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Paderno Dugnano non è più sola

A nutrire forti dubbi sul fatto che il progetto di riqualificazione della Rho-Monza sia stato fatto un po’ ‘con i piedi’ non sono più solo i cittadini e i comitati di Paderno Dugnano.

Cittadini e associazioni della vicina Novate Milanese hanno inatti avanzato pesanti riserve su numerosi punti del progetto definitivo di riqualifica della tratta viaria nel tratto di competenza del loro comune.

Ne avevo già parlato tempo fa in un altro post, rilevando come il movimento di Novate si sia aggiunto alla lotta con un certo ritardo. Tale ritardo, potrebbe rivelarsi alla fine deleterio a qualsiasi azione si voglia intraprendere in quanto gli stessi cittadini di Paderno, che pur si son mossi all’inizio della vicenda, hanno potuto verificare quanto ridotti siano i margini d’intervento. Un’altra osservazione riguarda le strategie che a questo punto potebbero essere attuate. Conviene mantenere il fronte frammentato e le rappresentanze dei diversi Comuni procedono autonomamente alle rilevazioni d’interesse o a questo punto un fronte ‘comune’ come nel caso dell’inceneritore potrebbe fare la differenza?

Nel frattempo di seguito riporto le osservazioni avanzate dai cittadini e dalle ssociazioni di Novate e relative al contenuto del Progetto Definitivo della riqualificazione della tratta viaria che attraverserà il territorio del loro Comune.

OSSERVAZIONI

SUL PROGETTO DEFINITIVO RELATIVO ALLA RHO MONZA

TRATTO COMPRESO TRA INTERSEZIONE CON SS 233 E VIADOTTO SU LINEA FNM

RICHIESTA DI PRONUNCIA DI COMPATIBILITA’ AMBIENTALE

I sottoscritti cittadini residenti o aventi rapporti lavorativi o familiari  in Novate Milanese, raccogliendo l’appello dell’Associazione Onlus “all’ombra dell’albero”OSSERVANO quanto segue:

1.    Lo Studio di Impatto Ambientale recapitato presso gli Uffici del Comune di Novate Milanese nei primi   giorni di agosto 2010, non è stato sufficientemente portato a conoscenza dei cittadini interessati , neanche nella versione di “Sintesi non tecnica”.

2.   Il medesimo SIA è stato consegnato nella versione aggiornata al mese di ottobre 2008, senza tenere in alcuna considerazione le osservazioni e le proposte di integrazione o alternative presentate durante incontri pubblici con l’ing. Minotti, oppure in atti pubblici dei Comuni di Novate Milanese, Cormano e Bollate, nonché del PLIS della Balossa (Osservazioni al Progetto Preliminare  del marzo 2010), oppure nel corso di molteplici assemblee pubbliche (presso la sede comunale di Paderno Dugnano o altre sedi), con la presenza di autorità comunali e provinciali e di tecnici e managers delle aziende autostradali promotrici del progetto. Pertanto, il Progetto Definitivo dell’ autostrada che viene presentato ci risulta in contrasto con il principio della partecipazione democratica dei cittadini, principio posto dalla legislazione vigente in tema di Impatto Ambientale come condizione per la realizzazione dell’opera.

3.    Il territorio di Novate Milanese è collocato in un’area fortemente antropizzata e caratterizzata dalla presenza di grandi infrastrutture viarie (l’autostrada Torino Venezia, la Milano Meda, la Rho Monza) sorgenti di inquinamento acustico e atmosferico, causa di svariati tipi di malattie (polmonari, cardiache, tumorali).  In questo quadro, la Sintesi non tecnica  prevede (a pag.23) che ”l’itinerario potenziato e riqualificato della SP46 Paderno-Rho mostra un forte potere attrattivo”  di traffico. Così andrebbe a peggiorare una situazione già di per sé critica. Riteniamo invece che Il traffico vada disincentivato.

