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Paderno Dugnano e Rho-Monza:il CCIRM si appella alle coscienze civiche delle istituzioni

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Ferruccio Porati, il portavoce del Comitato dei Cittadini per l’Interramento della Rho-Monza ci ha fatto pervenire una lettera aperta indirizzata ai sindaci dei comuni interessati dal futuro potenziamento della Rho-Monza. Nel frattempo abbiamo appreso che si è deciso di aprire l’opzione legale e quindi aumentare i toni e i livelli della protesta. Se ‘Caster’ De Nicola vuole la guerra l’ha trovata. Di seguito lasciamo volentieri la parola a Ferruccio:

Egr. Sig. Sindaci delle amministrazioni del Nord Milano interessate dal progetto di “riqualifica” della strada provinciale Rho-Monza,

anche io, semplice cittadino padernese, ho assistito, seppur solo in qualità di uditore, alla sessione della conferenza dei servizi che si è tenuta a Milano lo scorso 22 aprile 2010, assieme a voi o ai vostri rappresentanti là presenti.

Non sono avvezzo a quel genere di adunanze e, onestamente, devo proprio dire che —>>>

ne sono uscito e tornato a casa estremamente deluso e frastornato, per una serie di motivi che poi vi illustro, qui di seguito, nel dettaglio.

Chi ha studiato il tracciato di questa maledetta “riqualifica” sa perfettamente che, qualora questo progetto fosse stata la tesi di laurea di uno studente di Architettura o di Ingegneria, l’ipotetico candidato non solo non si sarebbe laureato, ma sarebbe stato cacciato via dalla commissione di laurea “con ignominia”. Questo per dire quanto siamo distanti da quelle che sono le teorie e le tecniche di progettazione che apprendono, oggi, i nostri ragazzi nei nostri atenei più rappresentativi, Politecnico di Milano compreso.

Ciò detto, spero tanto in cuor mio che ciascuno di voi concordi con me che una città può essere funestata dalla convivenza con un’autostrada perchè ereditata dal passato.In questo caso, Sesto, Cinisello, Cormano sono esempi significativi di un’eredità impossibile (quella della A4) dovuta ad errori che si perdono in decenni in cui molti di noi, me compreso, non erano ancora nati. Su queste realtà bisogna fare ogni sforzo possibile per migliorare la situazione e per non crearne altre uguali. Anche a Paderno Dugnano esiste già una situazione analoga, ed è quella che costringe migliaia di cittadini a convivere con la presenza della Milano-Meda la quale, anche se non si chiama “autostrada”, di fatto lo è e, con la costruzione della terza corsia asservita alla Pedemontana (sempre in centro città e sempre più attaccata alle case), sarà “autostrada” a tutti gli effetti.

Premesso questo, mi chiedo chi fra voi possa dirsi “favorevole” alla costruzione in Paderno Dugnano di un’altra autostrada (la Rho-Monza) in affiancamento alla suddetta Milano-Meda, sempre in centro città e nello stesso spazio fisico della Milano-Meda, costringendo non meno di 6.000 residenti padernesi a respirare i veleni dei gas di scarico che si sprigioneranno proprio là, a meno di dieci metri dalle abitazioni, di un numero di autoveicoli che, rispetto agli 80.000 al giorno odierni, diverranno il triplo.

Perchè, di fatto, questa è la decisione “condivisa” – Paderno Dugnano e Novate escluse – che avete contribuito a fissare per noi cittadini padernesi residenti: l’avvelenamento e le disastrose conseguenze per uomini e donne, bambini ed anziani che tutti noi sappiamo toccano a chi è costretto a vivere entro poche decine di metri dai sistemi imballati di transito veicolare. E’ scientificamente provato anche dai più ritrosi in materia (ultima in ordine di tempo anche la Fondazione Veronesi, un anno dopo la pubblicazione degli esiti delle ricerche del Policlinico di Milano) che l’inquinamento da traffico veicolare fa morire, generando problemi cardio circolatori, respiratori ed inducendo patologie tumorali, prediligendo in questo i più deboli, cioè i bambini.

Con l’esito della scorsa sessione della conferenza dei servizi è stato sancito che la salute di migliaia di inermi cittadini non conta un fico secco e che, nel 2010 è giusto riproporre le stesse storture progettuali degli anni ’60 che condussero alle attuali situazioni di convivenza forzata fra cittadini residenti e sistemi viabilistici imballati di traffico. Non so se voi avete avuto modo di vedervi portar via una persona cara a causa del cancro, ma, per quanto mi concerne, è un’esperienza che ho dovuto subire e che non voglio più ripetere. Voi avete contribuito ad affermare che convivere con 14 nastri d’autostrada, appartenenti a due sistemi autostradali indipendenti, è cosa risibile per le persone. Io combatterò fino all’ultimo dei miei centesimi di euro affinchè questa porcheria chiamata “riqualificazione della Rho-Monza” così concepita ritorni nel maledetto cassetto da cui è saltata fuori.

