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Nonsolo Leganti Naturali

equilibrioAl termine della grande riunione dell’altra sera alla quale ho partecipato insieme a un numero consistente di concittadini, dovrebbe essersi costituito l’ennesimo comitato locale con il compito di monitorare, correggere e verificare lo sviluppo della vicenda dell’inquinamento atmosferico cagionato dalle attività non ancora avviate dell’impianto della Leganti Naturali, il cui scopo è quello di trattare le scorie provenienti dall’incenerimento dei rifiuti per creare inerti destinati all’edilizia.

Da tale evento voglio partire con alcune considerazioni che ritengo significative o quanto meno, degne di riflessione e approfondimento. Per sgombrare subito il campo da possibili fraintendimenti e dalle eventuali forzature e strumentalizzazioni dei pirla (eh si ho detto proprio pirla) di turno tengo a precisare come più volte espresso in altri post, che condivido in toto la reazione dei cittadini del villaggio e delle altre zone interessate (si, ci sono anche io con i miei figli) dalle esalazioni della Leganti Naturali. Puzza, inquinamento atmosferico e disagi provocati dalle attività di un impianto produttivo di qualsiasi natura NON DEVONO ESISTERE e NON SONO CONCEPIBILI.  Premesso questo è quanto meno limpido che debbano scomparire completamente e definitivamente.

In tale situazione, ben venga la costituzione di un ente di controllo autonomo che probabilmente, come nel caso del possibile inceneritore sull’area ex. Tonolli, avrà maggiori possibilità d’azione nel momento in cui verrà richiesta la sottomissione del progetto dell’impianto della Leganti alla procedura di VIA, nella quale si apriranno ampi spazi per interventi e integrazioni da parte di associazioni, comitati e semplici cittadini.

Detto questo e andando oltre lo tsunami mediatico che si è scatenato in questo periodo che, come in altre occasioni simili mi sono trovato ad evidenziare, ha portato si molte informazioni utili ma le ha pesantemente inquinate con quasi altrettanti allarmismi ingiustificati e informazioni imprecise, sono da effettuare alcune considerazioni oggettive che, se anche possono apparire scomode meritano degna attenzione.

Le prime nascono proprio dall’evento dell’altra sera, la cui introduzione è stata dedicata al tema degli inceneritori. La presentazione ha ricalcato fedelmente quella di cui mi occupai all’epoca della nascita del  comitato No Inceneritore, vicenda ancora non conclusa che comunque, per l’ennesima volta conferma come, la soluzione del trattamento dei rifiuti affidata a impianti che erroneamente qualcuno ha voluto ribattezzare ‘termovalorizzatori’, non risolve assolutamente nulla. Detto questo penso che la comunque ottima presentazione di apertura della riunione dell’altra sera, come avvenuto con altre notizie che sono andate a comporre lo tsunami mediatico dei giorni scorsi, abbia sollecitato allarmismi eccessivi con il  richiamo a sostanze e inquinanti non direttamente legati alla situazione attuale del territorio. I PM10, i PM 1 sono infatti inquinanti e problemi maggiormente connessi alla prossima ventura riqualificazione della Rho-Monza piuttosto che alle ceneri bagnate della Leganti Naturali.

Arsenico, diossine e idrogeno, sono sostanze maggiormente connesse all’attività degli inceneritori, difficilmente riconducibili al materiale trattato dalla Leganti Naturali. Lo stesso trattamento termico dei rifiuti ha come obiettivo principale l’eliminazione di diossina, mentre a far parte dello stesso ciclo di trattamento entra l’aggiunta di ammoniaca. Discorso differente potrebbe essere fatto per l’idrogeno, ma anche questo, con semplici reazioni,  rientra nella produzione di ammoniaca oggetto del contendere.

Insomma, forse tra l’immensa mole di documenti, ricerche, analisi, illazioni, sentito dire, anticipazioni,  ipotesi, interviste, filmati e leggende, si dovrebbe riportare tutto nella giusta dimensione, che per quanto inquietante possa comunque risultare, credo sia di qualche misura inferiore a quello che si è andato a generare.

