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Paderno Dugnano: L’Alparone furioso

168_toro_comix.jpg E’ successo ancora. Sembrava filare tutto liscio in uno dei Consigli Comunali più lunghi dell’attuale Giunta fino a quando, anticipato da un alzarsi dei toni durante la discussione dell’OdG del leghista Caldan sul Crocefisso nelle aule, è accaduto nuovamente il patatrac e il sindaco ha perso le staffe infervorandosi e proiettandosi nuovamente in campagna elettorale. La fatidica frase introduttiva alla sfuriata, rispondendo agli interventi dell’opposizione all’approvazione del Piano Generale di Sviluppo è stata: “Visto che l’avete messa sulla politica vi risponderò con la politica…“. Dopo di questo l’infervorata arringa.

Ma procediamo con ordine partendo dall’introduzione della discussione per l’Approvazione Piano Generale di Sviluppo 2009-2014. In pratica il programma di opere e interventi destinati a cambiare il volto della nostra città nei prossimi cinque anni (ormai 4 e mezzo come ha tenuto a precisare Cerioni – IdV).
Ha per primo preso la parola il consigliere Anelli (Rifondazione Comunisti Italiani), che ha evidenziato come nella presentazione del programma si mettano subito le mani avanti, menzionando la mancanza di risorse, che dovranno comunque essere reperite affinchè gli interventi ipotizzati possano concretizzarsi. Le fonti di ‘provvigione indicate’ come per esempio l’adeguamento delle tariffe dei servizi pubblici, cosa che in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, le vede particolarmente difficili da ottenere. Si è parlato anche di

alienazione di beni ma non si è precisato dettagliatamente di cosa si sta parlando.Insomma, per Anelli il piano proposto dalla giunta Alparone sembra pericolosamente spostato verso il privato e la privatizzazione. Si parla del ricorso a nuove tecnologie come nel caso dell’illuminazione a led, ma nel piano si prevede di dimezzare i manutentori. In definitiva il piano proposto si avvicina di più a uno studio di fattibilità. Tante proposte ma poche e aleatorie risorse per realizzarle.

E’ stata quindi la volta dell’intervento del consigliere Coloretti (Pd), che ha evidenziato come il problema di recuperare le risorse necessarie agli interventi degli enti locali siano ormai da considerare un problema storico in quanto le logiche e le necessità proprie delle realtà locali siano triturati da quelle nazionali. Questo meccanismo purtroppo impedisce di fronteggiare/risolvere la domanda e le necessità locali. Il consigliere ha poi fatto notare come tutti i riferimenti extracomunali contenuti nel piano facessero riferimento alla provincia di Milano e non ai comuni vicini o alla nuova realtà della provincia di Monza-Brianza. Come sottolineato dal consigliere Coloretti gli affari si fanno con i vicini e non è necessario sentirsi forzatamente figliocci di Podestà (ndr questo  è uno degli interventi che maggiormente hanno fomentato la furia del primo cittadino).Tra le varie indicazioni contenute nel piano Generale in discussione, anche il consigliere Coloretti ha posto l’attenzione sull’adeguamento delle tariffe dei servizi pubblici che secondo lui, non dovrebbero essere aumentate indiscriminatamente, ma proporzionalmente alla fascia di reddito (o alla situazione economica).

L’intervento del consigliere si è quindi allargato al discorso delle tasse, lamentando che non vi è alcuna indicazione della volontà di volerle abbattere nel corso dei prossimi 5 anni. Sulla scia del discorso tasse si è quindi collegato all’estinzione dell’Ici, considerandola applicata erroneamente in quanto avrebbe dovuto favorire maggiormente i proprietari di prima casa ma avrebbe comunque dovuto continuare a raccogliere introiti dai maggiori possidenti. Particolarmente chiaro e preciso il successivo intervento dell’ex sindaco e attuale consigliere Massetti, il quale ha esordito facendo notare come, l’attuale amministrazione si gioverà ancora per un certo periodo di quanto precedentemente pianificato dalla giunta precedente (sospetto che anche questo intervento abbia in parte contribuito alla sfuriata finale dell’attuale sindaco).

