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Paderno Dugnano…mi presento

I centri costituenti il ComuneCome primo post dell’attuale blog dedicato a Paderno Dugnano mi sembra quanto meno doveroso fornire una presentazione e qualche dato saliente relativo al Comune in questione.
Iniziamo dal nome ufficiale degli abitanti che possono essere identificati come Padernesi. La superficie del comune è di circa 14 kmq e al 31/12/2006 ospitava circa 47013 anime.
Paderno Dugnano, come può lasciare intuire il nome stesso non nasce come Comune unico ma bensì dall’unione di diversi centri.
Il Comune di Paderno Dugnano infatti nasce ufficialmente nel lontano 1886 con l’unione amministrativa di un insieme di centri – Incirano, Cassina Amata e Palazzolo, oltre naturalmente Paderno e Dugnano, che risultano insediati da almeno un millennio attorno al corso del Seveso, ma che oggi fanno parte diretta della metropoli, ben collegati al centro di Milano grazie alle Ferrovie Nord e alla superstrada per Lentate in direzione di Como.
A seguito dell’unione nasce quello che è l’attuale stemma del Comune e che riassume in se la storica fusione. La figura del castello infatti fa riferimento ad un’antica fortificazione, i cui resti sono stati rintracciati sul territorio della frazione di Palazzolo. La figura del caldaio, ovvero della caldaia che sovrasta il castello, deriva dallo stemma della famiglia lombarda dei Calderari, che dal 1683 era stata investita del feudo di Paderno; il bandato d’argento e di verde di sei pezzi deriva dallo stemma della famiglia milanese dei Dugnani, che dal 1683 risulta siano stati i feudatari della terra di Dugnano; infine le due “fascie” di rosso, in campo d’argento derivano dallo stemma della famiglia lombarda degli Imbonati, che a partire dal 1697 erano stati i feudatari della terra di Cassina Amata, oggi frazione di Paderno Dugnano. Si fa peraltro notare che in questo stemma il castello si presenta chiuso e finestrato di rosso; e non come dovrebbe essere: aperto e finestrato del campo. Con D.P.R. del 25 settembre 1989, al Comune di Paderno Dugnano è stato concesso il titolo di Città.
Nato prevalentemente come centro agricolo, oggi mantiene solo alcune sporadiche tracce della passata vocazione e sopravvivono solo piccole realtà, presso le quali è comunque ancora possibile incontrare i tipici animali da fattoria e acquistare prodotti originali e genuini, come per esempio il latte e le carni. Non mancano le aree verdi tra le quali assume una notevole importanza il parco sovracomunale del Grugnotorto- Villoresi, istituito nel 1998.
Questa zona rappresenterà il cuore di un’area metropolitana di grandissime dimensioni: il Parco del Grugnotorto. Quasi otto milioni di metri quadrati di verde saranno suddivisi tra sei comuni, tra i quali Paderno Dugnano offrirà una superficie di 2.700.000 mq, circa il 35% del totale. Per la realizzazione di questo parco mancano gli ultimi adempimenti burocratici. Il progetto futuro prevede il congiungimento del parco del Grugnotorto, a nord est, con il Parco Nord e, a nord-ovest, con il Parco delle Groane, per realizzare una cintura verde intorno a Milano.
Attualmente la parte di territorio che il Comune di Paderno dedicherà al progetto del parco del Grugnotorto comprende, tra l’altro, la zona naturalistica del Parco Nord, derivata dal ripristino ambientale di una cava di ghiaia. Attualmente sono in funzione un lago artificiale e un suggestivo anfiteatro, dove in estate vengono organizzati spettacoli all’aperto e dove durante il corso dell’intero anno si svolgono numerose attività di pesca sportiva.
Le piazze storiche del paese sono in gran parte ciò che rimane di residenze nobiliari del 600/700: spiccano le ville Dugnani e Rotondi.