Si discute di numero di camion avanti e indietro per il nostro territorio, di carichi pericolosi, di idrogeno, di sostanze sconosciute e di attività a rischio, ma a quante altre attività produttive già presenti sul nostro territorio e in quelli limitrofi possono essere ricondotte simili riserve??? Non sto a far nomi di importanti industrie presenti nella nostra città o in quelle vicine che trattano solventi, sostanze altamente inquinanti come piombo e derivati o le cui attività comportano comunque un grado d’incidente o di inquinamento potenzialmente comparabile, se non superiore a quello attribuito alla Leganti Naturali??? Vogliamo parlare solo dell’inceneritore di Incirano che per primo con le proprie attività ed emissioni rientra pienamente nella serie di accidenti elencati nell’allarmante presentazione dell’altra sera???

La Leganti alla prova dei fatti sta emettendo ammoniaca, cosa sta emettendo da anni l’Inceneritore di Incirano???? Chi sta cagionando il rischio maggiore? Chi dovrebbe chiudere? E’ più grave qualcosa di evidente che puzza o qualcosa inodore che forse, probabilmente, da anni si sta diffondendo da altre fonti? E’ più a rischio un cumulo di ceneri bagnate o solventi, piombo, inquinanti già trattate giornalmente sul territorio???? Attività sicure? Chi lo afferma?  Forse gli stessi enti che si sono dimostrati carenti nella vicenda della Leganti Naturali e che per tali motivi non sono stati considerati attendibili e competenti????

Un’altra indicazione importante che ho raccolto durante la riunione dell’altra sera è stato il netto rifiuto e la stanchezza dei cittadini nei confronti della politica. Giratela come volete, trovate le motivazioni e le scuse più o meno plausibili, le difese più o meno motivate ma, interpretando le reazioni dell’altra sera, la gente comune della politica sembra essersi rotta le palle (si ho detto palle).

Maurizio Cerioni, consigliere di minoranza, che primo e unico della serata  ha provato a menzionare i partiti politici, lanciando il classico sasso nello stagno ne ha ricevuto in ritorno un’intera pietraia. Siamo nell’anno delle elezioni amministrative a Paderno Dugnano e la battaglia per il cadreghino si sta facendo quanto mai frenetica. Se già in tempi di calma relativa non si sono lesinati i colpi più o meno bassi, figuriamoci in questo periodo. Personalmente, ritengo che la vicenda della Leganti abbia offerto l’occasione sul proverbiale piatto d’argento, in quanto, in un solo colpo, tirerebbe in causa la Regione attualmente a guida leghista, il Vice Presidente e Assessore alla Salute. Mario Mantovani, ipotizzato mentore dell’attuale primo cittadino e, la Giunta Comunale. Insomma, il classico  tris d’assi.

Tra i diversi interventi ho registrato anche quelli di chi in occasioni precedenti, si è schierato in difesa dei lavoratori di società locali che per diversi motivi (più o meno traumatici) hanno concluso la propria attività. In tali interventi si chiedeva comunque a gran voce la chiusura dell’impianto della Leganti Naturali, ma ieri sera, mi sembra nessuno abbia sollevato il problema dei nove posti di lavoro che verrebbero persi e dei nove padri di famiglia che in questo periodo di crisi si troverebbero a casa. Riprendiamo il senso della misura dell’intera vicenda. Non si getta il bambino con l’acqua sporca.

Gli interventi e gli appelli che invece ho condiviso e apprezzato durante la serata hanno principalmente riguardato l’elenco degli accidenti presenti, in divenire o progettati per il nostro territorio. Si può partire dall’onnipresente Rho-Monza, si può parlare della vicenda ancora in sospeso dell’inceneritore sull’area ex Tonolli oppure, si può affrontare il discorso delle attuali condizioni precarie di alcuni istituti scolastici.

Di quest’ultimo argomento in particolare, alcuni media cittadini ponevano particolare attenzione ma  ultimamente, sembra essere passato in secondo piano. Eppure penso che il disagio provocato ai nostri figli da emissioni maleodoranti possa comunque essere paragonabile al costringerli a situazioni precarie per poter seguire le lezioni o a seguirle, in condizioni di sicurezza relativa.

Insomma, c’è tutto un mondo intorno, diamo ad ogni cosa la giusta evidenza.

 

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