dal 2 febbraio, il cammino di Comitato ed Associazioni va a braccetto con le affermazioni fatte alla cittadinanza da Sindaco e Vice-Sindaco, quella sera al “Falcone e Borsellino”. Vero è che siamo in marzo e che fra un pò si vota: un pò di richiamo con affermazioni campate per aria aiuta a parlare di sè, paventando un non ben identificato “aggravio” per il Quartiere Villaggio. Mi chiedo: “perchè fare una sparata estemporanea di questo tipo e non dire qualcosa nelle sedi opportune, fare un’eventuale osservazione sensata da portare all’attenzione di chi sta facendo la revisione tecnica del progetto?”. E’ difficile capire cosa muove le persone. Però è anche vero che “il nemico ti ascolta” sempre. E per me il nemico sta in talune stanze di palazzo Isimbardi ed in quelle del Pirellone. Il nemico è quel sistema che prende le decisioni senza neanche sapere quali siano i termini tecnici della questione, che non si pone il problema di andare a vedere se la gente starà meglio o peggio, che non si immedesima nei nostri panni una volta che avremo due autostrade sul balcone. Ma una cosa è sicura: nessuno di questi personaggi verrà mai a dirci che muore dalla voglia di comprarsi una delle nostre case con vista sui 14 nastri d’asfalto, per farci crescere, sani e forti, i propri figli (o i propri nipoti, a seconda dell’età dei funzionari). E’ per questo che non si deve dar loro il minimo pretesto per poter dire “non se ne fa più nulla dell’interamento”. E far vedere che, addirittura, qualcuno vorrebbe aizzare un intero quartiere contro un progetto condiviso, oltretutto, con l’Amministrazione Comunale è proprio una grande sciocchezza. Non so neanche quanto ripagante a Paderno Dugnano.

E’ chiaro che ora su Paderno Dugnano c’è un pressing asfissiante: lo sanno anche i sassi che il nodo fondamentale da sciogliere per il progetto Rho-Monza è Paderno Dugnano: è così fin dal primo giorno e lo sarà fino all’ultimo. Adesso c’è il problema dell’inceneritore: gravissimo problema per tutta una serie di cose, comprese le categorie di porcherie pericolose che andrebbero bruciate nel forno e respirate dopo che sono state liberate dal camino. Ma su questa storia dell’inceneritore i Padernesi non sono da soli: prima di loro si sono mossi sia altri cittadini, sia altri comuni. L’inceneritore è circondato ed assediato da un pool di sindaci, comitati ed associazioni. E’ un assalto intercomunale che non potrà far altro che bene alla causa dei citadini del comitato “NO.I”. Già dal primo giorno in cui il problema è esploso c’erano migliaia di occhi che stavano leggendo, capendo, vigilando, contrastando. E’ notizia di oggi che la sola Cormano ha già in mano più di tremila firme. E qui mi fermo, sulle tremila firme. Se penso alla fatica che abbiamo fatto noi del CCIRM a raccogliere le famose tremila firme per richiedere l’interramento della Rho-Monza, non posso che sottolineare come le due situazioni nascono in modo completamente differente. Dopo un mese che mi sbattevo per la Rho-Monza, non ci credeva ancora nessuno a quello che si cercava di diffondere. C’è voluto un anno di lavoro incessante per creare la coscienza del problema a Paderno Dugnano. Dopo un mese di inceneritore, invece, si è già sulla buona strada per imbavagliarlo una volta per tutte.

E’ anche per questo che continuo a ripetere che non bisogna focalizzare tutta l’attenzione l’energia dei volontari sul solo inceneritore. Le trivelle prima, le polemiche superficiali e frettolose sul progetto dell’interramento a ruota, altro non hanno fatto se non ridestarmi il sospetto di una manovra ordita da lontano per colpire la città. Che ne sappiamo noi se qualcuno sta architettando uno “scambio”? Che ne sappiamo se la politica sovracomunale stia pensando di approfittare della somma di tutti i problemi che stanno colpendo Paderno Dugnano in questo momento per trarne un vantaggio? Come i problemi del lavoro dimostrano in questo momento, l’unico imperativo è quello del bilancio, quello dello “spendere poco”, sempre, comunque ed a prescindere. Chi se ne frega se si spende male? In mezzo ci siamo noi, con le nostre vite, con i nostri progetti, con i nostri figli ed un futuro migliore che vorremmo mettere nelle loro mani. Questo per i funzionari delle mille burocrazie che ci circondano non conta niente; ma per noi è fondamentale. Questo è quello che noi cittadini siamo chiamati a realizzare: un futuro migliore per i nostri figli, da costruire come uomini liberi.

E allora: lontano da noi chi pensa di trarre vantaggio dalle nostre sfortune o chi pensa di barattare un problema con un altro. La Rho-Monza interrata e l’inceneritore divelto ed archiviato per sempre vanno una a braccetto dell’altro: bravo chi l’ha scritto in settimana! Non esiste una priorità fra questi due problemi. E noi continueremo a suonare i nostri tamburi della Rho-Monza, allargando la nostra visibilità su orizzonti di portata nazionale, come il nostro sbarco sul sito del “Respiro” sta a testimoniare: là c’è una cartina d’Italia e su Paderno Dugnano c’è una fogliolina gialla sotto la quale si racconta la nostra storia. Con i nostri comunicati stampa e con le nostre interviste (anche ieri sul Giorno ed oggi sul Cittadino) si ribatte con la forza della conoscenza e dei dettagli progettuali a chi fa dell’approssimazione tendenziosa ed approssimativa il proprio stile. La vera autorità affonda le radici nella conoscenza, il resto ha le gambe corte, come le bugie e, prima o poi, si sgretola da solo.

Quindi, non abbassiamo la guardia sull’Interramento della Rho-Monza: lo faremo solo il giorno in cui le autorità (padernesi e non) taglieranno un nastro tricolore all’imbocco del tunnel a Calderara.

Ferruccio Porati – portavoce del CCIRM

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