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Paderno Dugnano: Piano Generale di Sviluppo, ovvero il Piano degli Studi, delle Fattibilità e delle Verifiche

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Ricevo da Ernesto Cairoli e come al solito volentieri pubblico il seguente intervento relativo alla discussione del Piano Generale di Sviluppo effettuata l’altra sera in occasione del Consiglio Comunale. A differenza del collega ARcari confesso questa volta di essere in ritardo con la cronaca del Consiglio Comunale che confido di terminare domani e che partirà proprio dalla discussione del Piano Generale, quindi dall’ultimo atto. In attesa cedo volentieri la parola a Ernesto:

Le 64 pagine del Piano presentato dal Sindaco Alparone, per chi ha avuto la pazienza di leggerlo, sono soprattutto un mare di parole, di Studi, verifiche e  di fattibilità, concetti che trovano la loro effettiva conferma nel Piano triennale appena approvato in quanto sulle opere più importanti non esistono nemmeno le risorse per poterle realizzare.

Sarebbe sbagliato però pensare che l’attuale maggioranza non farà nulla, poiché nelle parole che precedono il Capitolo, Parte III – Le Politiche-Gli Obiettivi Strategici -Le Azioni, emerge una filosofia molto preoccupante e devastante per i cittadini e la città di Paderno Dugnano.

Filosofia che trova concreta attuazione nelle scelte previste nel quinquennio.

Sarebbe troppo lungo affrontare tutti i punti, voglio però mettere in evidenza quelli che a mio parere sono i più rilevanti:

Nei servizi

Una politica sempre più spostata verso il privato e una diffusione a cascata della politica dei voucher, che in sostanza significa “buoni” in sostituzione dei servizi (Assistenza domiciliare, famiglie, ecc.), cercando di trasferire a livello locale la politica Formigoniana. Con questa logica, alla lunga, il comune rinuncia a dare servizi distribuendo “buoni” che i cittadini possono spendere rivolgendosi al mercato attraverso il ricorso a strutture accreditate. La Compagnia delle Opere e CL sono pronti a coprire gli spazi, come già avviene in gran parte della Lombardia Formigoniana (nella sanità e in molti atri settori). Scelte che in molti casi non sembrano nemmeno tener conto del reddito e di eventuali doppioni che, vengono dati dalla Regione Lombardia (es. il Buono scuola che viene dato nella misura del 95% esclusivamente a chi frequenta scuole private).

Emerge la volontà di andare ad un aumento delle Tariffe: riporto testualmente “…adeguamento delle tariffe a coperture più consone e rispettose dell’attuale situazione economica e più eque per i contribuenti”. Cosa significa? L’attuale situazione economica di crisi dell’economia e di conseguenza dei bilanci familiari, indurrebbe a ridurre il peso delle tariffe sui bilanci dei cittadini ma, non credo che “Alpa” intenda questo né che si riferisca a tariffe legate alle fasce di reddito.

La volontà di esternalizzare diversi servizi, testualmente: “Esternalizzazioni per quei servizi che possono essere meglio gestiti con criteri imprenditoriali”. Logica imprenditoriale come quella seguita per nominare ex consiglieri comunali o “amici” nei consigli d’Amministrazione di Energie Locali e Ages?

La rinuncia a dare alle società partecipate (Ages e Energie Locali esempio) attività che, oggi vengono svolte da privati e che invece potrebbero diventare fonti di risorse per l’Amministrazione Comunale visti i chiari di luna sulle entrate. Il colmo però si tocca quando si parla di nuove strategie e innovazione con l’introduzione di nuove tecnologie nel campo dell’illuminazione pubblica ma poi nel triennale si riducono i fondi perfino per l’ordinaria manutenzione.

Sui Beni comuni, a partire dall’acqua si accetta la logica della privatizzazione del governo, nonostante la legge regionale Lombarda e la moltitudine di Sindaci, anche di centrodestra e della Lega Nord, abbia assunto decisioni per l’acqua pubblica.

Si parla di potenziare i Parcheggi ma non si prevedono risorse al riguardo, l’unica affermazione riguarda la revisione della sosta a pagamento.

