Download!Download Point responsive WP Theme for FREE!

Paderno Dugnano: l’insostenibile leggerezza del PD

Anche nei miei periodi più frenetici non ho mai mancato di seguire le attività politiche di Paderno Dugnano. Effettivamente, avendo precedentemente vissuto in diversi paesi della periferia Nord di Milano e avendo quindi diversi termini di paragone, sembra che quella politica sia l’attività prevalente della sola Paderno Dugnano, tendenza che mi ha spinto tempo addietro, memore della mitica serie di film Don Camillo e Peppone, a ribattezzare la città “Brescello Padernese“.

Eppure, in tutti questi anni di osservazione e partecipazione, salvo brevi pause, e a differenza di quanto normalmente accadeva nei film di Guareschi, i tentativi di imporre le tonalità di rosso effettuati dal principale partito della sinistra nazionale mi sono sempre sembrati localmente un po’ sbiaditi. Ovviamente sto parlando del PD perché al contrario, i tentativi di riportare la predominanza cromatica del territorio alle tinte rosse di Marxiana memoria effettuati dalle frange della sinistra estrema locale, non mancano certo di fantasia, attivismo e a volte, di fanatismo.

Ultimamente mi è quindi capitato di ricevere dall’irrequieto Gianni Rubagotti, un preciso rapporto relativo alla Produttività di Consiglieri Comunali e Assessori 2014-2017. Devo riconoscere che si tratta di un lavoro notevole e preciso, per il quale vanno sinceri complimenti all’autore (che merita una pubblicazione e un’analisi dedicata). In ogni caso, il rapporto in questione sembra confermare l’impressione che ho maturato, se è vero che I numeri decretano che il vero capogruppo del Partito Democratico in Consiglio in questi anni è un politico che da quel partito è recentemente uscito: Marco Coloretti.

I tempi in cui il PD a Paderno Dugnano è sembrato particolarmente attivo risalgono ancora all’epoca delle precedenti votazioni locali, allorché a guidarlo era Oscar Figus. Se non altro, se ne sentiva parlare e le attività erano principalmente focalizzate sulle tematiche locali, con attività concrete.

In ogni caso, una ulteriore conferma all’impressione che ho maturato relativamente a una certa ‘distrazione del Partito Democratico’ per le questioni locali arriva da un recente intervento di Ezio Casati, al Convegno organizzato dall’associazione Democratici per Milano sul tema “Al lavoro per il futuro. Verso il Congresso per un Partito Democratico protagonista” .
In base a quanto affermato dall’ex sindaco e principale riferimento del Partito Democratico locale, il PD deve ripartire dai territori. Ma no?

Giusto per non sbagliare, ho voluto dare un’occhiata anche al sito ufficiale della sezione locale del Partito Democratico. In poco più di un anno, una marea di Comunicati stampa, le uniche iniziative concrete che ne hanno visto la partecipazione sono quelle organizzate dall’intera sinistra padernese, dove il PD compare tra la folla degli organizzatori, le principali iniziative autonome sono state la cena di autofinanziamento e la festa dell’Unità (insomma recupero fondi), un paio di risposte piccate al Blog La Scommessa e al già menzionato Gianni Rubagotti e infine, alcune distrazioni su eventi regionali e nazionali a marca PD. Fumo tantissimo, ma dov’è l’arrosto?

Nel complesso, un po’ poco per quello che dovrebbe rimanere il principale partito di opposizione nazionale e locale e che, dovrebbe guidare le rispettive coalizioni. Probabilmente il Partito Democratico locale non ha ancora capito che le cose sono cambiate, e che non potrà più contare sul riflesso della posizione nazionale per imporsi come faro guida in occasione delle prossime elezioni locali.

Insomma, già l’operazione nelle precedenti elezioni di raggruppare intorno a se tutte le forze locali a tinte rosse, garantendo un discreto bottino di voti grazie al seguito nazionale ed ereditando i risultati dell’incessante lavoro locale svolto da quelli che alla fine ha considerato gregari, non è stata sufficiente per fare la differenza.

Questa volta, considerata la disastrosa situazione che il Partito Democratico sta vivendo a livello nazionale e considerata le scarse posizioni recuperate a livello locale negli ultimi anni, anche solo a livello di visibilità, corre seriamente il rischio di perdere la posizione di faro guida e di dover scendere a più miti consigli nei confronti dei diversi interlocutori di analoga tendenza politica, rischiando viceversa di essere sbranato da figli e figliocci.

Insomma, fin qui la spocchia sostenuta dalla storia e dalla posizione nazionale, ha garantito al PD locale di stare a guardare cosa succedeva, lasciar andare avanti gli altri e permettersi distrazioni nazionali e discussioni fumose sui massimi sistemi. Diciamo una politica superiore, elegante, in guanti bianchi.

Purtroppo il PD a Paderno Dugnano ha meno di un anno per prendere coscienza della situazione e sporcarseli quei guanti bianchi, sperando di riuscire a far ripartire un motore che appare irrimediabilmente grippato.

Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network e/o visualizzazione di media. Per vedere quali cookie utilizziamo leggi l'informativa. Chiudendo questo banner o continuando a navigare sul sito si acconsente all'uso dei cookie. Modifica impostazione dei Cookie
Hello. Add your message here.