Villa Dugnani a Dugnano fu edificata alla fine del Seicento su una precedente costruzione medievale. Questa porzione originale, posta nell’estremo est, presenta sulla facciata decorazioni barocche mentre il corpo centrale, ottocentesco, è invece su due piani ed è caratterizzato da un salone centrale che serviva per il collegamento tra il giardino antistante e il parco, sul retro. Di più antica costruzione è certamente Villa Rotondi, ora residenza parrocchiale e sede dell’oratorio della Chiesa dei SS.Nazaro e Celso, di cui si ha notizia già nel 1650. La bella residenza di via Grandi fu proprietà, alla fine del XIX secolo, del letterato Giosafatte Rotondi, compositore di poesie dialettali, collezionista e fotografo.
La parrocchiale, intitolata a S. Maria Nascente. Costruita tra il 1450 e il 1491, subì numerose e drastiche trasformazioni fino a quando, intorno al 1930, venne totalmente ricostruita in stile modernista su progetto dell’architetto Longoni. Attualmente l’edificio, a croce latina a tre navate, conserva alcune opere degne di nota: la statua marmorea dell’Immacolata sull’altare maggiore, due tele di Bernardino Luini nel presbiterio e due bei quadri di scuola veneta sopra le porte laterali che conducono alle sagrestie.
Villa Archinto Gargantini a Incirano, il cui progetto settecentesco prevedeva un ampio giardino interno. Purtroppo, dell’originario schema a corte rettangolare, sono andati perduti l’ala sinistra e il corpo centrale. Tuttavia, nonostante le pesanti ristrutturazioni e i numerosi rimaneggiamenti, la villa conserva interessanti elementi architettonici e decorativi, come la fontana con il mascherone in pietra, le colonne in granito del portico e la torretta cilindrica con belvedere, di fattura romanica, prospiciente la strada. Un tempo legato strutturalmente e funzionalmente alla corte Castoldi dove, fino al secolo scorso, risiedevano i massari e i contadini che curavano la proprietà terriera, l’edificio è attualmente sede della Biblioteca Comunale e del Servizio Cultura.
Lungo la statale 35 dei Giovi, è la chiesetta molto antica del Pilastrello, chiamata dalla popolazione locale “giuesuolo” campestre e divenne meta di una processione annuale propiziatrice dei raccolti.
Testimonianze della lunga storia del Comune sono le numerose scoperte archeologiche avvenute a Paderno nel corso del 1900. I reperti d’ epoca protostorica e storica recuperati nel territorio di Paderno risultano inoltre tra i più interessanti ritrovamenti effettuati nella provincia di Milano.
Tra il ‘ 56 e il ‘ 59, infatti, a Paderno Dugnano durante la costruzione di alcuni edifici vennero ritrovate ben tre tombe, di cui due di origine gallica e celtica, e una del periodo romano. In via Roma, nel centro del quartiere di Paderno, venne alla luce una tomba gallo-romana, con un corredo composto da un vaso e due bicchieri. Sempre nella stessa via, nel 1959, si scoprì una tomba celtica a pozzetto, risalente al XII-XI secolo a.C., contenente un’ urna carenata coperta da una scodella. Il ritrovamento più importante, la «tomba dell’ atleta», avvenne ancora nel 1959, in via Pisacane, nella frazione di Palazzolo Milanese. Risalente al I secolo d.C., presentava un corredo tra i più preziosi del Museo archeologico di Milano, composto da un’ hydria bronzea (urna cineraria), due olpi (vasetti), tre balsamari in vetro e due strigili in bronzo, raschiatoi che servivano agli atleti per pulirsi dalla sporcizia dopo gli allenamenti e le gare.
Intorno all’anno Mille Paderno e i territori circostanti si presentavano già con la forma del tipico villaggio medievale, sottoposto alla giurisdizione ecclesiastica di Desio, capo della Pieve. Il feudo veniva donato nel 1476 dal Duca milanese Galeazzo Maria Sforza all’amante Lucia Marliani, con i dazi del vino, delle carni e del pane. Nell’arco di tempo compreso tra il 1683 e il 1697 i territori dei cinque nuclei vengono scissi da Desio e ceduti a singoli feudatari.
Da qui nel corso del tempo si è giunti alla storica fusione del 1886 e alla nascita ufficiale del Comune di Paderno Dugnano.

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