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Paderno Dugnano: fosche nubi all’orizzonte

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In questi ultimi giorni Paderno Dugnano sta vivendo una situazione che per certi versi ricorda tragicamente la scena dell’affondamento del Titanic. Mentre la nave cola a picco infatti l’orchestra continua a suonare. E’ così, mentre nelle piazze cittadine si danza, la Provincia di Milano con un laconico messaggio sancisce il probabile naufragio del tavolo tecnico pro interramento Rho-Monza, stabilito ante elezioni da tutti gli enti coinvolti. Beninteso, anche le danze dell’iniziativa  ‘Paderno in Folk’ nelle piazze cittadine, invece di aggiungere una nota ottimistica a tutta la situazione hanno stonano un po’in quanto, invece di costituire un momento di aggregazione generale, sono andate ad assomigliare a un carrozzone itinerante alla ricerca di un centro città che non esiste.
Così mentre l’orchestra suona in città, la Società Milano Serravalle sembra continuare imperturbata l’iter che la porterà a ricoprire con una gettata di catrame parte di un territorio già devastato, le fabbriche storiche del nostro passato chiudono (Lares e Metalli Preziosi) e i lavoratori per farsi notare e ascoltare sono costretti a salire sui tetti dei capannoni. Insomma, non c’è da stare allegri e le già cupe giornate di questo assaggio d’autunno vengono ancor più offuscate dalle pessime notizie e dai preoccupanti eventi che si stanno sviluppando sul nostro territorio.
Partiamo dall’ormai storico dilemma della Rho-Monza, dove chi si è perso qualcosa può ritrovarlo nei post precedentemente pubblicati. La novità recente è che il neoassessore ai Trasporti della Provincia di Milano, Giovanni De Nicola, ha finalmente risposto (denicola09092009.pdf) a una interrogazione (qui) di Massimo Gatti (Capogruppo Lista civica Un’altra Provincia, PRC, Comunisti Italiani). L’interrogazione avanzata da Gatti chiedeva in breve, che fine avesse fatto il protocollo d’intesa siglato da Milano Serravalle, Provincia di Milano e Comune di Paderno Dugnano per l’istituzione di un tavolo tecnico destinato a valutare la fattibilità dell’interramnento del nuovo tratto autostradale a potenziamento dell’esistente Rho-Monza.
Altrettanto in breve, la risposta della Provincia di Milano ha evidenziato che essendo scaduti i 90 giorni entro i quali il tavolo tecnico avrebbe dovuto essere costituito … non se ne fa più nulla 🙁

Via libera quindi a Milano Serravalle – Milano Tangenziali S.p.a. per l’eventuale redazione di progetti definitivi, sull’unica base disponibile dei progetto preliminare contestato da associazioni e cittadini. Mani libere anche per il sindaco Alparone che finalmente potrà disfarsi della zavorra del tavolo tecnico (peraltro mai digerito) e dare seguito alla creazione della fantomatica ‘rappresentanza qualificata di cittadini interessati dalla tratta’.
Mani legate invece per i cittadini che vedono sciogliersi certezze e risultati ottenuti con gran fatica e dedizione e che rischiano, alla luce dei fatti, di essere estromessi dai soliti giochi di potere.
Passando ad altri argomenti non meno dolorosi, continuano i preoccupanti segnali di disfacimento dello storico tessuto produttivo del territorio padernese e limitrofi. Dopo il caso della Terex Comedil nel territorio di Cusano Milanino, anche due importanti e storiche società di Paderno Dugnano, Lares e Metalli Preziosi,  stanno vivendo analogo calvario.
Anche loro come già avvenuto per la Innse di Milano, per farsi ascoltare e cercare infine di sbloccare la situazione, hanno dovuto arrampicarsi e stazionare sul tetto di un capannone (qui).
Poco tempo fa è stata la volta dei lavoratori della Carrefour di Paderno di scendere in stato di agitazione per protestare contro il ridimensionamento attuato dalla società in altri siti.
Non parliamo poi di quello che sta accadendo alla Siemens/Nokia di Cinisello Balsamo, vicenda che merita un approfondimento a parte in uno dei prossimi post.
Altre piccole realtà produttive e artigianali sono entrate in regime di sofferenza e in alcuni casi hanno dovuto ridurre la produzione e i giorni di lavoro.
Insomma, Paderno Dugnano, così come altri comuni limitrofi è nato e si è sviluppato grazie alle attività del secondario. Non dimentichiamoci che anche il terziario ha senso di esistere a supporto delle attività dei settori produttivi che lo precedono.
Nel momento in cui Paderno Dugnano si troverà senza la spina dorsale che fino ad ora ne ha sostenuto l’economia cosa farà?
Paderno Dugnano deve trovare al più presto coesione, punti di riferimento e atti concreti altrimenti resterà un collage di cinque territori alla mercè di speculazioni e attività propagandistiche.
Servono progetti e obiettivi comuni condivisibili e partecipativi. Il discorso Rho-Monza potrebbe essere uno di questi. Speriamo che per farsi notare e ascoltare anche i rappresentanti cittadini non siano costretti a passare un tempo indeterminato in cima a qualche traliccio.

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