D’altra parte, sono estremamente sorpreso in negativo per la non comunione di intenti che c’è fra i comuni interessati da questo mefitico progetto, almeno per tutti quelli che dovranno sottostare alla parte elaborata da Serravalle. Dovete spiegarmi perchè sulla questione dell’inceneritore di via Beccaria avete fatto, in brevissimo tempo, anche un fronte comune istituzionale e su un problema devastante come questo, ognuno si limita al proprio orticello. Che senso ha, aver sentito un certo comune che dà il suo assenso all’opera solo perchè il proprio territorio è interessato dalla sistemazione di una rotatoria di svincolo o da un pezzetto di complanare? Oppure, posto che sia giusto agire così, per quale motivo il parere di suddetto ipotetico comune deve valere tanto quanto quello di Paderno Dugnano che, di fatto ha il più colossale problema autostradale presente in Italia e, forse, in Europa? In conferenza dei servizi ho sentito anche il parere favorevole del Comune di Milano. Cosa c’entra il Comune di Milano nel determinare se a Paderno Dugnano si deve adottare una certa soluzione tecnica o no?

Perchè per l’inceneritore vi siete compattati e qui non ho mai sentito parlare una sola volta di un ipotetico “tavolo dei sindaci” che elaborasse un “NO” a questo tipo di progettazione autostradale? Il flusso di veicoli (per lo più puzzolenti autotreni e furgoni, ricordatevelo) che passeranno sulla nuova autostrada sono immensamente di più di ciò che transita oggi sulla Rho-Monza: saranno 107.000 veicoli/giorno e, con l’assenso dato lo scorso giovedì, vi ritroverete i territori tempestati di centri commerciali, in primis l’IKEA a Cormano, a partire da dietro il cinema multisala “Le Giraffe”, come già si sente dire. Non porterà tutto ciò un movimento additivo di autoveicoli commerciali e privati H24 e sette giorni su sette ad intasare la viabilità dei vostri comuni e ad inquinare ulteriormente le vostre/nostre aree residenziali?

La Provincia di Milano ci ha presi in giro: ci ha fatto perdere un anno e mezzo di tempo per uno studio in cui non ha mai creduto, viste le motivazioni ufficiali della delibera di giunta provinciale del 20 aprile ed ha concluso frettolosamente ogni indagine migliorativa del progetto, affermando anche, spudoratamente, che il tunnel non contribuirebbe a disinquinare. Per forza: i professionisti della progettazione incaricati non hanno previsto di trattare i fumi intrappolabili nel tunnel!!!

La Rho-Monza è un problema serio che andrà a ledere la vita e la dignità di migliaia di persone. Tutti si sarebbero dovuti preparare – e bene – sull’argomento: ma non lo era De Nicola quando lo incontrai a settembre per la prima volta e gli misi in mano un CD con la documentazione che stavo studiando da un anno e, forse, non lo era anche quel vostro rappresentante presente in conferenza dei servizi lo scorso giovedì, di cui non ricordo nè il nome, nè il comune di provenienza, per il quale quell’incontro era il “Tavolo Tecnico” ed infatti è stato prontamente ripreso da un collega che gli ha ricordato che quella era una “conferenza dei servizi”…

Siccome il progetto è ancora sulla carta, faccio appello a tutti voi affinchè vi adoperiate d’urgenza per una posizione isituzionale complessiva che sia comune a tutti nel respingere questo progetto, esattamente come avete cercato di fare nel caso dell’inceneritore di via Beccaria.

Altrimenti, estremizzando e banalizzando, per quale motivo non dovrebbe poter nascere l’inceneritore in area ex Tonolli? Questo progetto Rho-Monza non inquina e non devasta meno di un inceneritore… Almeno a Paderno Dugnano e comuni limitofi.

Sarei in difficoltà anch’io nel fornire una risposta sul perchè dire NO all’inceneritore e, nel contempo, SI’ a questa Rho-Monza.

Ricordiamoci, infine che “il mercato del pesce” di EXPO – in vista del quale questo progetto è ipotizzato – durerà sei mesi; poi le bancarelle verranno smontate ed invece noi avremo un eco-mostro che resterà dei secoli…

In attesa di un miracolo, porgo a tutti i miei più distinti saluti.

P.S: per estrema chiarezza, nell’allegato agli atti relativo alla sintesi degli impatti, gli stessi progettisti, fra tutte le sciagure che elencano, citano espressamente, “la compromissione di aree insediate”. E’ giusto non reagire a tutto ciò?

Ing. Ferruccio Porati

portavoce del CCIRM – Comitato dei Cittadini per l’Interramento della Rho-Monza

Di seguito copia dell’analisi impatto ambientale: sintesi-impatti.pdf

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