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Paderno Dugnano: Il sindaco Alparone e la solitudine del numero uno

leader-del-settore-blg.jpg Preoccupanti i segnali che continuano a giungere dalla cittadinanza, sia da quella di opposizione sia da quella liberamente associata in comitati apolitici e associazioni. Nel giro di due Consigli Comunali infatti si è notato il netto scollamento tra l’attuale maggioranza e buona parte della cittadinanza la quale ha iniziato ad esprimere massicciamente la propria insofferenza. Da una parte il battaglione azzurro procede a ‘tinta unita’ indifferente a quanto gli accade intorno, mentre dall’altra associazioni, comitati e cittadini che non si sentono debitamente rappresentati e rassicurati cercano di colmare i vuoti lasciati dalla politica locale e decidono di muoversi autonomamente.

Due consigli comunali orsono la consigliera Scorta dichiarava: “Il tempo stringe e se l’amministrazione non si muoverà come aveva promesso di fare, noi del Pd ci sostituiremo ad essa e porteremo avanti in ogni sede le istanze dei cittadini”.

Successivamente, le affermazioni del sindaco Alparone in occasione dell’ultimo consiglio comunale, portavano anche il comitato dei cittadini a dichiarare:”…Se la linea sarà quella dell’esclusione del Comitato CCIRM, ne prenderemo atto, ma noi non ci piegheremo, perchè noi rappresentiamo la città e non un rione. Noi vogliamo stare uniti e non frantumati. Le oltre tremila firme protocollate lo testimoniano e, se dovessero persistere dei dubbi, faremo un ulteriore sforzo per ritornare in strada e portarne altre

… Ad ogni modo, il CCIRM è sul pezzo da quasi un anno e non farà trasferimento di “know how” al solo fine di venire soppresso, perchè sarò ingenuo, ma non “pirla” (cito Mourinho). Il lavoro è fatica. Noi l’abbiamo fatta – GRATIS – e la faremo. Ma non per conto terzi. La pappa pronta non esiste. Il rapporto deve essere paritario, di reciproco rispetto e dignità. Non c’è chi ha tutta la dignità e chi non ne ha affatto per poter dire la propria.”.

Oltre alle precedenti dichiarazioni non sono da sottovalutare gli strisicioni che ultimamente hanno iniziato ad apparire in città e che gridano forte il disagio e l’impotenza della gente.

Insomma, in questi primi mesi di governo e nei primi consigli comunali la nuova giunta non si sta certo evidenziando per democrazia e capacità di gestire la partecipazione. Come più volte ribadito dalle pagine di questo blog, la capacità di governare da parte di un primo cittadino si evidenzia nella sua capacità di convincere, ottenere fiducia e consensi, mantenere la compattezza e saper mediare. Dichiarando: ‘io vado, chi mi ama mi segua’ non si fa molta strada. Saper governare vuole dire anche conquistare o meglio guadagnarsi l’ammirazione e la fiducia anche da parte di chi in questo momento non ci ama, ma che stolto non è, ma in grado di riconoscere e ricambiare un impegno sincero, riconoscere il valore di un ‘condottiero’ e distinguere tra una scelta convinta e semplici attività di demagogia e propaganda.
Purtroppo, problemi come quello costituito dalla Rho-Monza non sono propri di un solo quartiere o di una sola frazione della città. Quando la tratta della nuova autostrada per qualunque dei mille motivi che potranno proporsi, risulterà bloccata, la massa di traffico che normalmente è destinato a transitarvi tracimerà sulle complanari e si riverserà in città, con buona pace di TUTTI i quartieri e di TUTTA Paderno Dugnano che diventerà una zona di transito al servizio della metropoli.
Purtroppo, la minimizzazione del problema e quindi, la scarsa conoscenza della sua reale entità da parte dell’attuale amministrazione la si può rilevare dai programmi presentati dai presidenti dei singoli Consigli di Quartiere, pubblicati sull’ultimo numero della Calderina. Tra l’elenco delle attività previste dai singoli Consigli, solo quello di Paderno menziona il problema della Rho-Monza.
Certo, i problemi della città sono tanti, ma proprio per questo i singoli consigli non possono occuparsi direttamente di tutto o conoscere approfonditamente natura e possibili soluzioni di ogni realtà. Per molte cose dovranno quindi (o almeno si auspica) affidarsi o appoggiarsi alle singole associazioni locali, come per esempio quella dei commercianti o dei pensionati, uniche in grado di conoscere realmente l’entità di determinati problemi per il loro settore e suggerire possibili interventi risolutivi.
Per tale motivo quindi non si capisce come mai i singoli Consigli non debbano allo stesso modo avvalersi dell’apporto garantito da un Comitato Cittadini, per quanto riguarda un problema comune come quello della Rho-Monza. In effetti il perchè si è già intuito e risiede nel veto proveniente dal Primo Cittadino, il quale probabilmente ha assegnato al comitato un preciso e non gradito colore politico, oppure semplicemente non gradisce interferenze (e partecipazione) non controllate nel proprio immaginario percorso politico ideale.
Continuando su questa strada il Primo Cittadino di Paderno riuscirà sicuramente ad ottenere l’obiettivo che sembra essersi prefissato e cioè: restare solo circondato da fedelissimi.
Questo non impedirà comunque all’opposizione di attivarsi e procedere come paventato dalla consigliera Scorta oppure ai singoli comitati e associazioni di muoversi altrettanto indipendentemente per verificare che venga fatto tutto quanto possibile e necessario, e  verificare l’operato dell’attuale maggioranza per quanto riguarda lo specifico problema.
Purtroppo i primi segnali si stanno già evidenziando e mentre, Sindaco e Consigli di quartiere tacciono i Verdi assaltano simbolicamente la collina in prossimità dell’attuale tracciato della Rho-Monza, il Comitato dei Cittadini organizza punti d’informazione in occasione dei vari eventi cittadini e spinge per sbloccare la situazione di stallo, altri singoli cittadini si muovono con iniziative autonome come per esempio l’affissione di striscioni in luoghi strategici o l’invio massiccio di e-mail alle varie autorità.
L’aspetto drammatico della cosa è che tutti questi cittadini non sono pagati , ma affrontano l’impegno per passione, perchè consci della portata del problema e perchè sanno di lottare effettivamente per il bene loro e di molti altri. Un comportamento del genere è quello che chiunque si auspicherebbe dai politici di professione, per giunta pagati per farlo.
Invece di impegnarsi attivamente per ‘forzare la mano’ alla Provincia e Serravalle l’attuale giunta perde tempo prezioso per inventare l’acqua calda, modificando il tavolo tecnico che il comune di Paderno aveva già indicato. Non vi era la necessità di tornare indietro, serviva piuttosto la volontà di andare avanti, proponendo agli altri interlocutori una giunta e una cittadinanza compatta. Questo a meno che non si voglia infastidire un alleato politico.
Ma in questo caso, come già accennato più volte in altri approfondimenti, il sindaco Alparone deve decidere fin da ora se vuole schierarsi con la propria città qualunque scelta anche dolorosa questo sottintenda oppure, con il proprio partito.
Ovviamente, nel secondo caso si troverà non a rappresentare l’intera città ma solo una parte di essa, estremizzando la divisione e la conflittualità tra le parti così come già evidenziato in occasione degli ultimi consigli comunali.
 

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