Positivo secondo Massetti il fatto che nel Piano Generale presentato dall’attuale giunta siano comprese numerose conferme, ma non emerge chiaramente una visione strategica del ruolo della nostra città. Non vi è ad esempio alcuna menzione del ruolo che Paderno Dugnano giocherà nell’ambito del Patto Nord Milano, al quale comunque ha diritto di partecipazione. Buone le conferme relative al verde mentre qualche perplessità ha sollevato il progetto di Cascina Uccello, per la quale non si vede la necessità di investire in una struttura sovradimensionata. Massetti ha quindi insistito sulla mancata definizione di un ruolo chiaro e preciso di Paderno Dugnano per quanto riguarda le infrastrutture, ha lamentato la sparizione della voce piste ciclabili (sulla quale molti attribuiscono una delle cause di caduta della precedente giunta) e ha confermato la necessita della creazione e del mantenimento di una struttura culturale che colleghi Paderno ai comuni limitrofi.Massetti ha concluso evidenziando la mancanza di menzioni al sostegno della famiglia e al dimezzamento degli investimenti nella manutenzione, che inevitabilmente porteranno al dimezzamento dei risultati.

L’intervento successivo del consigliere Pedretti ha sostenuto la tesi che i giovani interpellati si erano dichiarati contrari alla costituzione di una consulta, la quale rappresenta una spesa inutile, mentre non si parla assolutamente di minori. Il consigliere Grassi ha infine evidenziato come nel Piano Generale non si parli di energie rinnovabili  (esisteva già un regolamento/studio a che punto è) e del problema dell’acqua.
Al termine di questo fuoco di fila è giunto finalmente il momento dell’intervento del sindaco che ha esordito come descritto all’inizio di questo post. Marco Alparone ha quindi iniziato l’intervento pronunciando la fatidica frase: “Visto che l’avete messa sulla politica vi risponderò con la politica…”. Il Sindaco ha quindi esordito dichiarando che l’attuale amministrazione ha ereditato molti lavori ben fatti ma anche numerosi disastri, per mitigare i quali sarà necessario investire parecchie risorse. A differenza del modus operandi della precedente amministrazione, il Piano generale presentato prevede un profilo di livello più basso ma decisamente orientato alla concretezza. Il primo cittadino è quindi passato ad elencare i tre disastri più gravi generati dalla precedente amministrazione. Nell’ordine: il ponte di via Cesare Battisti (all’opera una commissione d’inchiesta), sottopasso di Via Bolivia (non ha risolto i problemi di traffico), divisione di due quartieri da sempre uniti con creazione di un ponte non necessario.

Alparone ha continuato lamentando come siano stati sperperati gli introiti provenienti dalle concessioni edilizie in opere derivate da manie di grandezza e senza il coinvolgimento dei cittadini. In definitiva, secondo Alparone la precedente Giunta era arrivata a un meccanismo di autoreferenziazione, incassando utili e reinvestendoli automaticamente in opere grandiose ma spesso inutili e non condivise dai cittadini. La polemica si è quindi spostata sull’accusa di ‘vassallaggio’ verso Podestà in Provincia. Il Sindaco ha ribadito che a differenza della precedente amministrazione che ha discusso inutilmente con il precedente Penati di gallerie fonoassorbenti e mitigazioni per la Rho-Monza, lui e il vicesindaco si sono seduti al tavolo di Podestà con la chiara richiesta che doveva solo essere contemplato l’interramento della nuova tratta, altrimenti non se ne sarebbe fatto nulla. Secondo Alparone tale atteggiamento è ben lungi dall’avvicinarsi a un vassallaggio. A questo punto il sindaco ha ribadito che le priorità dei programmi dell’attuale amministrazione punteranno a risolvere problematiche di manutenzione e sicurezza.

