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Paderno Dugnano come Milano, all’ultimo respiro

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Il Comune di Milano (e non solo) può essere portato in tribunale per omicidio colposo? E’ quello che chiederò ai miei avvocati. 140 milanesi muoiono ogni anno a causa delle polveri sottili. Migliaia vengono ricoverati al pronto soccorso per malattie all’apparato respiratorio. Il tutto con l’assenza e l’omertà del Comune.

Inizia così un post pubblicato di recente sul Blog di Beppe Grillo (http://www.beppegrillo.it/), corredato da un filmato che riprende un’intervista a Edoardo Bai del Comitato Scientifico di Lagambiente e presidente della sezione milanese di medici per l’ambiente, dove vengono tristemente confermate le cifre anticipate da Beppe Grillo.

http://www.youtube.com/watch?v=1zbaUISa02o

Purtroppo il problema a volte non viene sentito e viene sottovalutato. A volte, in inverno, complice anche l’attivazione dei riscaldamenti condominiali, quando le soglie d’allarme registrate dalle centraline ambientali costringono al blocco del traffico, ecco che ci si accorge come il problema è veramente di tutti, non solo di quelli che abitano in prossimità della Rho-Monza.

Eppure il problema esiste ed è evidente, verificabile, visibile. Passate un panno bianco sulla ringhiera del vostro balcone, il davanzale di una finestra, una superficie esposta all’esterno. Quella patina nera che vi rimane impressa è molto diversa dalla comune polvere dei mobili di casa e, in buona parte è entrata anche nei vostri polmoni. Il vento soffia e quello che viene prodotto da una nuova e importante fonte d’inquinamento come sicuramente sarà la nuova Rho-Monza viene trasportato e diffuso ‘democraticamente’ su tutto il territorio comunale.

Prendiamo coscienza del fatto che l’interramento non è la soluzione ma semplicemente il male minore. Purtroppo, al momento nel nostro paese quello dei trasporti costituisce ancora un problema irrisolto. Così come concepito non potrà sicuramente migliorare, ma si avvia a raggiungere quanto prima un punto critico dove sarà necessario e indispensabile rivedere il tutto e trovare soluzioni alternative.

Quella di continuare a costruire strade e ampliare quelle che ci sono sicuramente non rappresenta la soluzione ma solo un rinvio del problema. Purtroppo, comunque vada a finire la storia della Rho-Monza, tra una decina di anni quando qualcuno, magari per realizzare una tesi si prenderà la briga di effettuare un’analisi statistica sull’incremento di malattie cardirespiratorie e di tumori in prossimità del tracciato della nuova autostrada e, le confronterà con quelle degli anni precedenti alla riqualificazione del tratto viario, verificherà un’impennata delle patologie. Come accadde per l’amianto.

A quel punto quando sarà troppo tardi si correrà ai ripari. Nel frattempo i morti imputabili al nuovo nastro d’asfalto sulle coscienze di chi andranno caricati: Provincia? Regione? Comune? Mi fa sorridere pensando a quando qualche anno fa quando Formigoni dichiarava che le sigarette costituivano un’importante e sottovalutata fonte di inquinamento atmosferico. Signor Formigoni, a quante sigarette ammonterà l’inquinamento aggiuntivo generato dall’aumento di traffico dopo il potenziamento della Rho-Monza? Per tre mesi di una fiera ci beccheremo un’eternità di danni. Sarà per questo che nei progetti comunali è comparsa la voce di ampliamento cimiteri?

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