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Paderno d’Egitto

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Paderno Dugnano ultimamente sembra quasi essersi trasferita in Egitto, sicuramente non per quanto riguarda il clima ma piuttosto per le opere ‘faraoniche’ che si stanno ipotizzando. Sto parlando del nuovo ponte di Incirano in affiancamento a quello che già esiste, sto parlando della metropolitana ipotizzata dall’attuale giunta in sostituzione alla riqualificazione della metrotramvia esistente, sto parlando del mercato coperto, della tangenzialina di Varedo e ovviamente dell’immancabile Rho-Monza.

Alcune di queste opere come la Rho-Monza e la riqualificazione della metrotramvia, sono in parte già finanziate, erano già previste, verranno comunque realizzate, possono essere attivate in tempi relativamente ristretti e se sfruttate strategicamente nel modo corretto porterebbero indubbi vantaggi alla vita dei cittadini e migliorerebbero notevolmente la qualità di Paderno Dugnano elevandone il rango tra i Comuni limitrofi.

Alcune altre opere come per esempio la metropolitana sono si ambiziose, non erano previste, non sono immediatamente realizzabili, potrebbero far perdere importanti finanziamenti e creare contrasti che potrebbero ripercuotersi su altri progetti come per esempio la Rho Monza. Il mercato coperto rientra  invece tra le opere interessanti che andrebbero però analizzate attentamente, che prevedono delle alternative atrettanto valide e magari più funzionali ed economiche. Infine vi sono le opere come il ponte di via Cappellini e la tangenzialina di Varedo di cui quasi tutti farebbero volentieri a meno.

Di fianco a queste opere faraoniche destinate nei prossimi tempi a infiammare le discussioni resta purtroppo un mondo di piccole opere dal grande valore che vengono costantemente ignorate. Resterebbero anche opere ereditate dalla precedente amministrazione, che da tempo meriterebbero una risistemazione in quanto così come concepite alla luce dei fatti o risultano poco funzionali o addirittura assolutamente inutili.
Tra le piccole opere di grande valore vi sarebbe il famoso sottopasso della ferrovia a Paderno per migliorare la comunicazione e il transito ciclopedonale tra la biblioteca Tilane, i parcheggi, la stazione e l’istituto scolastico De Marchi. Non so se per tali opere contribuiscono finanziariamente le FNM, ma l’opera a questo punto, con la nascita della biblioteca, si rende quanto mai necessaria.

Restando in tema biblioteca, l’opera così come inizialmente concepita ha già mostrato alcuni limiti come per esempio l’esposizione alle effrazioni o l’assenza di apposite aree studio isolate acusticamente. Questo è un classico esempio di opere ereditate che necessitano di interventi per essere completate e migliorate.
Un’altra opera frutto delle precedenti ammimnistrazioni e per la quale non sono ancora riuscito a darmi una spiegazione riguarda le strutture metalliche presenti in piazza Falcone Borsellino (v. immagine?). A cosa servono???

La piazza in questione si presenta completamente aperta e le piantumazioni presenti nella zona delle panchine avranno ancora bisogno di anni per fornire il minimo riparo necessario (sempre se sopravvivono). Di conseguenza, d’estate la piazza diventa una lastra incandescente assolutamente invivibile e in una città carente di luoghi di ritrovo, questo sembra assolutamente uno spreco inutile.

Le strutture metalliche presenti, appaiono come idee abortite di tettoia. Non so se si è cercato di creare un moderno gazebo al termine della piazza, se era previsto il posizionamento di una copertura, se era previsto che fungessero da sostegno per edera o altri rampicanti. Insomma, i due catafalchi presenti costituiscono un aborto per qualsiasi funzione ne sia stata concepita. Se era prevista una copertura questa non è stata posizionata e la funzione delle strutture è venuta a mancare. Se erano concepite come semplice arredo urbano, oltre che inutili e costose risultano esteticamente di dubbio valore. Non penso che applicarci una serie di perline in legno sconvolga l’estetica o prosciughi le casse comunali.

Vero è che se si è eliminato dai finanziamenti anche la realizzazione di un recinto intorno all’area giochi della piazza in questione, la quale viene costantemente attraversata da bici e moto, vedo difficile anche la riqualificazione delle strutture metalliche in discussione.
Insomma, a Paderno Dugnano in alcuni momenti mi sembra si continui a pensare alla trave senza accorgersi della pagliuzza. Si parla di opere faraoniche da tramandare ai posteri e così facendo si trascurano i piccoli interventi in grado di apportare con minimo sforzo grandi vantaggi.

Forse si sta mettendo troppa carne al fuoco e come al solito si perde tempo a sognare, ipotizzare invece di concretizzare. Sarebbe ora di iniziare a lavorare umilmente sulle piccole cose, facendo esperienza, favorendo la cittadinanza e puntando alle grandi opere. In alcuni casi il fastidio è manifesto nel momento in cui si deve riprendere qualcosa ricevuto in eredità come la Tilane o l’esempio di piazza Falcone Borsellino, ma non per questo si devono trascurare. Anche opere già ipotizzate dalla precedente amministrazione come il sottopasso alla stazione di Paderno possono essere riprese e riviste in chiave completamente differente, assumendosene completamente la paternità.

Sembra vi sia la paura di non avere il tempo, di dover assolutamente fare qualcosa di grande e di nuovo, si immagina la costruzione della Sfinge ma non si comprende che prima si devono squadrare le pietre.

Confidiamo nell’anno nuovo e in una rinnovata presa di coscienza di cosa va fatto e cosa può essere demandato, di cosa è importante e urgente e di cosa invece è prorogabile.

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