4.   Osserviamo che i tre quarti ( per la precisione il 74,5% dell’intero tracciato autostradale) è progettato in rilevato. Si tratta per il 42,7% di un’altezza superiore ai 2 metri e per il 31,8% di altezza fino ai 2 metri (tabella a pag. 34 della Sintesi non Tecnica).  E’ quindi sbagliata l’affermazione che il tracciato si svolge prevalentemente in “basso rilevato”, come scritto nella precedente pag. 33.  Il tracciato in rilevato, oltre alle conseguenze negative sul piano paesaggistico, comporta il fabbisogno di 1,6 milioni di mc di materiale di scavo, di cui almeno mezzo milione di inerti pregiati da approvvigionare da cava. Si tratta di materiale che avrà un costo economico e ambientale molto alto. In alternativa, come impostazione generale del progetto, indichiamo  la soluzione adottata per la SS 336 Dir Malpensa – Boffalora, inaugurata nel marzo 2008, lunga 18,5 km, tutta in trincea o in galleria, costata 204 m.ni di  €.

5.    L’alternativa che si propone per il tratto autostradale in oggetto (tavola a pag. 35 della Sintesi non tecnica), è il percorso interrato in prosecuzione e in coerenza con il tratto in trincea fino allo svincolo di Bollate/Novate  (figura 6c a pag. 21 del “fotoinserimento paesaggistico”). Lo scavalco dei binari delle FNM  dovrebbe quindi avvenire non tramite il ponte previsto a pag. 68 del “quadro di riferimento progettuale”, ma in galleria.

6.   Il Progetto definitivo, in tema di paesaggio, è contrassegnato da una contraddizione profonda tra il principio declamato: “Le infrastrutture viarie in progetto devono essere progettate e posizionate con grande attenzione alla funzionalità ecologica, evitando la frammentazione del territorio” (pag. 59 della Sintesi non tecnica) e i disegni presentati, da cui si evince un grande consumo del territorio. Ad esempio, nella parte generale lotto 3 “Relazione tecnico-illustrativa” si destina alla viabilità complanare (una sola corsia) una larghezza di 15 metri, articolata in : 1 corsia, 2 banchine, 2 arginelli, 2 fossi di guardia, 2 guard rail, 2 terreni vegetali! I Comuni di Novate Milanese e di Bollate avevano presentato un progetto di affiancamento delle 2 complanari, con conseguente riduzione della sezione stradale e salvaguardia di parte importante di territorio.

7.   Ci appare altresì contraddittoria la considerazione sull’impatto sul paesaggio della pag. 60 della Sintesi non tecnica, relativa al PLIS della Balossa:  l’obiettivo è “preservare la continuità del corridoio ecologico”.  La stessa Sintesi non tecnica a pag. 60 riconosce la criticità della “ sottrazione di territorio aperto ad uso agricolo nel tratto in attraversamento del PLIS della Balossa” e “l’interferenza con Dorsale verde, varco funzionale alla rete ecologica, corridoio ecologico secondario, nell’ambito compreso fra il PLIS della Balossa e la connessione con la SS35 e la Tangenziale Nord”. La salvaguardia di questo corridoio ecologico si ottiene interrando il tratto di autostrada, riducendo la larghezza della sezione e modificando la collocazione delle complanari.

8.   Impatto sugli insediamenti. La Sintesi non tecnica, a pag. 62, riporta l’elenco dei “ricettori sensibili”: ad esempio gli edifici in una fascia di 500 metri per ogni lato dell’autostrada. Tra questi edifici non viene indicato il plesso scolastico di via Brodolini a Novate Milanese, comprendente una scuola materna ed una elementare (nonché palestra e mensa scolastica). Per l’impatto sui quartieri di Novate a sud della Rho Monza (Vie Bollate, Stelvio, Tonale e Monte Rosa) le soluzioni prospettate (barriera antirumore e fasce limitate di alberi: 2 filari sfalsati) non potranno avere un ruolo efficace di difesa, in quanto il sedime stradale sarà in rilevato e quindi dall’impatto molto rilevante. Viene ulteriormente confermata la nostra proposta che il tracciato deve essere interrato o in trincea.

                                                                                                                                                     Associazione “all’ombra dell’albero”

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