L’intervento del sindaco è terminato con il richiamo al PGT (Piano Governo del Territorio), progetto che l’attuale giunta è in procinto di produrre e che rappresenterà concretamente le linee guida che porteranno a un nuovo sviluppo del territorio del Comune. Documento che la precedente giunta non è mai stata in grado di produrre.

Solo una nota di colore: uno dei due tecnici immagino responsabili della stesura del Piano Generale in discussione assomigliava in maniera impressionante a Lenin. Questo non ha comunque impedito alla minoranza di centrosinistra di bacchettarne l’opera 😀 I signori in questione, pur se presenti non hanno mai avuto la possibilità d’intervenire. Immagino, essendo stati probabilmente gli artefici del Piano Generale di Sviluppo, che avrebbero potuto fornire un contributo essenziale e costruttivo, rispondendo alle obiezioni sollevate dall’opposizione.

A tal proposito, mi permetto a questo punto un intervento personale.
Quello che più mi fa imbestialire dell’intera vicenda è il comportamento del sindaco, che pur con tutta la buona volonta a volte risulta indifendibile. Ogni volta che ne azzecca una, per ogni passo in avanti, scioccamente ne fa subito due indietro con interventi a sproposito. In questo blog mi sarebbe piaciuto e non avrei avuto alcun problema a farlo (anzi mi sarebbe piaciuto) riportare gli esempi e le affermazioni concrete del primo cittadino a sostegno del suo Piano Generale. Invece, ancora una volta è caduto banalmente nella trappola dell’opposizione, la quale, oltre ad aver portato in evidenza le proprie perplessità a quanto contenuto nel piano in discussione, gli ha impedito di sostenerlo concretamente e di evidenziarne gli aspetti positivi e di valore. Purtroppo Marco Alparone negli ultimi consigli si è comportato ne più ne meno come un toro, appena vede rosso carica senza più ragionare. Mi sarebbe piaciuto raccontare come aveva pensato di raccogliere le risorse necessarie, il perchè aveva fatto certe scelte e come aveva smontato punto per punto le osservazioni dell’opposizione. Purtroppo l’unica cosa che ha portato in evidenza durante il suo intervento sono state le precedenti opere della passata amministrazione. Non mi interessa sapere cosa ha fatto o sbagliato la passata amministrazione, voglio sapere invece perchè nel piano ci sono dettagliate determinate opere e come e perchè si pensa di realizzarle. La giunta precedente ha costruito un sottopasso o un ponte sbagliato nel posto sbagliato? Pazienza. Non è certo il momento di disfarlo. Prima realizzo la mia idea di città e poi, a fianco delle opere concretamente realizzate porto il paragone a quelle sviluppate dalla giunta precedente, chiedendo sì a questo punto ai cittadini se non sia il caso di rimetterci mano. Partendo alla carica Alparone continua a fare il gioco dell’opposizione che a maggior ragione dimostra anche una maggior esperienza nelle manovre politiche. Ieri sera si era partiti a parlare del Piano Generale della giunta Alparone e alla fine. nel bene o nel male si è parlato e lasciato parlare solo l’opposizione. Signor sindaco, non mi sembra una mossa e una strategia particolarmente felice da parte sua e dimostra di potersi far manipolare dalla minoranza. La finisca una buona volta di partire alla carica e di proiettarsi immediatamente in campagna politica. Per quanto possa valere il mio modesto parere ieri sera avrebbe dovuto mantenere la calma necessaria per respingere al mittente colpo su colpo. Con la sfuriata invece ha dimostrato quasi di trovarsi in difficoltà e di non saper effettivamente come smontare con motivazioni concrete le obiezioni sollevate dall’opposizione.In tale situazione ha anche perso il controllo sui propri alleati, che se ne sono usciti con eccessivi riferimenti a ‘sogni realizzabili’ o a idee possibili, rafforzando così il paragone del Piano generale a un mero esercizio o studio di fattibilità, più volte avanzato dall’opposizione. Non è bello che la minoranza sappia quale pulsante premere per offuscarle la ragione ed escluderla dai giochi.

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