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Paderno Dugnano sembra attirare i rifiuti … meglio se speciali

Giusto per fare esercizio, ho voluto cercare su Internet notizie relative a società che similmente a quelle componenti la Eureco Holding trattano la gestione, smaltimento, trattamento di rifiuti, siano essi speciali o no.
Stranamente (?) i risultati ottenuti per Paderno Dugnano, che tutto sommato dispone di un impianto di incenerimento di dimensioni contenute, hanno mostrato una numerosità superiore a quella di siti che ospitano impianti più capienti. Inoltre, la tipologia di rifiuti trattati dalle varie società, sul nostro territorio sembra prediligere quelli speciali. Proprio su questo fronte e nonostante tutto quello che fino ad ora si è cercato di fare per scongiurare anche il rischio dell’ennesimo sfregio alla nostra città con la costruzione di un nuovo inceneritore, gli eventi continuano a svilupparsi sommersamente.

All’incontro sull’Inceneritore che i Comitati di Paderno Dugnano e dei comuni limitrofi hanno organizzato al centro Falcone e Borsellino ieri sera, con ampia partecipazione cittadina, il tema trattato è stato proprio questo. Nonostante le ferme opposizioni di cittadini, comitati, associazioni e istituzioni locali dei diversi comuni interessanti, i complessi ingranaggi del meccanismo che vorrebbe giungere alla costruzione del nuovo inceneritore sono infatti ancora in movimento.

Insomma, i nemici dell’ambiente, del buon senso, del rispetto della salute umana, dei diritti altrui stanno posizionando le truppe per trovarsi in posizione di vantaggio nel momento in cui dovessero concretizzarsi i due principali sfregi per Paderno Dugnano: Inceneritore e Rho-Monza.
Ecco quindi che mentre il tempo trascorre inesorabilmente assistiamo alla presentazione di domande per espandere cave notoriamente destinate ad accogliere materiali provenienti da scavi, oppure la costruzione di impianti per il trattamento delle ceneri provenienti dalla combustione di rifiuti o ancora, richieste per l’ampliamento delle capacità e varietà di rifiuti da trattare.

Insomma, stiamo parlando di società gestite da manager e proprietari che evidentemente hanno fatto prima i propri conti e molto probabilmente, i risultati ottenuti li hanno convinti che alla fine l’investimento frutterà. Comunque, per quanto riguarda il posizionare le truppe, già due anni fa la stessa Eureco e una delle società che la componevano si era ‘agitata’ per ampliare le proprie attività. In particolare, la prima chicca nella quale mi sono imbattuto, alla luce dei recenti accadimenti avrebbe potuto portare a conseguenze ancora peggiori a livello ambientale in quanto, è del 2008 una richiesta per varianti sostanziali e di aumento delle capacita’ di stoccaggio e di trattamento riufiuti pericolosi e non pericolosi dell’impianto Eureco. Fortunatamnte la richiesta era stata respinta come indicato dagli estremi nei quali mi sono imbattuto e che di seguito riporto:

Con il decreto n. 0000527 del 27 giugno 2008 il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ha espresso giudizio di compatibilita’ ambiente interlocutorio negativo in merito al progetto di varianti sostanziali e di aumento delle capacita’ di stoccaggio e di trattamento riufiuti pericolosi e non pericolosi dell’impianto Eureco sito in comune di Paderno Dugnano – Proponente: Eureco S.r.l. con sede legale in via Mazzini 101 – 20037 Paderno Dugnano (Milano).

L’Eureco e le società incluse hanno comunque sedi e attività nella vicina Pavia dove, sempre nel 2008 la C.R. S.r.l aveva fatto richiesta per altre modifiche con ampliamento delle attivita’ e delle categorie dei rifiuti trattati, completamento degli impianti in fase realizzativa, incluso l’impianto di inertizzazione e, dulcis in fundo, realizzazione del nuovo impianto di termovalorizzazione ed esercizio delle operazioni connesse, con produzione di 6 MW di energia elettrica.
Anche qui nulla di fatto perchè la richiesta è stata respinta come indicato dagli estremi nei quali mi sono imbattuto e che di seguito riporto:

Con decreto direttoriale n. DSA-DEC-2008000142 del 9 ottobre 2008 la Direzione salvaguardia ambientale del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ha espresso giudizio di compatibilita’ ambientale interlocutorio negativo in merito al progetto di modifica con ampliamento delle attivita’ e delle categorie dei rifiuti trattati, completamento degli impianti in fase realizzativa, incluso l’impianto di inertizzazione, realizzazione del nuovo impianto di termovalorizzazione ed esercizio delle operazioni connesse, con produzione di 6 MW di energia elettrica, nonche’ contestuale riorganizzazione e adeguamento dell’esistente impianto di recupero e smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi, sito nei comuni di Sannazzaro de’ Burgondi e Ferrera Erbognone (Pavia) – Proponente: C.R. S.r.l., con sede legale in via Mazzini n. 101 – Paderno Dugnano (Milano).

Quello che ripeto, mi preoccupa di più è il contenuto della prima richiesta per aumentare le capacita’ di stoccaggio e di trattamento riufiuti pericolosi e non pericolosi. Non voglio nemmeno immaginare cosa si sarebbe trovato a bruciare nel rogo sviluppatosi a seguito dell’esplosione dello scorso giovedì, 4 novembre 2010 e soprattutto, in quali quantità. In ogni caso, c’è troppo movimento su Paderno Dugnano ed è quanto mai necessario continuare a lottare per fare in modo che le cose si risolvano positivamente e definitivamente. NON ABBASSIAMO LA GUARDIA.

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