Parole e affermazioni contraddittorie sui parchi:

–         Si legge: “Prosecuzione con convinzione nella realizzazione del Parco Grugnotorto e del Parco del Seveso,rendendoli maggiormente accessibili e “vicini” alla città (percorsi attrezzati, itinerari, ecc.)”. Peccato che non ci sono risorse a bilancio!

–         Centro sportivo si prefigura un affollamento di strutture, Palazzetto, Area Feste, pista ciclisti, sede Guardie Forestali. Il tutto senza copertura finanziaria poiché il triennale non contiene nulla e con buona pace per le aree verdi.

–         Acquisizione e riqualificazione Cascina Uccello (senza risorse)

–         Dotazione ampie are verdi per ogni quartiere e messa in sicurezza delle strutture esistenti ma anche qui nel triennale non è prevista nemmeno la manutenzione ordinaria.

Sulle strutture scolastiche, al di là dei proclami rimangono, anche se spostate nel tempo, le opere previste dalla precedente amministrazione. Nulla di nuovo e, la scuola Mazzini di Palazzolo o la Media in P.za Hiroshima, possono dormire sonni tranquilli, poiché nessuno andrà a disturbare lo studio dei ragazzi per interventi di manutenzione e/o ristrutturazione.

Si  parla di laboratori per il Pedibus e valorizzare la mobilità lenta ma poi si fa la “guerra” alle piste ciclabili.

Si dice di valorizzare il commercio ma il tutto si risolve con studi per mercato coperto e rionali che sono altra cosa rispetto ai negozi di vicinato e di una politica del commercio.

Sulle infrastrutture.

Permane l’equivoco sull’Interramento della Rho-Monza e non si dice nulla sulla Mi-Meda, la SS provinciale 119 (Garbagnate-Senago-Paderno) e della Metrotramvia Parco Nord-Paderno-Seregno, progetto approvato (quota parte già pagata anche dai comuni) e finanziato già dal Governo Prodi; forse proprio per questo non la si vuol fare e buttare via tutto ciò che si è speso finora.

Nessun riferimento al confronto con FNM e Regione Lombardia per la messa in sicurezza della stazione di Paderno con relativa riqualificazione delle aree adiacenti.

Asili nido

Non si và oltre alla proclamazione dei nidi aziendali, senza tener conto che le dimensioni aziendali delle realtà di Paderno sono molto limitate e, anche se si vuole partire dall’Ente Comunale, non ci sono le risorse a bilancio.

Applicazione del nuovo piano casa nazionale per dare la possibilità a tutti di avere una casa”.

Questo si legge nel titolo 7.1.. Ma il Piano Nazionale non parla solo di volumi in più per chi ha già una casa? E per chi a fatica riesce a pagare gli affitti di mercato? E poi le scelte e le risorse dove sono?

Il lavoro.

Certamente l’Ente Locale non ha molte competenze ma può benissimo sforzarsi di avere delle politiche, è indicativo che sia stato completamente cancellato come obiettivo, forse nella nostra città non esistono artigiani, piccole imprese e, quindi nemmeno lavoratori.

Senz’altro quanto detto può essere visto come un giudizio di parte, di sicuro nasce dai dati contenuti nel Piano Generale di sviluppo. Un dato emerge su tutto, la riaffermazione del concetto: “meno stato più mercato”, infatti i servizi e i voucher, il ricorso a privati anche per opere pubbliche, ulteriore vendita di patrimonio Pubblico (aree verdi o interi servizi? Servizi oggi in convenzione?). Siamo alla vigilia della trasformazione dell’Ente Locale da erogatore di servizi a Ragioniere che dispensa briciole di risorse ai cittadini, i quali dovranno andare nel “mercato” a cercare il soddisfacimento dei propri bisogni e se i voucher non bastano aggiungere di tasca propria.

Forse quando qualcuno afferma “padroni a casa nostra”  e “Federalismo” intende questo?

Per quanto ci riguarda, con le nostre piccole forze, cercheremo di contrastare questo disegno, chiediamo a tutti coloro che condividono  le stesse preoccupazioni di farlo insieme a noi.

Ernesto Cairoli

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