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Paderno Dugnano: La Tela di Penelope

quartostato.jpgRicevo e volentieri pubblico il legittimo sfogo di Ferruccio Porati, portavoce del Comitato Cittadini per l’Interramento della Rho-Monza, che in queste sue considerazioni tiene a proporsi come semplice cittadino. Conosco Ferruccio e l’ho sempre apprezzato per l’abnegazione, la professionalità, la sincerità e il fervore con il quale ha portato all’evidenza cittadina il grave problema del potenziamento della Rho-Monza. Fin dal primo momento la passione con la quale mi ha illustrato i rischi del progetto preliminare mi ha convinto a partecipare e sostenere il CCIRM. Commisurata quindi allo sforzo che ha profuso sacrificando spesso affetti e vita privata comprendo l’amarezza e lo sconforto che traspaiono dal testo inviato. Io sono ottimista e preferisco vedere il bicchiere mezzo pieno. Ieri sera l’attuale sindaco, senza se e senza ma ha dichiarato di voler procedere verso l’interramento. Ha riconosciuto la necessità del tavolo tecnico, il ruolo del Comitato e la necessità di continuare con i cittadini e nell’interesse dei cittadini. Diciamo che si riparte da dove si era arrivati e che piuttosto a causa delle elezioni come era prevedibile) si è rimasti fermi per troppo tempo. Come dichiarato dal consigliere Costa in occasione del Consiglio Comunale dell’altra sera … “…se l’amministrazione non si muoverà come aveva promesso di fare, noi del Pd ci sostituiremo ad essa e porteremo avanti in ogni sede le istanze dei cittadini”. Ecco, questo è quello che deve continuare a fare il Comitato; vigilare che quanto promesso anche dall’attuale giunta venga realizzato e che si proceda con i tempi e i modi coerenti alla volontà di raggiungere l’obiettivo dichiarato. Nello stesso tempo deve continuare l’opera informativa per essere certi che tutti sappiano e comprendano. Mi scuso per aver sottratto spazio a Ferruccio al quale lascio prontamente la parola.

  

Buongiorno a tutti.

Per una volta mi svesto del ruolo che svolgo all’interno dei volontari del gruppo cittadino che si preoccupa da circa un anno della questione padernese della Rho-Monza, per condividere con tutti coloro che lo vorranno il pensiero e le preoccupazioni di un semplice ‘signor nessuno’ quale in effetti io, come molti tra voi, sono.  

Ieri sera abbiamo assistito ad un dibattimento in Consiglio Comunale sul tema della Rho-Monza, introdotto da un ODG del cons. Anelli, che ha visto l’ODG stesso, alla fine, non approvato. Abbiamo capito che un guasto informatico avrebbe causato un ‘qui pro quo’ sull’interpellanza della sig.ra Scorta; abbiamo capito che la nuova Amministrazione sta acquisendo in questi giorni la totalità delle informazioni e degli atti di tutta la storia istituzionale che c’è stata sulla Rho-Monza.

Non voglio e non mi permetto di esprimere alcun giudizio, anche perché io conosco bene le questioni tecniche legate al progetto preliminare Rho-Monza; il resto lo desumo da ciò che mi si dice e da ciò che leggo. Oltretutto, ammetto la mia difficoltà, faccio fatica comprendere le vie della gestione ‘politica’ di problemi come questo. Dico solo una cosa: ieri sera c’erano molte persone in auditorio, alcune sono venute là anche a scapito della loro malferma salute fisica. Se mi metto nei loro panni, forse hanno capito poco o niente.

Ad ogni modo, oggi è il 30 settembre 2009. Voglio fare il punto della situazione della mia personale esperienza di questi nove mesi di attività intensa, frenetica e difficile. 

In questo momento, passato anche settembre 2009, il sentimento che mi pervade è quello del disorientamento. Mi volto indietro, ripensando a questo 2009 e vedo il mio personale sbattimento allo scopo di manifestare prima un evidente, mostruoso problema ed a scuotere poi un pò tutto il sistema geo-politico padernese, affinchè – in modo unitario – tutti i colori, dal blu al rosso, passando per il bianco, si rendessero conto che le loro forze vanno unite per costringere i costruttori di autostrade a fare l’unica cosa giusta che va fatta per Paderno Dugnano, cioè l’interramento. Dopo il consiglio comunale del 3 aprile scorso pensavo, sinceramente, che fosse così.

Ma se guardo cosa abbiamo in mano concretamente dopo questi nove mesi di frenetica attività, la risposta è: nulla. Nove mesi non è un tempuscolo; in nove mesi un nuovo uomo si affaccia alla vita: nove mesi sono sufficienti a fare una cosa grandiosa.

Noi cittadini, dopo nove mesi di attività, stiamo ancora instaurando incontri fuori dal nostro Comune alla ricerca dei giusti interlocutori che, quanto meno, ci ascoltino e possano mettere in atto le giuste contromisure ad un progetto folle che, di fatto, sta procedendo nella direzione che tutti noi – città di Paderno Dugnano – abbiamo già dichiarato di non volere assolutamente. Ma noi, come città di Paderno Dugnano, ci crediamo o no?

Nel mondo del lavoro ci decretano la sopravvivenza o la cessazione delle attività in base a risultati trimestrali: potete ben rendervi conto perchè sto “friggendo” sapendo che sono passati nove mesi e non solo non sappiamo dove stiamo andando a parare, adesso, sulla Rho-Monza, ma non abbiamo neanche visibilità di uno straccio di piano operativo, un’agenda, una scaletta che è fondamento di qualsiasi strategia d’azione per chi lavora per obiettivi. E’ triste per me pensare che in Italia certe cose si smuovono solo se le tratta il “Gabibbo” …

Vorremmo vedere una serie di azioni concrete su cui concentrarci per dare il nostro contributo: siamo stanchi di dover continuamente avere noi l’onere di portare dal basso una massa di 50.000 persone anche perchè, già da tempo, esistono tutti gli elementi affinchè la lotta per l’interramento si possa e si debba svolgere su altri piani, con altre strutture. Per vincere, ora, a bbiamo bisogno di Cavour con tutto il suo staff ed il suo esercito regolare, non di un Masaniello!

   

Questi nove mesi di lavoro sulla Rho-Monza, visti nel loro complesso, sono come la tela di Penelope: per un po’ si fila, poi si disfa; non se ne viene a capo ed intanto si avvicina il giorno in cui arriverà Ulisse (colui che ci imporrà il progetto definitivamente). In quel momento, egli richiuderà la porta alle proprie spalle, prenderà il suo arco e comincerà a scoccare i suoi dardi su tutti noi, piccoli ‘proci’, ospiti indesiderati nella reggia di Itaca, da cui, uno ad uno, usciremo tutti quanti con i piedi in avanti, distesi su di una tavola di legno’

Ovviamente in senso metaforico!

Un saluto a tutti.

 Ferruccio.

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